Economia
Vendite di olio extravergine di oliva italiano a 9 mila tonnellate, nonostante gli alti prezzi
La giacenza di olio extravergine di oliva nazionale a 80 mila tonnellate, con la Puglia che traina il mercato. Male le vendite di olio biologico mentre le denominazioni di origine hanno flussi commerciali da 3000 tonnellate
11 marzo 2025 | 17:30 | Graziano Alderighi
I dati della Repressione Frodi Frantoio Italia alla fine di febbraio indicano che lo stock complessivo di olio extravergine di oliva nazionale in giacenza è di 80 mila tonnellate, di cui poco meno della metà, 36 mila tonnellate, in Puglia.
Nel solo mese di febbraio lo stock è calato di 6 mila tonnellate in Puglia, di 1000 tonnellate in Sicilia e circa 500 tonnellate in Calabria, ovvero è diminuito, rispetto a gennaio, del 14% in Puglia, dell’11% in Sicilia e dell’8% in Calabria.
Complessivamente le tre regioni del sud hanno avuto flussi commerciali per 7500 tonnellate sulle 9000 tonnellate totali vendute a febbraio.

Oltre a Puglia, Sicilia e Calabria, le altre regioni dove si movimenta olio di oliva italiano sono Toscana, Umbria e Liguria, dove sono detenute complessivamente circa 20 mila tonnellate di extravergine italiano soprattutto ad opera dell’industria e degli imbottigliatori.
Se quindi alle 36 mila tonnellate della Puglia, 8 mila della Sicilia e 6 mila della Calabria, aggiungiamo le 20 mila di Toscana, Umbria e Liguria arriviamo a 70 mila tonnellate, ovvero l’87% del totale dell’olio detenuto in Italia.
Lo scenario del mercato vede le manifeste difficoltà dell’olio biologico, con 2 mila tonnellate vendite a febbraio, e scorte per 16 mila tonnellate.
Bene invece le vendite di olio extravergine di oliva Dop e Igp, per circa 3000 tonnellate e 12 mila tonnellate ancora in stock. L’olio extravergine di oliva Dop e Igp è prevalentemente concentrato in Puglia con la Dop Terra di Bari, in Sicilia, tra Igp e Dop Val di Mazara, in Toscana, con l’Igp, in Liguria con la Dop Riviera dei Fiori e poi in Calabria con l’Igp. Nell’insieme queste denominazioni costituiscono più dell’80% dell’olio Dop/Igp nelle cisterne.
Appare evidente che il mercato dell’olio italiano al momento è trainato dal bilanciamento tra Puglia e Sicilia, con quotazioni elevate e costanti, e che non risentono dell’influsso dei mercati esteri dell’olio di oliva che hanno quotazioni della metà, o meno della metà, rispetto a quelle nazionali.
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