Cultura
Un fermo obiettivo: il recupero dell’architettura rurale in pietra
Il nostro Paese è il più ricco al mondo in beni artistici e culturali, ma siamo purtroppo i meno interessati alla loro conservazione. Un incontro internazionale di architettura in un borgo medievale dell’Ossola farà piena luce su una serie di inziative virtuose dell’associazione Canova. Il resoconto di Daniele Bordoni
12 giugno 2010 | Daniele Bordoni

Fra qualche giorno e più precisamente tra il 17 e il 21 giugno avrà luogo la 9° edizione dellâIncontro Internazionale degli Architetti dellâAssociazione Canova, un evento che si ripete già da nove anni e richiama sempre molti esperti ed appassionati non solo Italiani. Il clou sarà il 19 Giugno con un Symposium aperto al pubblico dalle ore 10.00 a Montecrestese, fraz. Chiesa, in provincia di Verbania.
Nel corso degli anni, questâevento si è sempre più affermato come un punto fermo nellâambito dellâattività culturale Ossolana e anche questâanno vedrà la partecipazione di esponenti di diverse parti del mondo, come Poonam Verma Macarenhas, architetta indiana che ha avuto il merito di riuscire a recuperare molte costruzioni tradizionali nel proprio Paese salvandole dallâincuria e dallâinevitabile declino. Julian Smith, Ontario, Canada, specializzato nella conservazione storica e consulente dellâUnesco. Gustavo Araoz, presidente del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (Icomos); Jasmin Lairi, Pakistan, che oltre ad essere la prima donna architetto del proprio Paese è anchâessa impegnata nellâattività di recupero e conservazione delle abitazioni tradizionali

La storia di questo convegno merita di essere raccontata dallâinizio. Molti anni orsono, una coppia americana, composta da Ken Marquardt (architetto) e sua moglie Kali (pittrice), conosce un piccolo borgo sperduto tra le valli dellâOssola in una località chiamata Canova nella frazione di Oira del Comune di Crevoladossola (a breve distanza da Domodossola).
La coppia si stabilisce allâinterno del piccolo borgo medievale ed acquista una casa antica. La ristrutturazione viene effettuata nel pieno rispetto della forma, dei volumi e del materiale impiegato, rivelandosi, come affermato dallo stesso Ken, molto meno costosa di quanto si sarebbe potuto immaginare.

Nellâarea esistono artigiani che sanno lavorare molto bene la pietra e che lo fanno abitualmente, tramandandosi questa tradizione da secoli. Infatti, la caratteristica comune di queste abitazioni antiche è che sono tutte costruite in pietra.compreso il tetto. Lâincuria e lâabbandono, oltre alla scarsa sensibilità generale, avevano destinato questo antico borgo ad una inevitabile lenta consunzione. Questo primo intervento di recupero, pose lâattenzione su questi luoghi e altre persone, anche straniere, decisero di intraprendere la stessa strada acquistando e ristrutturando queste antiche case, ricche di particolari, di volumetrie interessanti e di soluzioni originali per lâutilizzo dello spazio sia interno che esterno, rispettandone i canoni originari di costruzione.

Di lì a breve nacque lâidea di costituire unâAssociazione Culturale che traesse lo spunto da questâopera iniziale e collettiva. Così venne alla luce lâAssociazione Canova

Oltre a questo, tra le attività organizzate dall'Associazione trovano spazio corsi d'arte e campi scuola estivi. Imparare lavorando e vivere esperienze di gruppo sono senza dubbio le caratteristiche che stanno alla base tanto degli uni quanto degli altri.
Sin dagli inizi, partendo dalle conoscenze personali e dai contatti con le Università americane, Ken Marquardt si fece promotore di un convegno annuale Internazionale di Architettura, proprio allâinterno dellâantico borgo di Canova. In tale occasione, architetti provenienti da diverse parti del mondo si ritrovavano per uno scambio di esperienze e per presentare la propria visione dal punto di vista progettuale e artistico. Lo stimolo di unâambientazione così interessante era anche per loro unâesperienza destinata ad incidere nelle loro attività .
à interessante osservare quanto venga svolto in molti paesi lontani da noi e così diversi, ma con incredibili affinità nellâattività e negli interessi. Occorre rivedere alcune convinzioni, che ci fanno ritenere gli americani, Canadesi, Statunitensi, come lontani dal concetto stesso di conservazione e recupero dellâantico, perché apparentemente proiettati unicamente verso il nuovo e coloro che provengono da Paesi come India o Pakistan, come maggiormente interessati ad altri argomenti per ragioni diverse. Nonostante le diversità sia culturali che di distanza, resta incredibile che possano convergere e ritrovarsi scoprendo affinità comuni. à soprattutto interessante che tali affinità possano a loro volta essere trasmesse ad un pubblico più vasto attirandone lâattenzione e lâinteresse.
Purtroppo proprio in questi giorni, in un altro borgo dellâOssola, nella località Lomese di Montecrestese, lâinsensibilità e il disinteresse delle autorità locali ha portato alla demolizione di unâinteressantissima casa in pietra del 1400, per essere sostituita da un parcheggio auto del tutto inutile, nonostante la mobilitazione di Movimenti e Associazioni locali.
Il problema non è solo di questâangolo remoto del nord del Piemonte, ma anche del resto dâItalia. Occorre ricordare che il nostro Paese è il più ricco al mondo per quel che riguarda beni artistici e culturali, ma purtroppo quelli che sembrano meno interessati alla loro conservazione sono proprio gli Italiani. Ciò non significa che non esistano associazioni o movimenti che si prefiggono lo scopo di tutelare e proteggere lâambiente e il nostro patrimonio di cultura, arte e tradizione, ma la loro opera è ancora lontana dal raggiungere un gran numero di persone e da costituire un forte movimento dâopinione in grado di incidere sulle attività incaute, quando non addirittura scellerate, nate dallâignoranza e dallâinsensibilità collettiva.
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