Economia
Allarme per i consumi italiani di olio d’oliva
L’Italia era uno dei più grandi consumatori di olio di oliva del mondo. Oggi è sul terzo gradino del podio per un soffio. La disaffezione per il re della dieta mediterranea e le incognite per l’immediato futuro
23 ottobre 2023 | T N
E’ allarme rosso per i consumi italiani di olio di oliva in Italia.
Secondo i dati del Consiglio oleicolo internazionale gli italiani consumano solo 7,1 chili di olio d’oliva all’anno pro capite, contro i 10,3 della Grecia e gli 11,4 della Spagna.
Un arretramento clamoroso se pensiamo che, fino a 10 anni fa, il consumo era vicino ai 12 chili di olio d’oliva pro capire all’anno.

Un tale arretramento è sicuramente frutto degli stili di vita, con la crescita del fuori casa, dove il consumo di olio d’oliva, in particolare extra vergine, è particolarmente basso ma anche in casa, dove si privilegiano piatti pronti che fanno largo uso di oli vegetali e poco di olio di oliva.
Si cucina sempre meno e accade allora che le bottiglie di olio d’oliva fanno sempre meno capolino nelle cucine degli italiani.
La situazione appare particolarmente preoccupante poiché l’Italia, che vorrebbe inserire la propria cucina come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, potrebbe essere scavalcata, in termine di consumo pro capite all’anno di olio di oliva anche dalla Siria, dove il consumo è di 6,8 chili pro capite all’anno.
I consigli dei nutrizionisti e le diete senza olio d’oliva
Oggi vanno di moda le diete proteiche e grassi e zuccheri vengono banditi dalle tavole.
Purtroppo non si tratta solo di diete fai da te, di chi legge qualche informazione su internet, ma anche di piani dietetici di nutrizionisti che sconsigliano l’olio di oliva, compreso l’extra vergine.
E’ vero che l’olio di oliva è fortemente calorico, circa 900 calorie ogni 100 grammi, ma anche la qualità di queste calorie, nell’ambito di una dieta bilanciata, va ben attenzionata.
I benefici salutistici dell’olio extra vergine di oliva sono ben noti, con impatti positivi sulla salute cardiovascolare, la sindrome metabolica, con conseguenze positive anche per diabete e altri disturbo correlati, oltre a declino cognitivo e prevenzione di molte tipologie di tumori.
Ci si dimentica che secondo le linee guida per una sana alimentazione italiana, ogni giorno andrebbero assunti: 55% carboidrati; 10-15% di proteine; 25-30% di grassi, che equivalgono circa a 70 grammi su un menu medio da 2000 calorie al giorno.
Non tutti i 70 grammi di grassi al giorno possono derivare dall’olio extra vergine di oliva, ma due cucchiai di olio di oliva che corrispondono a circa 20 grammi, ovvero meno di 200 calorie al giorno, sono compatibili con qualsiasi dieta e apportano numerosi benefici nutrizionali e salutistici. A seconda della tipologia di dieta e dell’individuo, fino a 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva al giorno, sono assolutamente compatibili con uno stile di vita sano.
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, la sostituzione di circa 10 grammi al giorno di margarina, burro, maionese e grasso di latte con la quantità equivalente di olio d'oliva è associata a un minor rischio di mortalità per tutte le cause, in particolare il 19% in meno di rischio di mortalità cardiovascolare, il 17% in meno di rischio di mortalità per cancro, il 29% in meno di rischio di mortalità neurodegenerativa e il 18% in meno di rischio di mortalità respiratoria.
Va altresì ricordato che l’olio extra vergine di oliva aumenta il senso di sazietà e anche per questa ragione non dovrebbe essere bandito dalla dieta.
Olio extra vergine di oliva: un bene di lusso?
I consumi di olio di oliva mondiali, secondo i dati provvisori del Consiglio oleicolo internazionale, sono lievemente scesi nella campagna olearia 2022/23, a 3,1 milioni di tonnellate.

Si tratta di un livello di consumi, in volume, non replicabile con la prossima campagna olearia, poiché mancherà l’olio d’oliva, a causa della flessione della produzione in Spagna e in moltissime aree mediterranee.
Le scorte della passata stagione sono pressochè azzerate ovunque e quindi a disposizione del mercato si saranno probabilmente meno di 3 milioni di tonnellate di olio d'oliva.
Questo ha fatto, da qualche mese, aumentare i prezzi dell’olio, in particolare dell’olio extra vergine di oliva.
Un trend che potrebbe far diminuire ulteriormente i consumi di olio di oliva in Italia, se non verranno supportati con adeguate campagne informative e comunicazionali.
Anni di olio extra vergine di oliva a 2,99 euro/litro al supermercato hanno diffuso la percezione che fosse una commodity, da prendere in offerta al prezzo più basso possibile. Oggi che i prezzi a scaffale sono di 10 euro o più, il rischio di una disaffezione e migrazione verso altri oli vegetali è serio, ma ancora scarsamente considerato.
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