Economia
Ancora vendite per 9 mila tonnellate di olio extravergine di oliva italiano a marzo
La giacenza di olio extravergine di oliva a denominazione di origine scende sotto le 10 mila tonnellate, l'olio bio a meno di 15 mila tonnellate. In Puglia quasi la metà dell'olio extravergine di oliva italiano
16 aprile 2025 | 14:00 | Graziano Alderighi
Olio extravergine di oliva italiano per meno di otto mesi se le vendite proseguiranno ai ritmi degli ultimi due mesi: 9 mila tonnellate al mese.
A novembre, quindi, l'olio extravergine di oliva italiano sarà esaurito ma, probabilmente, per volumi importanti, la giacenza zero arriverà subito dopo l'estate.
Anche a marzo 2025, infatti, le vendite di olio extravergine di oliva nazionale non si sono arrestate. Anzi, hanno proseguito ai ritmi dei mesi precedenti, pur con un differenziale di prezzo con l'olio comunitario a 5 euro/kg e oltre.
E' così che le giacenze di olio extravergine di oliva italiano per il mercato a fine marzo sono ammontate a 71 mila tonnellate, contro le 80 mila di fine febbraio, di cui 31 mila in Puglia (e di queste 23 mila tra Bari e BAT), 5 mila tonnellate in Calabria e 7 mila tonnellate in Sicilia.

Nelle Regioni tradizionalmente imbottigliatrici, come Toscana e Umbria, lo stock è stato rispettivamente di 10 e 5 mila tonnellate.
Quindi più dell'80% dell'olio extra vergine di oliva italiano è quindi concentrato in 5 Regioni.
Sempre in difficoltà le vendite di olio extravergine di oliva biologico, a circa 2 mila tonnellate, con una giacenza di 14 mila tonnelalte a fine marzo. Un trend di vendite che si riflette anche sulle basse scorte, utili solo per i prossimo sette mesi.
Nessuna flessione, invece, nelle vendite di olio a denominazione di origine, a 2500 tonnellate a marzo, con scorte disponibili inferiori alle 10 mila tonnellate contro le 12 mila di febbraio. In questo caso le uniche e vere giacenze disponibili riguardano la Puglia, con la Dop Terra di Bari (4000 tonnellate), la Sicilia che tra Dop Val di Mazara e Igp Sicilia ha uno stock di circa 2500 tonnellate e la Toscana che con l'Igp ha poco meno di 1000 tonnellate. In questo caso il 75% dell'olio in stock è concentrato in sole tre regioni.
Nel complesso, tenendo conto dell'alta concentrazione dell'offerta e delle basse disponibilità, è lecito attendersi che non ci saranno significativi movimenti sui prezzi dell'olio extravergine di oliva italiano almeno fino alla vigilia della prossima campagna olearia.
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