Mondo Enoico

Dal Giappone un nuovo vitigno con un tocco selvaggio

Dal Giappone un nuovo vitigno con un tocco selvaggio

Gli scienziati di Okayama hanno realizzato una nuova uva da vino, Muscat Shiragai, fondendo il vitigno selvatico Shiraga e il Moscato di Alessandria. Le prime degustazioni hanno rivelato un sapore dolce e morbido

05 novembre 2025 | 10:00 | C. S.

Un gruppo di ricerca guidato dal professor emerito Takuji Hoshino della Okayama University of Science (OUS) ha coltivato con successo un nuovo vitigno chiamato "Muscat Shiragai". L'ibrido è stato prodotto incrociando l'uva Shiraga selvatica, una specie originaria solo del bacino del fiume Takahashi nella prefettura di Okayama, con Muscat di Alessandria. Il gruppo ha già presentato la nuova varietà per la registrazione con il Ministero dell'Agricoltura, delle Foreste e della Pesca (MAFF) del Giappone, e la domanda è stata formalmente accettata.

Il professor Hoshino, esperto di sistematiche vegetali, ha fondato l’Istituto di viticoltura ed enologia presso l’OUS nell’aprile 2017. Durante la sua collaborazione con Funao Winery nella città di Kurashiki, si è interessato all'uva Shiraga, una specie selvatica rara e in via di estinzione che si trova solo in parti specifiche della prefettura di Okayama. Questa scoperta ha scatenato l'idea di sviluppare un'originale uva da vino allevata localmente combinando Shiraga con Muscat di Alessandria.

L'eredità dell'uva Shiraga

L'uva Shiraga è stata identificata per la prima volta come una nuova specie nel 1918 dal famoso botanico Tomitaro Makino. Il suo nome giapponese onora Jukichi Shiraga, un botanico di Niimi City che ha scoperto la pianta. Questa uva selvatica è nota per il suo contenuto di zuccheri naturalmente elevato, la bassa acidità e la resistenza alle spaccature della buccia, così come la sua tolleranza a malattie come il marciume nero e maturo.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Vino italiano, giacenze in crescita a 41 milioni di ettolitri nei registri telematici

Il report ICQRF al 30 settembre 2026: il Veneto resta il primo serbatoio nazionale con il 24,9% del vino, trainato da Treviso e Verona. Balzo dei mosti (+50,5%) e dei vini nuovi ancora in fermentazione (+92,8%). Il Prosecco è la denominazione più detenuta con 3,3 milioni di ettolitri

23 ottobre 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Potenziata la confusione vibrazionale contro la cicalina della Flavescenza dorata della vite

Due vigneti sperimentali in Trentino, nuovi emettitori e sistemi di alimentazione solare più efficienti per studiare una difesa sostenibile da Scaphoideus titanus. La ricerca sulla biotremologia ottiene intanto un riconoscimento internazionale con una pubblicazione su Nature Reviews Methods Primers

22 ottobre 2026 | 10:00

Mondo Enoico

Droni tra i filari: al via i test con droni d'avanguardia per il Progetto DROLig

Uno dei traguardi primari del Progetto DROLig è sviluppare un sistema di distribuzione adattato alle complesse caratteristiche territoriali locali, spesso segnate da forte pendenza, terrazzamenti e continui cambiamenti di tipologia del suolo e della vegetazione

18 ottobre 2026 | 10:00

Mondo Enoico

Gestione della peronospora della vite in un'annata di forte pressione del fungo

In due annate di prove la strategia biologica che ha funzionato meglio ha combinato il lievito PT22AV (formulato YSY®), rame proteico ed estratti vegetali, con applicazioni avviate già dalle prime fasi vegetative. Serve prevenzione precoce e miscele a più meccanismi d’azione, non il singolo prodotto

16 ottobre 2026 | 12:00

Mondo Enoico

Grande Franciacorta: la proposta per un nuovo distretto sostenibile del vino in Lombardia

Uno studio dell'Università di Scienze Gastronomiche propone di unire Franciacorta e Oltrepò Pavese sotto un'unica denominazione, "Grande Franciacorta", per coniugare crescita, sostenibilità ambientale e competitività sui mercati internazionali

12 ottobre 2026 | 16:00

Mondo Enoico

Virus della vite e potenziale enologico: sfatato il mito del miglioramento qualitativo

Analizzato l'impatto delle infezioni virali multiple (GPGV, GFLV, GLRaV-1 e GLRaV-3) sul Pinot grigio. Le coinfezioni virali compromettono gravemente la resa e il profilo metabolico del mosto, con ripercussioni significative anche sulle performance fermentative e sulle caratteristiche organolettiche del vino

06 ottobre 2026 | 15:00