Cultura
Presepe, appassimento delle uve della Valpolicella e patrimonio alimentare alpino salvaguardati dall'Unesco
I dossier raccontano la vitalità delle comunità italiane e la loro capacità di custodire e trasmettere pratiche culturali uniche che raccontano il legame profondo tra comunità, paesaggio e il mondo della produzione
23 marzo 2026 | 12:00 | C. S.
Dopo il successo della Cucina Italiana, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha deciso oggi, su proposta del Ministero della Cultura, di presentare all’Organizzazione parigina tre nuove candidature per l’iscrizione a patrimonio culturale immateriale.
I dossier raccontano la vitalità delle comunità italiane e la loro capacità di custodire e trasmettere pratiche culturali uniche.
Il presepe: una tradizione che unisce creatività e spiritualità
La candidatura “Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l’arte di crearlo” valorizza la creatività artistica, l’artigianato e la spiritualità popolare delle comunità presepiali, con contributi dell’Associazione Italiana Amici del Presepio e dei luoghi simbolo di Greccio e Assisi.
L’iniziativa, promossa dall’Italia con la partecipazione di Spagna e Paraguay, acquista un significato particolare nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di san Francesco d'Assisi. Fu proprio il Santo di Assisi a dare vita, nel 1223 a Greccio, alla prima rappresentazione vivente della Natività, ispirando la nostra tradizione del presepe. L'anniversario offre una cornice simbolica e spirituale di straordinaria rilevanza alla candidatura UNESCO.
Sulla candidatura, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha dichiarato che la tradizione del Presepe è «un elemento qualificante della identità culturale italiana, un collante sociale per le nostre comunità e una testimonianza eccelsa dell’artigianato artistico tradizionale».
Valpolicella: la sapienza vitivinicola come patrimonio culturale
La candidatura nazionale “Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella” racconta la tradizione dell’appassimento delle uve e il legame profondo tra comunità, paesaggio e cultura produttiva. Il dossier, destinato anch’esso alla Lista rappresentativa, è frutto della collaborazione tra SNODAR, il Consorzio dei vini della Valpolicella e istituzioni accademiche.
Alpine Food Heritage: tradizioni alimentari e cooperazione internazionale
L’Italia partecipa inoltre alla candidatura multinazionale “Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità”, coordinata dalla Svizzera con la partecipazione di Francia e Slovenia, per il Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia. L’iniziativa raccoglie pratiche alimentari tradizionali delle comunità alpine e rappresenta un modello virtuoso di collaborazione internazionale per la tutela e la trasmissione dei saperi locali.
«L’Italia, che vanta il primato mondiale di maggior siti riconosciuti dall’Unesco, vede sempre più accrescere l’importanza del proprio patrimonio culturale. Il presepe, rappresentato da Francesco d’Assisi, ha dato origine a una tradizione che oggi celebra la creatività artistica e la spiritualità come valori universali. Il rito poi della messa a riposo delle uve della Valpolicella esprime il legame profondo tra comunità, paesaggio e cultura produttiva. Infine, il Governo con impegno continua anche a sostenere il pregio gastronomico dei territori Italiani, dalla cucina nazionale ai saperi delle Alpi». Ha dichiarato l’On. Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato alla cultura con delega all’UNESCO.
L’Ufficio UNESCO della Direzione Generale Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura ha assicurato il coordinamento tecnico e antropologico sulla preparazione dei dossier di candidatura, in raccordo con le comunità proponenti, confermando attraverso le candidature del 2026 l’impegno dell’Italia a rafforzare una cooperazione culturale improntata al dialogo e alla salvaguardia condivisa.
Il Consiglio direttivo della CNIU ha espresso come candidatura prioritaria e preferenziale quella del “Presepe” in quanto rappresenta il fulcro di un percorso che valorizza la pluralità delle tradizioni italiane e, al tempo stesso, ribadisce la volontà del Paese di contribuire ai processi UNESCO, sostenendo anche i percorsi dei Paesi e delle comunità emergenti, nella prospettiva di una diplomazia culturale inclusiva e attenta alla valorizzazione delle tradizioni condivise.
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