Economia
Il prezzo dell’olio di oliva al 17 febbraio: aumento di 30 centesimi dell’extravergine spagnolo in 15 giorni
Mentre in Italia il mercato è ancora fermo, in attesa che l’eco dalla Spagna raggiunga anche le piazze italiane, i cicloni che hanno imperversato in Andalusia hanno fatto toccare il record di 4,5 euro/kg all’extravergine e 3,9 euro/kg al vergine
17 febbraio 2026 | 16:30 | T N
Il mondo dell’olio di oliva inizia a interrogarsi sulle effettive disponibilità per i prossimi mesi, con persino bizzarre ipotesi sulla prossima campagna olearia.
Nel mentre i prezzi dell’olio extravergine di oliva in Spagna raggiungono il picco dell’anno a 4,5 euro/kg al 17 febbraio secondo Poolred, gli scambi si dimezzano. Gli operatori iniziano a fare i conti sulle effettive disponibilità, considerando che quello che verrà prodotto dopo il ciclone Harry in Andalusia sarà tutto lampante.

Il timore è che manchi anche il vergine di oliva, salito anch’esso ai massimi da molti mesi a 3,9 euro/kg secondo PoolRed al 17 febbraio.
Il lampante si allinea, a 3,5 euro/kg, così portando le differenze tra le varie categorie a circa 50 cent/kg.
Le scorte a fine gennaio sono poco sotto il milione di tonnellate che, considerando le uscite medie di circa 100 mila tonnellate mensili, portano a non avere problemi di disponibilità fino a fine novembre, quando sarà in svolgimento la prossima campagna olearia.
Una situazione complessiva che permette una gestione ordinata ma già con la preoccupazione sulla prossima campagna olearia, quando questa non è ancora chiusa. I frantoi in Spagna chiuderanno a marzo inoltrato stante lo stop forzato di queste settimane. Se non mancherà l’acqua nel suolo e nei bacini idrici, resta l’incognita sulla reazione dell’olivo all’eccesso di piogge. Molti campi sono allagati e l’olivo soffre il ristagno idrico. Poi c’è l’incognita delle malattie fungine. Senza contare tutte le normali incognite di una normale campagna olearia, a partire dalla fioritura/allegagione.
Al momento l’eco delle incertezze spagnole non si riverbera sul mercato nazionale. Gli imbottigliatori hanno fatto scorte sufficienti per il primo trimestre/quadrimestre e aspettano le vendite a scaffale prima di riapprovvigionarsi. Il rimbalzo si fa attendere ma è solo questione di tempo, visto che si sta riducendo sempre di più il differenziale tra olio italiano e spagnolo.
Probabilmente l’effetto a scaffale si vedrà solo nel secondo trimestre/quadrimestre con il rialzo dei listini dovuto agli incrementi delle quotazioni in Spagna, con l’onda lunga che porterà a un aumento anche delle vendite di 100% italiano.
Intanto, ed è comunque un segnale positivo, le vendite speculative sull’extravergine nazionale sono cessate da settimane con le quotazioni stabili praticamente da inizio anno a una media di 7,2 euro/kg per l’extravergine convenzionale sulla piazza di Bari (ma anche oltre 9 euro/kg in Sicilia), che diventano 7,7 euro/kg per il Dop e Igp. Oltre gli 8 euro/kg per il biologico.

L’alternanza di produzione fa propendere per un’annata di maggiore scarica in Italia il prossimo autunno, motivo in più per vedere un rialzo dei listini nel medio termine.
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