Economia
Crolla il prezzo dell’olio di oliva: il ruolo del Portogallo e degli oliveti superintensivi
Il crollo del prezzo dell’olio di oliva era ampiamente annunciato dagli operatori ed è arrivato con una quindicina di giorni di anticipo rispetto a quanto previsto. Il ruolo determinante del Portogallo
11 novembre 2024 | 10:45 | C. S.
La situazione del mercato dell’olio di oliva è di forte tensione nell’ultima settimana, con la super offerta di olio di oliva dal Portogallo, a prezzi tra 4,5 e 5 euro/kg, che ha provocato la discesa repentina su tutte le piazze europee.
Nonostante la Spagna abbia iniziato da poco la raccolta massiva di olive e l’estrazione, il prezzo dell’olio nuovo è già fissato tra i 5 e i 5,5 euro/kg, a seconda della qualità. Il mercato greco e quello tunisino si sono adattati all’istante.
A provocare il tracollo del prezzo che, è utile ricordarlo, era di 6,5 euro/kg solo alla fine di ottobre, è stata la grande e contemporanea offerta sul mercato di olio portoghese. Si tratta in particolare di olio di Arbequina dagli oliveti superintensivi dell’Alentejio.
Nel 2021/22 quando la produzione di olio di oliva portoghese raggiunse il record di 206 mila tonnellate, i produttori trovarono difficoltà, già dalla primavera successiva, a vendere l’olio prodotto, che si deteriorava molto rapidamente, obbligando a una svendita.
Memori di quell’esperienza, oggi i produttori portoghesi di superintensivo hanno inondato il mercato della nuova produzione, si parla di un’offerta complessiva da 30-50 mila tonnellate, a prezzi compresi tra 4,5 e 5 euro/kg.
Oggi il Portogallo è accreditato di una produzione da 170-180 mila tonnellate e l’offerta di un quarto della produzione per liquidità immediata ha provocato uno sconquasso dei principali mercati.
A prezzi di 4,5-5 euro/kg il margine di profitto per gli olivicoltori portoghesi di superintensivo, con un’annata di carica, varia da 1 a 2 euro/kg. Un utile più che soddisfacente considerando che il Portogallo veniva da una campagna olearia molto difficile in cui gli olivicoltori avevano perso denaro.
L’offerta di olio a così basso prezzo ha portato al ribasso l’extravergine di tutte le piazze europee, per prima la Spagna, con l’olio vergine di oliva e l’olio extravergine di oliva che hanno quotazioni identiche a 5,2 euro/kg.
La mossa portoghese, non completamente inaspettata, ma certo sorprendente per i volumi offerti ha spiazzato gli operatori che ormai sono in cerca dell’offerta migliore e la possibilità che l’olio di oliva comunitario scenda sotto i 5 euro/kg è più che concreta.
In Spagna, però, le principali cooperative predicano la calma poiché l’olio portoghese sarà probabilmente in esaurimento entro la fine di novembre e poi sarà la Spagna a dettare le condizioni di mercato. La volontà sarebbe di tenere la quotazione dell’olio spagnolo a 5-5,5 euro/kg, un prezzo che offrirebbe ai produttori iberici un margine di profitto accettabile.
Quello che ci insegna questa campagna olearia è però che a dettare le linea del mercato dell'olio di oliva non è più un singolo Paese, per quanto forte come la Spagna, ma possono essere combinazioni di una pluralità di fattori e di interessi di Paesi diversi, dal Portogallo fino a un futuro prossimo Turchia e Tunisia.
Potrebbero interessarti
Economia
Spagna e Italia guidano gli acquisti di olio di oliva tunisino, ma il prezzo racconta due strategie diverse
Italia e Spagna rappresentano i principali sbocchi commerciali dell'olio tunisino, assorbendo oltre 106 mila tonnellate nei primi cinque mesi della campagna, ma con politiche di acquisto differenti e prezzi all'export inferiori rispetto ai mercati premium come Stati Uniti e Giordania
02 luglio 2026 | 14:00
Economia
Debacle dell'export di olio di oliva europeo nei primi quattro mesi del 2026
Le esportazioni europee di olio d'oliva e olive si fermano a 1,82 miliardi di euro tra gennaio e aprile, penalizzate dal calo dei prezzi e dei volumi. Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone tra i mercati più colpiti
02 luglio 2026 | 11:00
Economia
Il crollo, in valore, dell'export di olio di oliva verso gli Stati Uniti
L'Osservatorio Certified Origins sul secondo trimestre 2026 fotografa un mercato a due velocità. Nel breve periodo prezzi all'origine in forte calo, scorte ai massimi e protezionismo americano. Nel lungo, gli scenari di settore stimano una crescita strutturale dei consumi
01 luglio 2026 | 11:30
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 30 giugno: si ferma la speculazione in Italia ma non in Spagna
L’attenzione degli operatori spagnoli, nell’ultima settimana, si è concentrata tutta su olio lampante, sceso a 2,95 euro/kg e olio vergine di oliva, sceso a 3,1 euro/kg. Si prepara una nuova ondata di deodorato. Mentre in Italia mercato e quotazioni appaiono bloccate con cascole di olive più elevate del solito ovunque
30 giugno 2026 | 15:30
Economia
Il forte caldo spinge i consumi estivi e tiene i prezzi all’ingrosso bassi, anche delle angurie
Le temperature elevate non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso
29 giugno 2026 | 10:00
Economia
Torna a crescere la domanda di vino italiano negli USA
Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base SipSource i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%
28 giugno 2026 | 09:00