Economia
Il crollo dei redditi dei professionisti, diminuito di un quarto in un decennio
Nell'area delle professioni tecniche, dove sono ricompresi i dottori agronomi e forestali, il calo è del 22% dal 2005 al 2014. Maggiori oneri ed adempimenti da un lato e abolizione dei tariffari di riferimento dall’altro hanno determinato la forte contrazione di reddito disponibile riscontrata
18 febbraio 2016 | Roberto Accossu
Sul finire dello scorso anno è stato pubblicato il quinto rapporto AdEPP sulla previdenza privata dal titolo “ il valore sociale delle casse di previdenza private”, che illustra in modo analitico e puntuale l’evoluzione dei redditi dei liberi professionisti italiani, verificatasi negli ultimi 10 anni, più precisamente dal 2005 al 2014.
Il rapporto suddivide le categorie professionali con le rispettive casse in quattro macro aree:
AES - Area Economica Sociale, che comprende le categorie professionali dei Giornalisti, Commercialisti, Ragionieri e Periti Commerciali, Consulenti del Lavoro;
AG - Area Giuridica, che comprende le categorie professionali dei Notai e Avvocati;
AS - Area Sanitaria, che comprende le categorie professionali dei Veterinari, Infermieri, Psicologi e Medici odontoiatrici (quota B);
RPT - Rete Professioni Tecniche, che comprende le categorie professionali dei Geometri e Geometri laureati, Periti Industriali, Biologi, Pluricategoriale (Dottori Agronomi e Dottori Forestali- Geologi- Chimici ed Attuari), Ingegneri ed Architetti, Periti Agrari ed Agrotecnici, Addetti e impiegati in Agricoltura (dirigenti e impiegati tecnici e amministrativi).
Il rapporto esamina i redditi di tutti i liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza aderenti all’AdEPP, evidenziando in modo chiaro come il reddito medio del libero professionista che esercita esclusivamente la libera professione si sia ridotto in termini nominali e reali nell’ultimo decennio, mentre quello dei liberi professionisti dipendenti e dei lavoratori dipendenti AdEPP sia aumentato in termini nominali e reali.
Escludendo dal calcolo i liberi professionisti iscritti alla quota B dell’EMPAM - area sanitaria legata a dinamiche diverse rispetto a tutte le atre figure professionali iscritte alle casse aderenti all’AdEPP (come ben evidenziato nel rapporto)- si ha un quadro significativo del crollo dei redditi dei liberi professionisti italiani (vedi tabelle).


Osservando i dati aggregati si vede che in termini nominali, nel corso del decennio esaminato (2005 – 2014), si è avuta una contrazione del reddito del 9,06 %, ma in termini reali, la contrazione dei redditi è molto più alta, attestandosi al 23,77%, cioè quasi un quarto del reddito professionale del 2005.
Disaggregando il dato generale sopra riportato e ripartendolo nelle quattro macro aree in cui sono stati suddivisi i liberi professionisti, si evince che la perdita di reddito non è omogenea per tutti, in quanto, tra le categorie professionali aderenti all’ AdEPP la caduta del reddito è diversa.
I più colpiti sono i liberi professionisti ricompresi nell’area Giuridica (Notai e Avvocati) che hanno subito un decremento percentuale del reddito nominale pari al - 23% nel periodo 2005-2014 (si evidenzia che gli avvocati costituiscono il 97% del totale dell’area Giuridica).
Ma se si valuta la perdita di reddito professionale in termini reali, allora si osserva che i redditi medi dell’area Giuridica si sono ridotti di oltre il 35% ( 35,5% ) nel periodo considerato.
Seguono poi i professionisti appartenenti alla Rete delle Professioni Tecniche il cui reddito medio ha subito una contrazione, in termini nominali, pari al -7,4% nel periodo 2005 - 2014.
Anche in questo caso la diminuzione reale dei redditi medi dell'area della Rete delle Professioni Tecniche supera il 22% (22,3%) nel periodo 2005 - 2014.
I professionisti appartenenti all’Area Economico-Sociale hanno avuto un leggero incremento di reddito in termini nominali, circa il 2%, ma se si passa al reddito reale si osserva anche tra questi professionisti una diminuzione del reddito in termini reali superiore al 14 % (-14,3%).
L’area sanitaria, per le peculiari caratteristiche contrattuali dei suoi iscritti, si muove in controtendenza con un forte aumento dei redditi: quasi il 28% (27,8%) in termini nominali.
I liberi professionisti appartenenti a quest’area sono gli unici che, in termini reali, hanno avuto un aumento dei redditi (pari al 7,1%), pur se fortemente ridotto rispetto al valore nominale.
I numeri sopra riportati evidenziano come la crisi economica che interessa l’Italia da numerosi anni, connessa ai numerosi provvedimenti legislativi assunti negli ultimi anni nei confronti dei liberi professionisti – maggiori oneri ed adempimenti da un lato e abolizione dei tariffari di riferimento dall’altro - ha determinato la forte contrazione di reddito disponibile riscontrata.
Pertanto, gli effetti e le conseguenze di questa contrazione dei redditi, con il trascorrere degli anni, se non dovessero essere adottati i necessari ed opportuni provvedimenti legislativi, risulterebbero ulteriormente amplificati sia sui liberi professionisti in attività, sia sui futuri pensionati, ormai legati per il proprio futuro pensionistico al sistema contributivo puro.
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