Economia
Giacenze di olio di oliva ai minimi anche nel 2026
La Commissione europea certifica che, con una produzione mondiale in lieve diminuzione, lo stock a settembre 2026 sarà di sole 400 mila tonnellate e un consumo mondiale che supererà le 3 milioni di tonnellate
18 dicembre 2025 | 15:00 | T N
Con l’aggiornamento del 12 dicembre la Commissione europea indica una stima produttiva da 3,4 milioni di tonnellate di olio di oliva, in lieve calo rispetto alle 3,5 milioni di tonnellate della campagna precedente.
L’Unione europea dovrebbe mantenere una produzione stabile, appena sopra le 2 milioni di tonnellate, soprattutto grazie alla Spagna (1,37 milioni di tonnellate) e all’Italia (300 mila tonnellate) a fronte di una discesa produttiva di Portogallo (150 mila tonnellate) e Grecia (220 mila tonnellate).

Nel resto del bacino del Mediterraneo ecco il boom della Tunisia a 450 mila tonnellate che compensa il calo produttivo della Turchia (290 mila tonnellate), con il raddoppio della produzione in Marocco a 160 mila tonnellate e una diminuzione in quasi tutti gli altri Paesi produttori.

La situazione di mercato, però, resterà largamente positiva.
I consumi si attesteranno sopra le 3 milioni di tonnellate, stabili praticamente ovunque. Anche in Europa dovrebbero attestarsi a 1,4 milioni di tonnellate, al pari della campagna 20245/25.
La parola d’ordine della campagna olearia è quindi equilibrio e stabilità.
Nessuna sorpresa, allora, anche sulle giacenze al 30 settembre 2026, che la Commissione europea stima poco superiori alle 400 mila tonnellate, praticamente identiche alle 372 mila registrate a settembre 2025.

Una situazione di stabilità che avrebbe dovuto portare anche a una sostanziale continuità nei prezzi, cosa che invece non si è verificata, soprattutto in Italia.
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