Economia
In due anni, cala del12,2% il prezzo della farina di grano tenero e del 20% la semola di grano duro
I prezzi si confermano lontani dai livelli elevati che si raggiunsero per la farina nel 2021-2023, raggiunti anche a causa delle tensioni che avevano colpito la quotazione del grano dopo lo scoppio del conflitto russo – ucraino
20 marzo 2025 | 14:00 | C. S.
In occasione della Giornata Mondiale della Farina, BMTI ha analizzato i dati rilevati dalle Camere di commercio sulla farina di grano tenero e sulla semola di grano duro. L’analisi di BMTI mostra un inizio 2025 caratterizzato da una tendenziale stabilità nei prezzi all’ingrosso della farina e dei segnali di rialzo per la semola.
I prezzi si confermano lontani dai livelli elevati che si raggiunsero per la farina nel 2022 e nel 2023, raggiunti anche a causa delle tensioni che avevano colpito la quotazione del grano tenero dopo lo scoppio del conflitto russo – ucraino e, per la semola, nel 2021 e 2022, per effetto degli aumenti del grano duro determinati soprattutto dalla flessione della produzione canadese.
In particolare, per la farina di grano tenero, il 2025 è iniziato con una tendenziale stabilità dei prezzi all’ingrosso, sulla scia della stabilità della quotazione della materia prima. Nonostante i recenti rialzi dei prezzi dei grani teneri e i diffusi rincari dei costi energetici, i prezzi attuali della farina di grano tenero (tipo 00) sono risultati, a febbraio, più bassi del -3,2% rispetto ad un anno fa e del -12,2% rispetto al 2023.
Per quanto riguarda la semola di grano duro, invece, i primi mesi del 2025 hanno visto un lieve aumento (+1,7% a febbraio rispetto a gennaio) anche in conseguenza dei rialzi sui prezzi della materia prima. Tuttavia, i prezzi all’ingrosso rimangono ancora più bassi rispetto agli ultimi due anni: rispetto a febbraio 2024, infatti, si rileva una flessione del -9,3%; rispetto al 2023, invece, la riduzione sfiora il -20%.
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