Economia
Il vino italiano è Prosecco dipendente: si mangia gli altri spumanti Dop
Il Prosecco conquista mercati e quote di mercato ma rischia di buttare giù i prezzi di tutti gli spumanti. Se l'Italia vince, di un'incollatura, la partita dei volumi di export la Francia ci doppia il termini di valore
20 marzo 2020 | C. S.
Anche il 2019 si è chiuso brillantemente per il settore spumantistico italiano secondo Ismea. È cresciuta la domanda estera, che per la prima volta ha superato i 4 milioni di ettolitri (+8%), a fronte di un +5% dei corrispettivi introiti. Bene anche i consumi interni, +6% complessivamente e produzione che cresce proporzionalmente per arrivare a superare i 760 milioni di bottiglie, di cui i 2/3 prendono tradizionalmente la via dell’estero per un valore ex fabrica stimato di 3,3 miliardi di euro.
E analizzando proprio l’export, pur considerando positivo il risultato del 2019, si evidenzia, tuttavia, un sostanziale rallentamento della corsa degli spumanti italiani, che per anni avevano registrato incrementi a due cifre.
Altro aspetto da sottolineare è che, pur essendo cresciuto tutto il settore spumantistico, la domanda estera è trainata essenzialmente dal Prosecco e in molti vedono questa eccessiva dipendenza da un unico prodotto come una debolezza del sistema.
I dati Istat elaborati da Ismea del 2019 evidenziano, infatti, in maniera inequivocabile tale situazione. Il Prosecco, il 65% dell’intero export a volume di spumanti, è cresciuto del 21% a fronte del -10% dell’Asti che è accompagnato da un ridimensionamento significativo anche degli altri spumanti Dop.

Il 2019 ha visto anche per gli spumanti un mercato generalmente flessivo in termini di prezzi. L’abbondante produzione 2018, infatti, ha ridimensionato notevolmente gli aumenti dell’anno precedente.
Rispetto ad una flessione dei prezzi alla produzione dei vini DOC-DOCG del 10%, quelli degli spumanti hanno registrato risultati molto diversi proprio perché ogni denominazione tende ad avere un mercato a sé.
Situazione analoga nei primi mesi del 2020. Considerando, infatti, solo i listini di gennaio e febbraio si evidenzia un riposizionamento verso il basso dei listini del Prosecco sia DOCG che DOC perché il prodotto anche quest’anno è comunque abbondante. Stabili Asti e Franciacorta, mentre per il Trento si ha un lieve spostamento verso l’alto.

Sul fronte export, di spumanti invece, il 2019 ha confermato l’assoluta leadership in volume dell’Italia, mentre la Spagna con un +9% e oltre 2,15 milioni di ettolitri ha guadagnato il secondo posto spingendo in terza posizione la Francia, ferma a 2,12 milioni di ettolitri (+4%). In valore, invece, la Francia resta leader con 3,34 miliardi di euro (+8%), seguita a moltissima distanza dall’Italia con 1,6 miliardi di euro.
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