Economia
L’AVANZATA DELL’AUSTRALIA NEI MERCATI MONDIALI DEL VINO
Emergono le prime preoccupazioni intorno al futuro del mercato vitivinicolo. Le aziende italiane riflettono sulle strategie da adottare
06 settembre 2003 | T N
“Manca solo un anno alle Olimpiadi di Atene e non meravigliamoci se il fornitore ufficiale di vino sarà l’Australia”. Queste considerazioni sono di Alessandro Costantini, direttore marketing della Ruffino, una delle aziende italiane tra le più operative sul ricco mercato statunitense. Dichiarazioni che hanno gelato la platea a un convegno che si è tenuto nel giugno scorso su Il mercato internazionale del vino, tendenze e strategie, promosso da Università e Provincia di Firenze, a chiusura del terzo Master in management e marketing delle imprese vitivinicole.
Una realtà emergente da non sottovalutare
Realtà poco conosciuta fino a poco tempo fa, l’Australia ha clamorosamente messo in ombra la Francia sul mercato inglese e americano. Ora, il timore è che anche l’Italia possa subire lo stesso drammatico destino. Gli operatori del comparto vino in Italia, nonostante gli entusiasmanti exploit dell’ultimo decennio, stanno ora iniziando a fare i primi conti con nuovi e sempre più capaci e aggressivi concorrenti.
Sentire il fiato sul collo non è bello; la sensazione è spiacevole e sta provocando una serie di mea culpa e di riflessioni a ruota libera, a cominciare dalla Francia, ancora incredula, come ha evidenziato Nathalie Guibert, direttrice del Laboratoire Management et Commerce International-Filiere Vin, dell’Università di Avignone. Amare riflessioni incalzate anche da quelle di Diuska Luppi, direttore del Consorzio del Marchio Storico Chianti Classico. “Per le nostre aziende” – ha detto – “gli ultimi due anni ci hanno fatto risalire ai livelli del 2002, anche negli Stati Uniti. Ma non c’è alcun dubbio che il settore debba al più presto dotarsi di strumenti e di risorse umane adeguate. Altrimenti – ammette – la concorrenza prima o poi avrà la meglio”.
Lievi flessioni sui mercato Usa
La Ruffino registra per la prima volta una flessione sul mercato americano. Secondo il parere di Costantini, si tratta del riflesso della crisi innescata dalle Twin Towers. “Ma ora” – ha aggiunto – “c’è anche il super euro, i cui effetti negativi si cominceranno a sentire probabilmente l’anno prossimo. Forse l’Italia – prosegue – potrà compensare i danni accaparrandosi quote di mercato della Francia boicottata a seguito della guerra in Iraq. Vedremo. Ma per uscirne fuori dovremo rivedere alcuni aspetti, a cominciare dalla politica dei prezzi. Il vino italiano è decisamente sovrastimato e le nostre aziende, troppo piccole e troppo poco strutturate, non potranno reggere l’impatto della concorrenza”.
Investire in risorse umane
“L’agricoltura Toscana – ha invece ricordato Mario Lastrucci, assessore al ramo presso la provincia di Firenze – viene da un periodo di vacche grasse; e anche in questo periodo di crisi ha registrato un Pil in aumento (+7,1). Ma non è affatto il caso di dormire sugli allori perché i trend possono invertire rotta assai rapidamente. L’investimento nel Master è importante, proprio perché crea capitale umano decisivo”. Questo tema è stato poi ripreso da Leonardo Casini, direttore del Master, oltre che dal rettore Augusto Marinelli. Entrambi hanno annunciato due nuove iniziative, una appena realizzata, l’altra in fase di progetto.
Casini ha dato notizia della creazione, presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, di un Centro per le analisi di mercato del settore vitivinicolo, uno strumento prezioso destinato a sopperire la cronica mancanza di dati aggiornati, di cui soffre non soltanto la nostra agricoltura.
Marinelli, che da anni progetta invece una rete tra le tre università toscane, ha ammesso di non aver incontrato analoghi entusiasmi nel dar vita a una facoltà di enologia; ma ha spiegato di aver in programma una serie di incontri ad alto livello, dai quali potrebbero scaturire importanti novità destinate a incrociarsi con esigenze del mondo imprenditoriale altrettanto significative.
Il master in management e marketing
Sono diciotto intanto gli iscritti al master, per un totale di 450 ore di lezione. Quarantasei i diplomati dei due anni precedenti. Tutti hanno trovato ottimi impieghi. Tre le borse di studio da 2.000 euro assegnate agli studenti del Master 2001-2002: Costanza Nosi, 30 anni di S. Casciano, laurea in economia, ora impegnata in ricerche, consulenze e docenza all’università; Cristina Santini, 26 anni di Prato, oggi al lavoro alla Fattoria Castello di Verrazzano e all’Accademia dei Georgofili; Giovanni Ascione, 38 anni di Cesena, economista, che con altri due corsisti ha aperto uno studio di consulenze vitivinicole.
Fonte: nostra elaborazione su testo di Catola & Partners
Info: Dipartimento di Economia Agraria, Piazzale delle Cascine 18 – 50144 Firenze
Segreteria didattica: Bruno Fabbri, tel. 055.3288366
Segreteria organizzativa: Giulia Fiorini, tel. 055.3288229, fax 055.361771
E-mail: mastervino@unifi.it Web: www.wine.unifi.it
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