Mondo Enoico
Le riesportazioni globali di vino valgono circa 4,55 miliardi di euro
Per quanto riguarda Italia e Francia, che sono sia produttori, sia consumatori e soprattutto grandi esportatori di vino, l’Oiv considera e stima percentuali di riesportazione dell’8% (168 milioni di litri) e del 9,6% (133,5 milioni di litri) sui rispettivi volumi di vino esportati.
11 novembre 2025 | 13:00 | C. S.
Le riesportazioni globali hanno un valore di circa 4,55 miliardi di euro, pari al 13,5% del totale delle entrate globali da esportazione.
Il Regno Unito, nonostante la sua limitata produzione vinicola interna, occupa da tempo una posizione di rilievo come importatore e distributore di vino. Nel periodo 2018-2023, il Regno Unito si colloca all'undicesimo posto tra i paesi esportatori in termini di valore, grazie soprattutto al suo ruolo nella riesportazione di vini importati. Il Regno Unito importa in media 1.323 milioni di litri all'anno, soddisfacendo un elevato consumo interno di circa 1.266 milioni di litri. Nonostante un volume di produzione interna di soli 8 milioni di litri, il Regno Unito esporta circa 65,5 milioni di litri di vino all'anno.
Le riesportazioni del Regno Unito sono stimate a 57,5 milioni di litri. In questo caso, il tasso di riesportazione, calcolato come rapporto tra il volume delle riesportazioni e il volume totale delle importazioni, è in media del 4,3%. Con un prezzo medio all'esportazione di 9,58 euro al litro, il valore totale delle riesportazioni del Regno Unito è stimato a 550,8 milioni di euro. La posizione del Regno Unito come hub di riesportazione è sottolineata dall'alto valore e dal prezzo medio delle sue esportazioni, con una forte attenzione ai vini premium e super-premium.

Altro esempio è l’Australia, tra i maggiori produttori di vino (quinta posizione, secondo dati Oiv), che svolge un ruolo di hub commerciale per i vini importati dalla Nuova Zelanda e poi riesportati verso Regno Unito e Stati Uniti. Il 55% dei vini importati dall’Australia arriva dalla Nuova Zelanda (il resto da Italia e Francia per un 33,5% complessivo) e una parte di questi volumi viene imbottigliata nel territorio aussie e rivenduto all’estero.
C’è un altro Paese che notoriamente è un riesportatore di vini. Singapore è uno degli hub fondamentali per il mercato del vino nell’area asiatica. Mediamente, tra 2018 e 2023, ha importato 32 milioni di litri l’anno, di cui quasi 16 milioni riesportati, per un valore di 471 milioni di euro, a prezzi per litro vicini superiori a 29 euro. Francia, Australia e Italia sono i maggiori fornitori, mentre i clienti del vino riesportato da Singapore sono Giappone (45% in valore), Hong Kong e Australia. Il suo ruolo negli scambi mondiali è riconosciuto: un sistema di distribuzione che si basa su infrastrutture avanzate, regole fiscali e norme doganali consolidate.
Sempre in Asia, da sottolineare il ruolo di Hong Kong, che non produce vino, ma è considerata la porta d’ingresso e il principale distributore di vini (soprattutto di fascia alta) per la Cina ma anche per altri mercati, da Singapore a Taiwan, dal Giappone alla Thailandia e Macao. Questo hub, come ricorda l’Oiv nella sua analisi, dopo un ventennio di crescita consecutiva ha subito l’effetto arretramento nei consumi della Cina. Oggi, rivende vino per 10 milioni di litri ma con un alto valore per litro (22,6 euro), che porta il giro d’affari sopra i 240 milioni di euro. Tuttavia, resta un centro di smistamento fondamentale.
Anche la Germania è un discreto riesportatore di vino, nonostante sia tra i principali consumatori e un importante produttore a livello mondiale. La Germania è l’unico Paese che ufficialmente traccia il vino riesportato: 2,15 milioni di ettolitri nel 2023. Da segnalare, l’ascesa del Belgio, che è ad oggi è il tredicesimo esportatore di vino, nonostante una produzione minima (appena 2 milioni di litri), con riesportazioni per 90,7 milioni di litri e 359 milioni di euro in valore. Il ruolo del Belgio come riesportatore di vini è noto ma è stata la Brexit a far crescere rapidamente il suo ruolo di hub logistico, con netta prevalenza di vini fermi (oltre 72%) e poi di spumanti (21,8%) verso il Regno Unito, soprattutto Champagne e Prosecco.
Per quanto riguarda Italia e Francia, che sono sia produttori, sia consumatori e soprattutto grandi esportatori di vino, l’Oiv considera e stima percentuali di riesportazione dell’8% (168 milioni di litri) e del 9,6% (133,5 milioni di litri) sui rispettivi volumi di vino esportati.
Fonte: Federvini
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