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Focus sul rame in viticoltura: problematiche e prospettive

Focus sul rame in viticoltura: problematiche e prospettive

Un approfondimento sul rame che, insieme allo zolfo, rimane il principale prodotto per la difesa della vite bio e una panoramica sulla viticoltura e il vino biologico a livello europeo

08 agosto 2025 | 09:00 | C. S.

La viticoltura biologica è al centro dell’incontro tecnico che si è svolto questa mattina alla Fondazione Mach. Organizzata dal Centro Trasferimento Tecnologico, la giornata di presentazione delle prove sperimentali, che ha previsto interventi nell’aula magna e visita nei vigneti, ha riguardato la difesa dalle principali patologie della vite: peronospora e oidio. Sono stati presentati un approfondimento sul rame che, insieme allo zolfo, rimane il principale prodotto per la difesa della vite bio e una panoramica sulla viticoltura e il vino biologico a livello europeo.
In apertura è intervenuto il Presidente FEM Francesco Spagnolli che ha sottolineato l'importanza delle giornate tecniche come fondamentale momento di aggiornamento per il mondo agricolo che consente di accrescere il bagaglio delle conoscenze tecniche per far fronte alla stagione agricola, portando all'attenzione le questioni centrali del biologico come l'uso del rame e l'importanza della fertilità del suolo.
Il responsabile dell’Unità Agricoltura Biologica e Qualità del suolo nonché moderatore dell’incontro, Daniele Prodorutti, ha presentato i risultati delle prove sperimentali di difesa in viticoltura; in particolare, Roberto Zanzotti ha illustrato i risultati delle prove sperimentali svolte nel corso degli anni con l’uso di prodotti a base di rame in viticoltura e Raffaella Morelli ha messo in evidenza i fattori che influiscono sulla biodiversità del suolo nei vigneti trentini. 
La superficie viticola biologica provinciale ha registrato una contrazione nel corso dell’ultimo anno. Cristina Micheloni dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica ha approfondito la situazione della viticoltura biologica tra clima, normativa e mercati e le prospettive a livello europeo.

Risultati delle prove sperimentali di difesa in viticoltura biologica
Le prove sperimentali di difesa 2025 hanno avuto come obiettivo il controllo di peronospora e oidio. In particolare, sono state messe a confronto strategie di difesa con rame, utilizzato da solo o in miscela con diversi formulati commerciali a base di zolfo. Similmente a quanto osservato nel 2024, l’aggiunta di zolfo ha permesso di incrementare significativamente l’efficacia del rame contro peronospora, sia su foglie che su grappoli. Per la difesa dall'oidio, tutti i prodotti a base di zolfo hanno consentito una riduzione significativa della malattia rispetto al testimone non trattato e i formulati liquidi sono risultati tendenzialmente migliori rispetto allo zolfo bagnabile.

I prodotti rameici nella difesa: evidenze sperimentali e implicazioni tecniche
Il rame rimane al momento il prodotto di riferimento per la difesa in viticoltura biologica, nonostante la limitazione del quantitativo massimo ammesso a livello europeo. Le prove sperimentali con l’uso di prodotti a base di rame hanno messo in evidenza le correlazioni tra la dose distribuita e la concentrazione di rame rilevata sulla vegetazione, l’impatto della bagnatura fogliare sulla sua efficacia, la resistenza al dilavamento di diversi formulati rameici e l’importanza della qualità della distribuzione. Sebbene il rame sia il fungicida utilizzato e noto da maggiore tempo, rimangono ancora molte domande aperte sull’ottimizzazione del suo impiego. Le direzioni più promettenti per la sperimentazione includono lo sviluppo di formulazioni innovative che ne migliorino la persistenza, la distribuzione e l’efficacia.
Quali fattori determinano la biodiversità del suolo nei vigneti trentini?
Il biota del suolo (l'insieme di tutti gli organismi viventi) è responsabile dei processi biologici che avvengono nel suolo. La composizione, la biodiversità e l’attività degli organismi possono essere influenzate dalle proprietà del suolo, dalla posizione geografica e dalle attività umane. È stato presentato uno studio condotto nei vigneti trentini che mirava a comprendere l’effetto delle caratteristiche del suolo e dell’attività viticola sul biota, in diversi tipi di terreno. I risultati hanno mostrato che l’effetto delle caratteristiche del suolo e dell’attività viticola sulla biodiversità degli organismi viventi dipende dal tipo di suolo stesso. Lo studio mostra che capire i fattori naturali e le pratiche agricole che influenzano gli organismi del terreno ci aiuta a prevenire gli effetti negativi dei cambiamenti ambientali sulla vita e sulle funzioni del suolo.

La viticoltura biologica tra clima, normativa e mercati
È stata presentata una panoramica sulla viticoltura e il vino biologico europeo che si trova ad affrontare sfide climatiche, mercati in evoluzione, nuove norme europee ed un crescente fardello burocratico. Nonostante le difficoltà del settore in generale, non solo nel biologico, molti dei concetti caratterizzanti il bio stanno transitando a tutta la viticoltura: l'attenzione alla gestione del suolo, all’applicazione delle tecniche agronomiche prima della difesa diretta, al ruolo della diversificazione e della biodiversità. Ciò sta rendendo esplicito il ruolo del biologico quale leader attraverso l'esempio e l'essere pioniere di modi diversi di interpretare e praticare l'agricoltura.

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