Economia
Acquisti alimentari: le abitudini dei giovani italiani cambiano
Per gli acquisti di olio di oliva e vino i giovani nati dopo il 1995 preferiscono rivolgersi direttamente al produttore. Il discount è frequentato tra i nati tra il 1980 e il 1994
03 giugno 2024 | C. S.
Nonostante i rincari di oltre i 10% in un anno percepiti da oltre 9 italiani su 10, al momento di fare la spesa si guarda anzitutto alla qualità (71,3%) e sempre meno al prezzo (58,6%, percentuale che scende del 7,6% in un anno scorso.
La ricerca evidenzia come i discount (-1,2% rispetto a 2023) rappresentano il canale abituale per il 15% dei consumatori e tra loro sono sempre di più i nati tra il 1980 e il 1994 (+8,3%i rispetto alla media).
E' quanto emerge da una ricerca sui cambiamenti nelle abitudini dei consumatori realizzata da The European House - Ambrosetti, in preparazione dell'ottava edizione del Forum "La Roadmap del futuro per il Food&Beverage", in programma a Bormio il 7 e 8 giugno. Cresce poi l'attenzione verso provenienza e certificazioni delle produzioin, così come si compra di più nei mercati rionali e direttamente dai produttori.
"Le famiglie più numerose - commenta Valerio De Molli - Managing Partner & Ceo, The European House - Ambrosetti - subiscono maggiormente la pressione dell'aumento dei prezzi: il 30% di chi ha un nucleo familiare composto da 3 o 4 persone ritiene di impiegare per la spesa oltre il 25% in più rispetto a un anno fa".
Una generazione, la Y, che apprezza sempre più (+12,3 p.p. rispetto alla media) gli acquisti fatti direttamente dal produttore o nei mercati rionali: canali che insieme rappresentano il 17% delle preferenze degli italiani (in aumento rispetto al 2023) e utilizzati soprattutto per l'acquisto di olio e vino (produttori) e frutta e ortaggi (mercati rionali).
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