Economia
SONO GUSTO, PROVENIENZA E SALUTE A INFLUENZARE SCELTA E ACQUISTO DEGLI EXTRA VERGINI
Il nostro sondaggio non fa che confermare altre valutazioni emerse nel recente passato. Gli elementi che si considerano determinanti non sono prezzo e marca. Questo almeno nelle intenzioni. Poi, evidentemente, la realtà è sempre diversa dalle aspettative
05 novembre 2005 | T N
Il nostro sondaggio poneva in giusta evidenza questa domanda. âQual è l'elemento che consideri determinante nella scelta e nell'acquisto di un olio extra vergine di oliva?â
Ed ecco le risposte dei lettori, per un totale complessivo di 1160 preferenze espresse.
- Profilo sensoriale: 270 (23%)
- Provenienza geografica: 251 (22%)
- Qualità nutrizionale: 234 (20%)
- Certificazione di prodotto: 159 (14%)
- Cultivar: 152 (13%)
- Prezzo: 80 (7%)
- Marca: 14 (1%)

Come è nostro solito, ribadiamo lo spirito del sondaggio. Questo non ha un valore rappresentativo di ordine statistico. I risultati non hanno infatti la pretesa di rappresentare l'opinione di gruppi di persone. Si tratta più semplicemente di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Le valutazione espresse hanno pertanto l'unico obiettivo di consentire a chi ci legge di esprimere in piena libertà la propria personale opinione.
Ciò premesso, confrontando i nostri dati con quelli emersi da altre indagini scientificamente più esatte â ma comunque, a nostro parere, sempre parziali, visto che non si può interpretare alla perfezione le tendenze dei consumatori â il quadro generale è positivo.
La qualità sensoriale
Ciò che conta è la bontà sensoriale, la percezione allâassaggio: vista, naso, palato, retrolfatto. Un olio viene apprezzato in base al suo profilo organolettico. Si tratta dunque di un passaggio culturale che se non è avvenuto in pieno, si è in ogni caso avviato a buon fine. Oggi si sceglie con maggiore attenzione, si sa che non vi è una sola tipologia di extra vergine, ma ve ne sono tanti e così variegati da meritare una maggiore attenzione.
Questo aspetto è stato bene o male recepito dal consumatore medio. Certo, non acquisito al meglio, ma indubbiamente in corso di acquisizione. Un poâ come è accaduto con il mondo del vino. Si riconosce insomma la qualità organolettica, o quanto meno si riesce a fare una distinzione in senso lato.
La provenienza
Altro punto premiato è la provenienza geografica. Anche se le contraddizioni, quanto mai stridenti, si notano sul mercato, con gli oli a marchio Dop che ancora non decollano. Come mai, câè da chiedersi? Le risposte sono tante e complesse e su questo punto abbiamo già scritto tanto e altro ancora scriveremo.
Qui conta mettere in luce il dato in sé, estremamente positivo. Significa che si cerca la riconoscibilità di un prodotto e si rifugge d conseguenza ciò châè indistinto. Ma anche su questo punto câè molto ancora da comprendere. La provenienza in quanto tale dice poco se non viene supportata da conoscenze mediamente approfondite.
La qualità nutrizionale
Ecco ciò che invece stupisce, la scarsa attenzione riservata alla qualità nutrizionale. A nostro parere sarebbe da mettere al primo posto e invece, seppure con una buona presenza percentuale, è stato collocato, tale aspetto, solo al terzo posto delle preferenze. Ed effettivamente a ben pensarci nemmeno le aziende produttrici, o le aziende confezionatrici oppure gli stessi marchi commerciali, non hanno mai creduto a sufficienza sullâimportante ruolo di functional food che caratterizza gli oli extra vergini di oliva. Anzi, a dire il vero, a disinteressarsi completamente di questo aspetto sono in particolare le aziende produttrici (tranne rare eccezioni), più interessate si dimostrano invece le grandi marche: per esempio Bertolli, con lâOsservatorio Bertolli âIl gusto del benessereâ; e Carapelli, con lâomonimo Istituto nutrizionale.
Câè inoltre il Sioos, la Società internazionale olio di oliva e salute, poco valorizzata purtroppo sia da parte delle Istituzioni, sia dalle aziende del settore.
Sul tema olio in relazione alla salute si terrà tra lâaltro un convegno a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, nellâambito della manifestazione âOlio dal vivoâ, previsto per il 26 novembre a Villa Medicea Lilliano grazie a unâidea di Diletta e Vincenzo Malenchini, dell'Azienda Malenchini, organizzato in collaborazione con Alfa Laval e con il supporto di Rossi&Bianchi.
Câè molta strada da fare ancora su questo aspetto un poâ trascurato degli oli di oliva. Vedremo cosa ci riserva il futuro.
La certificazione di prodotto
Proprio così, nonostante la grande enfasi data alle certificazioni, queste non sono ancora percepite importanti. Forse che vi è troppa burocrazia, forse che non è stata svolta una efficace azione di comunicazione? Eâ giusto interrogarsi un poâ e trarre le dovute conclusioni. Dâaltra parte non è solo il nostro sondaggio a rilevare la scarsa attenzione verso le certificazioni di prodotto, ma lo stesso mercato.
Le cultivar
Da qualche tempo si sta tentando di dar luce alle cultivar, ponendole sotto i riflettori dellâopinione pubblica, riservando la giusta considerazione soprattutto alle monocultivar, in modo da far percepire la caratterizzazione dellâolio prodotto a partire dalla singola varietà dâolivo. Eâ una strada in salita, ma che riscuote comunque un certo consenso. Fondamentale lâapporto dei ricercatori nellâallestire un germoplasma nelle varie zone olivicole. Câè ancora molto da fare, pochi gli investimenti al riguardo, come al solito.
Il prezzo
Questa almeno è la valutazione espressa dai nostri lettori, in realtà il mercato premia di gran lunga il prezzo. Eâ una amara questione irrisolta. Chi fa la qualità trova prima o poi degli spazi, ma fatica tanto. Fino a che lâolio extra vergine di oliva viene considerato un âtraffic builderâ, ovvero un prodotto venduto a margine ridottissimo per attrarre clienti allâinterno del punto vendita, câè ben poco da sperare.
la marca
Pochissimo, secondo i nostri lettori. Secondo, diciamolo pure, gli auspici di chi ci legge. Invece crediamo che la marca abbia un peso di gran lunga più evidente e incisivo sui mercati, e non è affatto un male. Insomma, si può concludere che su questi temi câè ancora molto da dire.
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