Economia
Al Brasile piace sempre più l'olio d'oliva
Da ottobre 2010 a settembre 2011 è stato registrato un aumento delle importazioni del 21%. Il 72% del prodotto consumato è extra vergine d'oliva. Ottime performance anche per le olive da tavola
14 aprile 2012 | R. T.
Le importazioni degli Stati Uniti hanno registrato il record storico nel 2010/11.
Anche il Brasile ha registrato, nello stesso periodo, le sua massime importazioni di olio d'oliva. Da ottobre 2010 a settembre 201 il Brasile ha importato 65038 tonnellate, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il 72% dell'import (46910 ton) è di extra vergine d'oliva, il 23% (14752 ton) è di olio d'oliva, solo il 5% di olio di sansa d'oliva.
Guardando le provenienze, scopriamo che l'88% dell'import viene dall'Unione europea di cui il 55% dal Portogallo, il 26% dalla Spagna, il 6% dall'Italia e l'1% dalla Grecia. L'11% del rewstante import viene dall'Argentina, mentre l'1% arriva da Cile e Marocco.
Dal 2006/07 al 2010/11 le importazioni sono cresciute da 36572 ton a 65038 ton, con la quota di mercato portoghese cresciuta al 55%, stabile la Spagna mentre in riduzione quella argentina.
Nel 2010/2011 (da ottobre 2010 fino al settembre 2011), sono cresciute anche molto le importazioni di olive da tavola in Brasile, arrivando a 86992,8 tonnellate, con una crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L'Argentina è il fornitore leader, con il 75% del mercato (65218 t), seguono Perù, con il 16%, e l'Unione europea (9%), di cui il 7% dalla Spagna e il 2% dal Portogallo.
Negli ultimi cinque anni le importazioni di olive da tavola hanno registrato una crescita del 44%, pari a 26430 tonnellate. ). L'Argentina si conferma primo esportatore, anche se con un trend in discesa, a scapito di Perù e Unione europea.
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