Cultura

Il silenzioso congedo, in punta di piedi, di Elvira Battaini. Poetessa

Ora vola in alto, verso gli amici che l'hanno preceduta, mentre timida saluta con un sorriso malinconico il mondo

18 luglio 2009 | Luigi Caricato

“Ho paura del sonno / come di un cunicolo / buio che inghiotte / (...)”.



Con questi versi di Elvira Battaini - tratti dalla plaquette Nella stanza, volumetto formato tascabile edito da Apollo e Dioniso - salutiamo la poetessa milanese che ci ha appena lasciato la notte del martedi 7 luglio.

Non c'è solo la luce nei suoi versi, esiste pure il terrore del male. C’è il sentimento della paura che alle volte incombe. Ed è paura del mondo, del male quando soprattutto si presenta con camuffamenti imprevedibili.

Elvira Battaini non ha incontrato la fortuna letteraria che avrebbe invece lungamente meritato; ma i suoi versi e le prose liriche che ha pubblicato nel corso degli anni saranno ben presto rivalutati, soprattutto quando ci si accorgerà del loro valore. Con lei è scomparsa la purezza della poesia, è inevitabile che manchi un cantore della Natura in tutta la sua bellezza. E' un peccato non averla compiutamente apprezzata qando era in vita.




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