Economia

Il prezzo dell’olio di oliva italiano al 9 dicembre: ritocco al ribasso per i listini

Il prezzo dell’olio di oliva italiano al 9 dicembre: ritocco al ribasso per i listini

La pausa del ponte dell’Immacolata ha portato, come da tradizione, a minori scambi e un ritocco al ribasso delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva in Puglia. La qualità degli oli internazionali sarà molto bassa: non svendere l’extravergine italiano!

09 dicembre 2025 | 14:00 | T N

Non c’è alcun motivo di allarmarsi per il lieve ritocco al ribasso dei listini dell’olio extravergine di oliva in Puglia, con un calo della quotazione massima per la CCIAA di Bari, i modesti cali a Bari, Brindisi, Taranto e Lecce per IsmeaMercati e per il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale.

Potrebbe sembrare un trend ma ancora non lo è: riflette il rallentamento delle operazioni un po’ per le piogge e un po’ per il ponte dell’Immacolata.

La Camera di Commercio di Bari segnala al 9 dicembre quotazioni a 7,2-8,2 euro/kg per l’olio extravergine d'oliva, un calo quindi di 20 centesimi sulla quotazione massima, invariati invece i prezzi sugli oli Dop/Igp a 8,5 euro/kg e per l’olio biologico a 8,8 euro/kg. Si amplia così la forbice, che diventa di un euro, tra l’olio commerciale e l’extravergine di qualità. Quasi fossero due mercati.

Anche IsmeaMercati segnala un live ribasso per l’olio extravergine di oliva a Bari a 7 euro/kg al 1 dicembre, con l’olio a Brindisi, Taranto e Lecce che torna a 6,3 euro/kg al 4 dicembre.

Abbassamento di 5 centesimi anche per l’olio extravergine di oliva a Bari anche per il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale al 5 dicembre, così portandosi a 6,95 euro/kg.

Si tratta, in tutti e tre i casi, dei prezzi più bassi registrati nella campagna olearia 2025/26, con la raccolta in pieno svolgimento in Puglia mentre è quasi terminata sia in Calabria e sia in Sicilia.

Siamo così giunti anche al minimo differenziale di prezzo tra olio italiano e olio comunitario da tre anni.

Ismea Mercati segnala prezzi per l’olio extravergine di oliva greco a 5,15 euro/kg al 28 novembre, anche se sono segnalate contrattazioni anche sotto i 5 euro/kg, mentre per extravergine di qualità spagnolo (Toledo, Borgas) le quotazioni sono di 4,75-4,9 euro/kg. In media possiamo affermare che l’extravergine comunitario di buona qualità commerciale oggi quota circa 5 euro/kg, con l’olio italiano che lo supera mediamente di 2-2,5 euro/kg.

Ha senso una differenza di prezzo così bassa? La risposta, analizzando la qualità degli oli attualmente in commercio, è sicuramente negativa. La qualità, infatti, è decisamente più bassa della media degli ultimi anni, a causa della siccità e della mosca dell’olivo in Grecia e Spagna, a cui si sono aggiunte le gelate in Andalusia.

L’olio italiano, oltre che per avere bottiglie Made in Italy a scaffale, servirà anche da taglio per offrire olio comunitario dal gusto “accettabile”, ovvero per elevare allo status di extravergine oli che altrimenti dovrebbero essere classificati come vergine d’oliva.

Rinnoviamo quindi l’appello che ripetiamo da settimane: non svendere l’extravergine italiano!

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