Economia

I prezzi alti non frenano i consumi di olio di oliva

I prezzi alti non frenano i consumi di olio di oliva

Complessivamente, nei principali 11 mercati di destinazione, sono andate 708 mila tonnellate di oli di oliva, il dato più alto dopo quello del 2020/21 con 732 mila tonnellate, quando i prezzi erano la metà di quelli attuali

30 ottobre 2025 | 11:00 | T N

Tra ottobre 2024 e luglio 2025, le importazioni di olio d'oliva nei mercati principali sono aumentate dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'anno agricolo 2023/24 secondo i dati COI.

Una ripresa significativa è stata osservata in Australia (+57%), Canada (+42%), Cina (+98%) e Stati Uniti (+21%). In controtendenza il Giappone (-22%) e Brasile (-8,5%).

Complessivamente, nei principali 11 mercati di destinazione, sono andate 708 mila tonnellate di oli di oliva, il dato più alto dopo quello del 2020/21 con 732 mila tonnellate, quando i prezzi erano la metà di quelli attuali.

Nell'agosto 2025, il valore unitario delle esportazioni di olio extra-UE di oliva è stato di € 532/100 kg (− 41,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; − 1,9% rispetto al mese precedente).

Per l'olio extravergine di oliva, questa cifra ha raggiunto € 580/100 kg. 

Il volume delle esportazioni è stato pari a 51.406 t (+15,0% su base annua; −31,2% rispetto al mese precedente), di cui il 70,8% (36.402 t) corrispondeva all'olio extravergine di oliva.

L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) per l'olio d'oliva nell'UE è diminuito del 27,5% nell'agosto 2025 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, un calo leggermente inferiore rispetto a luglio (− 1,4% mese su mese). 

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