Cultura

Viaggio nel cuore della civiltà rurale

Tutti dicono Maremma Maremma, è un'antologia di racconti che si propone in primo luogo un alto fine sociale: essere dalla parte degli agricoltori. La recensione del filosofo Sossio Giametta, in cui si raccomanda la lettura del libro a chi ama una letteratura non appariscente ma fine e originale

18 dicembre 2010 | Sossio Giametta

Sossio Giametta

Di fanciullesca freschezza nella grafica e nelle allegre, colorate illustrazioni, questo libro venuto in luce, in virtù delle multiformi virtù del Curatore - altissimo esponente internazionale del comparto olio di oliva, nonché romanziere, esperto agricolo del Corriere della Sera, creatore della rivista on line "Teatro Naturale" – link esterno - raccoglie venti racconti e raccontini di venti noti e notissimi scrittori italiani.

Tutti si riferiscono alla Maremma, regione che per vari motivi acquista sempre più visibilità e importanza, e sono un omaggio “a una civiltà agricola che non può assolutamente sparire”, come dice Luigi Caricato nella premessa “Invertire la rotta”.

Qual è la rotta che bisogna invertire? Quella, egli spiega, consistente nel lasciare i contadini isolati, accerchiati e sempre più minacciati e invasi dal mondo urbano. Dunque questo libro si propone in primo luogo un alto fine sociale.

In prima posizione questa antologia fa risorgere, grazie alla disponibilità dimostrata dalla moglie Lucia, il compianto scrittore e saggista Giuseppe Pontiggia. Il suo raccontino, Il Morellino, dice nella sua brevità, finezza e lievità, tutta la sensibilità, l’intelligenza e la maestria che ci sono venute meno con la morte prematura di questo pilastro della cultura italiana. Esso costituisce anche la cifra dell’intera antologia, dove i toni gravi non mancano, per esempio proprio nel racconto di Luigi Caricato, Con cuore maligno e superbo, che esalta il martire Davide Lazzaretti, benefattore dei contadini e precursore delle cooperative rosse, ma dove prevalgono i toni lievi, sfumati, a volte ludici, a volte graziosi, a volte malinconici.

Non abbiamo ancora letto tutti i racconti. Ma ne mancano pochi, e in base a quelli letti possiamo già convintamente consigliare ai lettori questi piccoli squarci di anima, riferiti in particolare al Distretto rurale della Provincia di Grosseto. Un ritratto incisivo, alto, poetico e profondo insieme della Maremma, che “fu desolata, inclemente e mefitica, tanto quanto oggi appare al turista accogliente nel suo silenzio e nella sua placida grazia paesaggistica”, coi suoi eroi, Lazzaretti, “il Cristo dell’Amiata”, e padre Balducci, è lo scritto di Daniela Marcheschi, figura di spicco nell’attuale panorama letterario italiano, con molti meriti nella formazione di questo libro.

Più di tutti i racconti ha conquistato il nostro cuore quello di Francesca Duranti, Una favola senza morale. È una vera e propria storia d’amore di un galletto, con fosco dramma e, imprevedibilmente, lieto fine. Questa novellina, perfettamente realistica, ha la grazia e la poesia di una fiaba di Walt Disney.

Raffinato e originale, nel suo senso sfumato, anche Una forma diversa della malinconia, di Antonio Franchini, prestigioso editor della narrativa mondadoriana. Bello, soffuso di poesia, Il casale di Lidia Ravera. Esso getta una luce particolare sulla caccia che c’è stata specialmente in passato ai casali in Toscana con l’intensa attività di compravendita che ne è seguita.

Altri racconti sono magari di minor peso e impegno, ma tutti sono pregevoli e degni di essere letti, altrettante sfaccettature di un’umanità che risiede o viene a contatto con la realtà rurale della Maremma. Basta citare alcuni altri autori: Clara Sereni, Laura Bosio, Maurizio Cucchi, Bianca Garavelli, Nadia Fusini, Andrea Di Consoli, Roberto Barbolini, per raccomandare questo libro a chi ama la letteratura non appariscente ma fine e originale.



Tutti dicono Maremma Maremma. Venti scrittori italiani ne raccontano la terra, le persone, gli umori. A cura di Luigi Caricato. Edizioni Effigi, Arcidosso (Gr), pagine 144, s.p.




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