Economia

Nuovo slancio nei consumi domestici: bene bevande e prodotti confezionati

Nel primo trimestre 2019 aumento della spesa del 0,8%. L'incremento è da ascriversi in parte all'aumento dei prezzi, 1% in media l'incremeno, ma in alcuni comparti sono in crescita anche i volumi acquistati

04 luglio 2019 | C. S.

Nel primo trimestre 2019 la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari è di nuovo in fase di ripresa, dopo un 2018 chiuso con un deciso rallentamento del trend di crescita.

I dati sui consumi delle famiglie del Panel Ismea Nielsen, nel primo trimestre, evidenziano un incremento complessivo della spesa del +0,8% rispetto all'analogo trimestre 2018.

Sono stati di nuovo i prodotti a largo consumo confezionati (Lcc) a trainare la spesa (+1,9%) mentre per i prodotti sfusi (il 32,1% del valore del carrello) la spesa si è ulteriormente contratta dell' 1,7%. L'incremento della spesa del carrello è da ascriversi in parte all'aumento dei prezzi medi delle referenze (+1% l'incremento dell'indice NIC di Istat), ma in alcuni comparti sono in crescita anche i volumi acquistati; si conferma comunque una maggior disponibilità alla spesa per le bevande (+4,8%) piuttosto che per i generi alimentari (+0,3%).

Nel primo trimestre 2019 il dato che più richiama attenzione è l’aumento della spesa per l’acquisto di vino e bevande. Nelle scelte di acquisto più diffuse attualmente si ritiene dunque sempre più basilare includere alcuni beni di “lusso” o, comunque, accessori.

All’interno del comparto delle bevande emerge infatti l’incremento della spesa per il vino del + 4,4%, del 18,3% per gli spumanti, del 5,1% per la birra, del 5,2% per le bevande alcoliche, del 3,2% per le bevande analcoliche. Per i vini si evidenzia un ampliamento dell’assortimento presso la DM e un innalzamento dello standard qualitativo medio.
Tra i generi alimentari, con un balzo del 4,6% è il comparto degli ortaggi a far registrare la maggiore crescita della spesa. Con dinamiche differenti: per gli ortaggi freschi diminuiscono i volumi totali acquistati (-6%), ma per effetto del maggiore prezzo unitario la spesa risulta in crescita (+7,3%). Casi paradigmatici in questo senso sono quello delle patate, con crescita della spesa del 13% e contrazione dei volumi del 4%, e degli ortaggi di IVa gamma per i quali crescono di pari passo spesa e volume (+6,6%).
Per gli ortaggi trasformati la spesa cresce rispetto all’analogo trimestre dello scorso anno dello 0,8%, ma in questo caso sono anche i volumi a mostrare un’espansione. Per effetto sostituzione dei freschi aumentano infatti le quantità acquistate per tutti gli ortaggi surgelati (+3%) a fronte di una spesa superiore dello 0,8%. Crescono gli acquisti per i prodotti a base di pomodoro (+1% i volumi a fronte di una spesa in leggera flessione: -0,7%).

Nel reparto della frutta, a fronte di un complessivo lieve aumento della spesa, si evidenziano andamenti contrapposti per arance e mele: per le prime aumenta la spesa (+4,5%) ma si contraggono i volumi (-5,3%), mentre per le seconde a fronte di volumi in crescita (+15%) si rileva un calo della spesa (-6,7%) ascrivibile al minor valore unitario della merce; infatti l’aumento delle temperature, registrato in particolar modo dal mese di gennaio, ha determinato una netta diminuzione della domanda conconseguente riduzione dei prezzi per quanto riguarda soprattutto i frutti di medie e grandi dimensioni.
Ancora una volta in crescita, sia in volume che spesa, i segmenti premium: frutta bio (+3% volumi e spesa), frutta secca in guscio (+2,5 spesa e +3% volumi) e frutti di bosco (+13% spesa e +12% volumi, In flessione la spesa per succhi e conserve di frutta.

Nel comparto dei proteici si conferma in crescita la spesa per le carni fresche (+0,8%) e quella per i salumi (+1,8%), mentre è in flessione quella per uova (-1,6%) e lattiero caseari (-1,1%) e resta invariata quella per i prodotti ittici.
In particolare, per quanto riguarda la carne fresca bovina si rileva un incremento della spesa del 2% da ascriversi a scelte qualitative più attente, (tagli, tipologie di animale, provenienza, razza) che a fronte di volumi stabili presenta valori unitari superiori. Aumenta anche la spesa per le carni avicole (+1,8%) a fronte di una crescita dei volumi di 1,5 punti percentuali.
La spesa per le carni suine cresce del 1,2%, con un incremento dei volumi dello 0,6%. A trainare il comparto sono le carni elaborate (prevalentemente salsicce) i cui acquisti in volume crescono dell’1,5% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, mentre si registra una lieve flessione per i tagli classici naturali (-0,5%). Per i salumi le vendite hanno registrato un incremento sia in termini di spesa (+1,8%) che di volume (+1,3%), si conferma la miglior performance dei prodotti pre-affettati che crescono in valore del 6% e che rappresentano oramai oltre il 60% dell’assortimento. Tra le referenze, bene speck, prosciutto crudo e bresaola, mentre scende l’interesse per i prodotti insaccati o elaborati quali il prosciutto cotto, i salami e la mortadella.

Nel primo trimestre, si conferma stabile la spesa nel reparto ittico (+0,2 %). Nel dettaglio dei singoli segmenti si può evidenziare un aumento della spesa per le conserve, prevalentemente rappresentate dal tonno (84%), in crescita di circa 3 punti percentuali (sia in volume che in valore) rispetto all’analogo trimestre 2018. In netta flessione le vendite di pesce congelato sfuso (-15% in volume e spesa), mentre sono in tenuta le vendite dei surgelati confezionati. In leggero aumento gli acquisti in volume del pesce fresco (+0,7% in volume, +0,8 in spesa), mentre flettono i volumi per i prodotti ittici secchi e affumicati (-5% in volume +0,4% la spesa).

Ancora in difficoltà il settore lattiero caseario, con domanda interna in flessione sia per latte che per formaggi. La dinamica negativa è in parte imputabile ad alcuni cambiamenti socio-demografici (come la riduzione del numero di bambini per nucleo familiare e/o il minor tempo da dedicare alla colazione), oltre che ai costanti messaggi mediatici che legano problemi di salute ai prodotti di origine animale. Pesante, nel primo trimestre 2019 la flessione la spesa per latte sia fresco (-3,7%) che UHT (-2,2%). Per i formaggi la spesa è in flessione nel complesso dello 0,6% con una tendenza al miglioramento per i prodotti confezionati reperibili in “banco frigo” classificati come “molli” e “industriali”, i cui volumi acquistati crescono di oltre due punti percentuali, mentre per i “duri”, “semiduri” e “freschi” si accusano lievi ridimensionamenti degli acquisti. A sostenere il comparto resta comunque la buona domanda sui mercati esteri, nonostante il rallentamento della crescita, le esportazioni di formaggi e latticini italiani hanno infatti registrato, nel 2018, un nuovo record con un valore di oltre
2,8 miliardi di euro.

Ancora in terreno negativo il comparto dei derivati dei cereali, con una spesa complessiva che perde altri 0,5 punti percentuali rispetto ai valori del primo trimestre 2018, dopo il - 0,3% del 2018 sul 2017.
In rallentamento i consumi di pasta, riso e farine in questo primo trimestre, mentre aumentano gli acquisti dei sostituti del pane (+3% in volume +0,4% in spesa), delle merendine (+2,1% i volumi e +2,7% la spesa) e dei piatti pronti (+0,5% i volumi anche se -0,4% la spesa), tutte scelte legate alla scarsa disponibilità di tempo per la spesa quotidiana e le preparazioni in casa, così come evidenziato nel successivo paragrafo sui driver di cambiamento delle abitudini di consumo.

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