Cultura

Non si arrende mai. E’ l’ulivo, con la sua tenacia

“Visioni” è la nuova mostra di Giancarlo Zucconelli, tra le opere troviamo i legni dalle centomila rughe in una successione di primi piani di cortecce ritratte sul Lago di Garda

12 dicembre 2009 | Monica Sommacampagna

Valle del Paglia, 1970

«“Ulivi, ulivi, ossi da morto che sì sempre vivi” Con l’opinione del poeta Berto Barbarani e le immagini di Giancarlo Zucconelli, consideriamo la tenacia dell’ulivo, il quale, anche duramente maltrattato dal gelo, non si arrende mai: dal tronco rispunta sempre la vita. È ciò che ci racconta il fotografo con i suoi legni d’ulivo dalle centomila rughe». Le parole dello chef veronese Giorgio Gioco ci guidano alla scoperta della sezione “Ulivi” della suggestiva mostra “Visioni” di Giancarlo Zucconelli, inaugurata sabato scorso e aperta al pubblico fino al 24 gennaio presso il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri a Verona.

Non a caso l’esposizione è intervallata da riflessioni di una ventina di esponenti della cultura italiana ed europea come il poeta Maurizio Cucchi, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, l’antropologo Marc Augè, Bob Krieger, etc: è un’idea originale concepita e attuata dalla curatrice Laura Cicci de Biase. “Questa mostra vuole fare dialogare con le foto di Giancarlo Zucconelli la sensibilità di altri protagonisti della vita culturale, creando una originale interazione tra diverse forme di espressione” commenta Maurizio Cucchi.

Il risultato di questo confronto tra parole e fotografie che sembrano dipinti, ora di ispirazione realista, ora surreali, ora… (a ciascuno la propria interpretazione) è straordinario.
In particolare, la sezione dedicata agli olivi si presenta come successione di primi piani di cortecce ritratte sul Lago di Garda, dove chiaroscuri e cromie accese esprimono la “senilità” vivace ed autorevole di queste piante. “Mi ha commosso la fotografia della corteccia rossa di un vecchio ulivo. Come se il clima inclemente e i secoli l’avessero tramutata nella pelle di un contadino dal volto rugoso e cotto dal sole; come se il vecchio volesse raccontarci una storia di stenti e fatica” si legge nella “didascalia” a fianco di Simonetta Agnello Hornby. E queste parole rimandano a nuovi orizzonti di pensiero.

È la natura in tutta la sua verve evocativa a dire la sua attraverso l’occhio “cattura-suggestioni” del fotografo originario di Grosseto, che oggi vive e lavora a Verona. Un artista che dalla pubblicità è approdato dal 1971 alla fotografia d’autore esponendo le sue opere in contesti via via sempre più prestigiosi (nel 1987, ad esempio, al Photo Univers, Museo francese della fotografia, nel 2007 per “Trieste fotografia”). La sua abilità consiste nel “ritrarre” paesaggi attraverso l’”occhio-fotografico”, quella particolare sensibilità artistica che consente a pochi eletti di cogliere l’inedito nel quotidiano e di fissarlo nel tempo per mezzo dello scatto.

Addentrandoci nelle diverse sezioni della personale, incentrate sui “luoghi” più disparati (da Castelvecchio a Verona, a Lanzarote, a Rovereto), per concludere con i primi piani di barche, ci poniamo ragionevolmente l’interrogativo se queste immagini siano in realtà dipinti o schizzi in bianco e nero dove i contrasti cromatici sbalzano nuovi significati, dove gli sfumati ci spingono a carezzare illusioni e sogni. La piacevole scoperta è che proprio di foto si tratta. Foto che innanzitutto si raccontano da sé ed emozionano il visitatore in maniera sottilmente soggettiva. Ma non solo. Immagini che, nell’originale gioco di citazioni ideato da Laura Cicci de Biase, stimolano ulteriori racconti originati dal confronto tra i paesaggi e le parole di chi a essi si è ispirato e ha dato così voce alla propria sensibilità, alla propria anima, alla propria arte.

Valvestino, 2007

La mostra “Visioni” è aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2010: da martedì a domenica dalle 10 alle 19. Chiusa il lunedì e il giorno di Natale. Aperta i giorni 8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio (dalle 14.00) e 6 gennaio.

Sede espositiva: Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri – Cortile del Tribunale (Piazza Viviani) – Verona – tel, 045.8007490

Informazioni: tel. 045.8013732 – 8000574 – 8046922 – 8007020
link esterno

Potrebbero interessarti

Cultura

Calici alzati all'Arena di Verona: venerdì 5 giugno il tributo di Veronafiere-Vinitaly per "Campioni del mondo: Italia loves Unesco" in mondovisione

Uno spettacolo scenografico per celebrare il primato italiano dei 61 riconoscimenti Unesco Patrimonio dell’Umanità. In scena sulle note finali dello spettacolo, il grande brindisi da record di Vinitaly, con i calici alzati in diretta televisiva da tutto il pubblico dell’anfiteatro

04 giugno 2026 | 18:00

Cultura

A Londra la bistecca è sempre stata Sublime, anche quando condita con olio rancido e lampante

Fino al 1886 fu attiva a Londra un clubd'elite che aveva, tra le regole, che “le splendide bistecche da manzo dovranno essere obbligatoriamente condite con olio di oliva purissimo invecchiato almeno da due anni…"

27 maggio 2026 | 13:00 | Giulio Scatolini

Cultura

A Cornetto Algida: il gusto dell’estate diventa moneta da collezione

 Un’oncia d’argento da 1,5 euro prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato celebra una delle icone più amate dagli italiani

26 maggio 2026 | 17:00

Cultura

Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell’architettura

Composta da più parti, l’esposizione aperta dal 22 maggio si propone di stimolare il visitatore ad un approccio diversificato nei confronti del mondo del vino. Il percorso intreccia l’evoluzione storica del paesaggio a voci che raccontano esperienze di coltura, anche secondo nuove pratiche che vanno a tradursi in una migliore qualità del vino

09 maggio 2026 | 16:00

Cultura

Le Olearie Papali: quando le Terme di Diocleziano custodivano olio (e grano)

La storia economica e amministrativa di Roma passa per l’olio, che ancora una volta dimostra di essere fondamentale per l’uomo: per conservarlo, si crearono dei depositi nelle Terme di Diocleziano, ancora esistenti

04 maggio 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa

Cultura

Dalla più grande riserva d’acqua dolce del mondo alla foresta equatoriale: l’artista paraguayana Ingrid Seall con Manar

Cellulosa, carta, ferro, manioca, argilla, cera d'api e residui organici per un'opera verticale nel sottobosco del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale alla Biennale di Venezia

01 maggio 2026 | 18:00