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DELLA TRADIZIONALE CONCIMAZIONE CON AZOTO LA VITE PUO’ FARE A MENO. PARTICOLARE ATTENZIONE SI DEVE PRESTARE A CALCIO E MAGNESIO, CHE POSSONO INFLUIRE SULLA FERMENTAZIONE DEI VINI

La distribuzione e l’uso dei concimi interagisce sempre di più con le operazioni agronomiche del vigneto, volte a contenere la vegetazione delle piante a favore della produzione. E’ però anche utile ricordare che con i normali trattamenti fitosanitari si apporta, anche se in minima parte, zolfo e calcio

14 aprile 2007 | Lorenzo Brugali

La pratica della concimazione rappresenta un operazione fondamentale nel ciclo vegeto-produttivo della vite.

Oltre ai normali principi nutritivi quali azoto, fosforo e potassio (macronutrienti) l’agricoltore più meticoloso prende in considerazione anche calcio e magnesio che vanno ad influire sulla fermentazione dei futuri vini in cantina. Qualche anno fa si suddivideva la concimazione in due fasi ovvero fornendo gli elementi poco mobili (fosforo e potassio) in autunno, subito dopo la vendemmia e l’azoto in primavera, prima della ripresa vegetativa.

La distribuzione e l’uso dei concimi interagisce sempre di più con le operazioni agronomiche del vigneto rivolte anche a contenere la vegetazione delle piante a favore della produzione E’ infatti utile ricordare che con i normali trattamenti fitosanitari si apporta, anche se in minima parte, zolfo e calcio.

Pratiche come l’inerbimento possono far variare la concimazione infatti occorre apportare maggiormente azoto rispetto ad un terreno lavorato ma questo solo nei primi anni di inerbimento mentre nei successivi anni, quando il cotico erboso si è consolidato, il bilancio umico del terreno diventerebbe eccedentario per l’azoto e quindi occorre diminuire l’elemento azotato.
Se si considera un terreno inerbito spontaneamente, con lo scopo di contenere la vigoria delle piante, una buona concimazione prevede solfato di potassio magnesiaco in dosi da 150/180 kg ad ettaro nel periodo autunnale seguito da una leggera discissura o aratura per interrare questi elementi di natura poco mobili nel terreno; concimi complessi che apportano zolfo, potassio e magnesio indispensabili per le piante.
L’azoto, elemento il cui apporto si tende a ridurre sempre di più, si può apportare con le concimazioni fogliari a base di nitrato di potassio effettuate nel periodo primaverile estivo con i normali trattamenti antiparassitari. La dose ottimale di nitrato di potassio è intorno a 2/3 Kg ad ettolitro (circa 5/6 kg ad ettaro) ripetute ogni due settimane. La concimazione fogliare si può fare anche con solo potassio che va ad integrare quello somministrato in precedenza in autunno (fertileader viti) in dosi di 350 gr/hl di acqua.

In un terreno inerbito lo sfalcio delle erbe dovrà avvenire a cadenza quindicinale ma sempre in proporzione alla crescita e i residui si devono lasciare sul terreno per creare anche un effetto pacciamatura che contiene l’umidità riducendo al massimo l’evaporazione del terreno.
Concimare per stimolare le piante a produrre ma nello stesso tempo contenere la vigoria di queste è l’enigma che l’agricoltore attento e meticoloso deve risolvere cercando anche di contenere i costi di produzione.

La concimazione è in funzione anche del clima infatti in annate siccitose si cercherà di contenere al massimo la vigoria delle piante riducendo la traspirazione e quindi si diminuirà la dose di azoto che al contrario si potrà aumentare in annate piovose.

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