Economia
Agli italiani piace il cibo arricchito a fini salutistici
Nel 2018 erano circa seimila i prodotti che riportavano in etichetta la significativa presenza o l'aggiunta di componenti benefiche, sfiorando i 2,4 miliardi di euro di giro d'affari e contribuendo per il 9,5% alle vendite totali
27 agosto 2019 | C. S.
Nel carrello della spesa gli italiani sembrano cercare leggerezza, facile digestione, detox. E l'industria alimentare risponde a questa istanza salutista con una schiera sempre più ampia di referenze con componenti benefiche. "Le fibre - evidenzia un'analisi dell'Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy - si sono confermate nel 2018 il protagonista indiscusso del ''rich-in", ossia l'insieme dei prodotti accomunati dalla presenza in forma maggiore di qualche ingrediente.
Sommando i claim che riguardano fibre e integrale si arriva a 4.351 dei 5964 prodotti monitorati. Complessivamente, nel 2018, i circa seimila prodotti che riportavano in etichetta la significativa presenza o l'aggiunta di componenti benefiche (come vitamina, calcio, fibre, Omega 3 e ferro) hanno sfiorato i 2,4 miliardi di euro di giro d'affari, contribuendo per il 9,5% alle vendite totali" delle referenze prese in analisi dal monitoraggio.
In particolare, emerge dalla ricerca dell'Osservatorio Immagino, i prodotti che hanno sul packaging il claim integrale evidenziano trend di crescita ben superiori a quelli del largo consumo alimentare nel suo complesso: l'anno scorso le vendite dei prodotti integrali hanno un registrato, come rileva l'Osservatorio Immagino, un +7,7% rispetto ai 12 mesi precedenti, rallentando di poco quel boom del +9,1% del 2017.
L'offerta è aumentata del +10,7% rispetto al 2017 e si è concentrata nei biscotti e, in misura inferiore, nei cereali per la prima colazione, nella pasta di semola e nei sostitutivi del pane. Il cibo arricchito con fibre ha chiuso il 2018 con un giro d'affari in crescita annua del +5,8%, tra biscotti, frollini, merendine, pasta integrale, yogurt funzionali e latte per l'infanzia.
Potrebbero interessarti
Economia
Tornano ad aumentare i prezzi dei cereali mondiali, stabili le altre derrate agricole
L'indice dei prezzi alimentari della FAO ha registrato una media di 130,8 punti a maggio 2026, in calo dello 0,2% rispetto al suo livello di aprile rivisto e del 2,9% superiore al suo livello precedente. Bene i cererali, in calo gli oli vegetali
09 giugno 2026 | 16:00
Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 9 giugno: la revisione delle stime di produzione congela i prezzi in Spagna, in flessione in Italia
L’ondata di caldo che ha colpito l’Andalusia durante il periodo dell’allegagione raffredda l’onda ribassista. In attesa di proiezioni più precise l’extravergine iberico resta a 3,95 euro/kg. Mentre a Bari il prezzo minimo scende sotto i 6 euro/kg e le cisterne restano piene
09 giugno 2026 | 15:00
Economia
Grana Padano sempre più amato dalle famiglie italiane
La Dop conquista il 51,6% del mercato dei formaggi duri nel bimestre febbraio-marzo 2026, con una crescita del 31,4%. Determinante si è rivelato il differenziale di prezzo rispetto al Parmigiano Reggiano, mediamente pari a 7,7 euro al chilogrammo
08 giugno 2026 | 11:00
Economia
Pesche e nettarine abbondanti e in calo il prezzo del 10% all’ingrosso
Per quanto riguarda il comparto frutticolo, la stagione entra nel vivo grazie al clima che favorisce l'incremento delle produzioni nazionali, a partire da quelle siciliane, campane, laziali e lombarde. Ciliege l'acquisto della settimana
08 giugno 2026 | 09:00
Economia
Aumenta la dipendenza italiana dall'estero per le uova
Domanda interna in forte crescita, prezzi in rialzo e calo dell’autosufficienza al 92%. Gli ovoprodotti valgono quasi la metà delle uova italiane, percentuale record in Europa
07 giugno 2026 | 10:00
Economia
Retromarcia dell'export agroalimentare europeo nel primo bimestre 2026 ma diminuiscono anche le importazioni
Nei primi due mesi del 2026 le esportazioni agroalimentari dell’Unione europea segnano un calo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, trainato verso il basso da cacao, olive e suini. Le importazioni diminuiscono ancora di più, soprattutto per via di cereali e oleaginose
05 giugno 2026 | 11:00