Economia
Il freddo migliora gli agrumi e i prezzi all'ingrosso scendono
Al termine del periodo natalizio, i consumi si orientano verso scelte più leggere e salutari, influenzando la domanda dei prodotti stagionali. A dura prova alcune coltivazioni, tra cui lattughe, finocchi e carciofi pugliesi
10 gennaio 2026 | 16:00 | C. S.
Con la conclusione delle festività torna La Borsa della Spesa, il servizio di BMTI e Italmercati, in collaborazione con Consumerismo No Profit, che tutte le settimane offre i consigli giusti per una spesa stagionale conveniente e sostenibile.
Come tipicamente accade al termine del periodo natalizio, i consumi si orientano verso scelte più leggere e salutari, influenzando la domanda dei prodotti stagionali. Tuttavia, la richiesta si sofferma su livelli bassi e non sta provocando rilevanti fluttuazioni dei prezzi all’ingrosso.
Per quanto riguarda la frutta, l'abbassamento delle temperature nelle zone di produzione del Mezzogiorno, ha sicuramente favorito la qualità degli agrumi, aumentando la loro dolcezza e, nel caso delle arance Tarocco, ha intensificato la loro pigmentazione rossa. Per queste ultime, si registrano prezzi all’ingrosso in calo del 3% rispetto alla scorsa settimana, che vanno dagli 0,80 a 1,00 euro/Kg per i calibri piccoli, da spremuta, fino ai 2,00 euro/Kg per i calibri maggiori (-5,2% rispetto a dodici mesi fa). Nella media del periodo i prezzi delle clementine che oscillano da 1,20 a 1,40 euro/Kg per i calibri maggiori. Calano del 7,8% in una settimana, invece, i prezzi all’ingrosso dei mandarini. In particolare, la varietà Avana, che tra poco sarà sostituta dai primi Tardivi, si conferma tra 1,30 e 1,50 euro/Kg. Continua la stabilità per i prezzi all’ingrosso dei melograni, intorno a 2,20 euro/kg, con la produzione italiana che tende alla conclusione e per le mele, in particolare la Golden e la Nicoter, tra 1,80 e 1,90 euro/kg e la Granny Smith, appena entrata, intorno a 1,60 euro/Kg.
Per quanto riguarda gli ortaggi, il maltempo di questi ultimi giorni, con piogge intense, gelate e anche nevicate a bassa quota al centro-sud Italia, sta mettendo a dura prova alcune coltivazioni, tra cui lattughe, finocchi e carciofi pugliesi. Tuttavia, nei mercati adesso sono presenti prodotti raccolti prima del cambiamento meteorologico e che, quindi, non hanno subito danni, né aumenti di prezzo. Tra gli ortaggi, la ricerca di prodotti depurativi spinge al consumo di finocchi, quest’anno di ottima qualità, provenienti da Puglia e Campania, in calo del 27,6% rispetto allo scorso anno, attestandosi su 1,00 euro/Kg, nonostante l’aumento della richiesta. Ottima disponibilità per il cavolfiore, all’ingrosso, a circa 1,10 euro/Kg confermando un ribasso del 36,2% rispetto al 2025. Si trovano a prezzi convenienti e ancora di buona qualità i carciofi. Nei mercati all’ingrosso si registra un’ampia disponibilità di Violetto senza spine, pugliese e siciliano, con prezzi che oscillano tra 0,30 e 0,50 euro al pezzo. In forte ascesa il Romanesco, molto richiesto soprattutto nel Lazio per i piatti della tradizione, che si attesta su un prezzo all’ingrosso medio di 0,90 euro al pezzo. In generale, l’abbondanza di produzione dei carciofi ha portato i prezzi all’ingrosso di questa settimana in calo del 12,6% ma si potrebbe avere un’inversione di tendenza a causa del clima invernale. Infine, convenienza per le bietole da costa, intorno a 1,00 euro/Kg (-10,7% in un anno) e per le carote, che si confermano un prodotto a buon mercato tra 0,70 e 0,90 euro/Kg.
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