Economia
Anche il Chianti Classico segue il trend di mercato
Più vendite all'estero e meno in patria. Neanche i grandi territori vitivinicoli e i più famosi Doc sfuggono a questa tendenza
18 febbraio 2012 | T N
Il Chianti Classico, nel triennio 2009-2011, mostra una sostanziale tenuta dei mercati storicamente di riferimento per questa denominazione con quote di mercato distribuite soprattutto nei mercati storici.
Gli Stati Uniti si confermano al primo posto (27% nel 2009, 28% nel 2010 e nel 2011), seguiti dall'Italia (26% nel 2009, 24% nel 2010 e 22% nel 2011), dalla Germania che si rivela un mercato in buona crescita (12% nel 2009 e nel 2010 e 13% nel 2011), dal Canada, (6% nel 2009, 7% nel 2010 e 8% nel 2011) altro mercato in tendenziale crescita e che si sostituisce in questa posizione al Regno Unito (8% nel 2009 e 2010, 7% nel 2011), Svizzera (6% nel 2009, 7% nel 2010 e 2011), Giappone (5% nel 2009, 4% nel 2010 e 2011), altri Paesi (3% nel 2009, 2010 e 2011), a pari merito nel 2011 con Olanda e Svezia, mentre la quota di mercato in Russia e' pari al 2%. Dal quadro emerge un dato in linea con le tendenze complessive del mondo del vino italiano: a tirare la volata della ripresa sono essenzialmente i mercati esteri, mentre il mercato interno, progressivamente si ridimensiona.
Il Chianti Classico, quello che nel mondo del vino può essere a ragione definito come un vero e proprio ''distretto agroalimentare'', puo' contare sui numeri di una ''grande impresa'': fatturato stimabile in oltre 500 milioni di euro, valore della produzione vinicola imbottigliata di 360 milioni di euro, valore complessivo della produzione olivicola pari a 10 milioni di euro, valore delle altre produzioni agricole stimabile in 90 milioni di euro, fatturato medio degli agriturismi 75 milioni di euro; 70.000 ettari, di cui 7.200 vitati a Chianti Classico e 10.000 coltivati ad oliveto. La produzione di vino Chianti Classico ha raggiunto nel 2011 i 280.000 ettolitri, i soci consorziati sono 570, di cui 350 sono imbottigliatori.
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