Economia
Grano duro: in sei anni persi 685.000 ettari
Un terzo della produzione è sparita. Un impatto drammatico, in particolare per molte aree del centro sud. Oggi l'Italia importa il 50% del suo fabbisogno
18 giugno 2011 | C. S.
“Occorre urgentemente arrestare il declino della produzione di grano duro italiano, se vogliamo garantire prospettive produttive e di reddito a molte aree del centro-sud Italia e soprattutto tutelare il “made in Italy” della pasta, dato che oggi l’industria è arrivata ad approvvigionarsi all’estero per il 50% del proprio fabbisogno. Nello stesso tempo è necessario salvaguardare l’utilizzo delle sementi certificate, strumento insostituibile per incrementare la produttività ed il miglioramento qualitativo”. Lo sottolinea il presidente di Assosementi, Paolo Marchesini, in una lettera aperta indirizzata agli assessori regionali dell’agricoltura ed al Ministro delle politiche agricole Romano in vista della prossima discussione sui pagamenti dell’art. 68 della PAC.
“Dal 2004 la cerealicoltura italiana ha perso circa 685.000 ettari di grano duro, cioè un terzo della superficie, equivalente ad una produzione di circa 2 milioni di tonnellate di granella, quantitativo che a sua volta corrisponde ad 1/3 del fabbisogno dell’industria molitoria nazionale” - precisa Assosementi. “Questa mancata produzione è stata pertanto coperta da acquisti all’estero, per cui oltre a pregiudicare ogni legame con il territorio e la tracciabilità, si è avuto un danno al sistema agroalimentare dell’Italia mediterranea stimabile in 2 miliardi di € in controvalore di pasta alimentare”.
“Altrettanto impressionanti sono i danni subiti dall’industria sementiera nazionale, la quale a seguito del disaccoppiamento degli aiuti PAC per il grano duro dal 2004 ha perso il 65% delle vendite di seme certificato, l’unica fonte in grado di sostenere la ricerca genetica privata ed il rinnovo delle varietà coltivate. Senza una produzione sementiera sana e senza ricerca varietale, mancano garanzie sul futuro della produzione di grano duro in Italia, tanto che le superfici investite a seme nel 2011, in funzione delle semine del prossimo autunno, sono addirittura crollate al 30% della superficie investita nel 2004”.
“Per invertire la rotta chiediamo pertanto agli Assessori regionali dell’agricoltura ed al Ministro Romano – aggiunge il presidente di Assosementi – di aiutare la filiera del grano duro dando piena applicazione al piano cerealicolo nazionale, ma soprattutto reintroducendo l’obbligo di utilizzare il seme certificato nel grano duro ai fini del pagamento del premio agroambientale dell’art. 68 della PAC. L’impiego di seme certificato comporta un incremento dei costi di produzione di solo l’1%, ma i vantaggi che assicura all’agricoltore con la qualità e sanità del seme utilizzato e soprattutto all’intera filiera in termini di identità e tracciabilità delle produzioni non possono essere assolutamente contestati o respinti”.
“Mentre in Italia assistiamo a questo pericoloso declino ed a sterili contrasti all’interno della filiera – osserva infine Marchesini – la Francia è stata invece capace di aumentare del 25% la superficie coltivata a grano duro, passando da 400.000 a 500.000 ettari, e soprattutto di salvaguardare l’attività sementiera continuando a garantire tramite l’art. 68 un piccolo aiuto integrativo di poco più di 32 €/ettaro agli agricoltori che hanno utilizzato seme certificato”.
Potrebbero interessarti
Economia
Alcol, consumi globali verso un declino strutturale, volumi dimezzati entro il 2050
Nuove abitudini di consumo e normative più severe spingono la crescita delle bevande low e no alcohol, mentre l'intelligenza artificiale viene indicata come leva strategica per la competitività
22 luglio 2026 | 10:00
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 21 luglio: ancora giù l’extravergine in Italia e in Spagna
L’olio extravergine d’oliva in Spagna tocca i 3,45 euro/kg, 3,15 euro/kg il vergine e 2,98 euro/kg per il lampante. Anche in Italia a Foggia il prezzo dell’extravergine scende a 4,55 euro/kg, in calo del 6,2% in una sola settimana. Solo operazioni spot sui mercati mentre si attendono le prospettive produttive 2026/2027
21 luglio 2026 | 14:00
Economia
A scaffale tornano a crescere i volumi di olio extravergine di oliva italiano ma la crisi della filiera continua
L'Osservatorio Sol Expo-Teatro Naturale rileva un'inversione di tendenza nelle vendite di olio italiano tra aprile e giugno 2026, mentre l'olio comunitario perde quote. I consumatori continuano a privilegiare il prodotto nazionale ma ancora non basta a rilanciare l'intera filiera. Sol Expo in programma a Veronafiere dal 28 febbraio al 2 marzo 2026
21 luglio 2026 | 10:43
Economia
Il caldo condiziona i raccolti di ortofrutta e i prezzi scendono
A fronte di consumi più contratti, il caldo torrido gioca un ruolo a doppio taglio sulle coltivazioni, poiché da un lato accelera la maturazione aumentando l'offerta di frutta ma, dall’altro, rischia in molti casi di velocizzare il deperimento del prodotto
21 luglio 2026 | 09:00
Economia
Arancia Rossa di Sicilia IGP: oltre 24 milioni di chili in commercio
Importanti numeri di mercato per la stagione di raccolta appena passata, ora si guarda al futuro con entusiasmo. Nell’ultimo raccolto crescono anche l’e-commerce e la vendita diretta. Gerardo Diana (Presidente Consorzio): “Una stagione complessa, ma la filiera ha reagito con forza e responsabilità”. L’IGP fa la differenza in valore per la produzione
20 luglio 2026 | 14:15
Economia
Migliora il PIL agroalimentare ma si vede un rallentamento sui mercati esteri
Secondo il CREA l'economia italiana continua a espandersi grazie ai consumi e agli investimenti. L'industria alimentare tiene meglio del manifatturiero, mentre frenano export e import. Cresce però la fiducia nel settore agroalimentare
20 luglio 2026 | 14:00