Mondo Enoico
Per il Capodanno verranno stappate 44-48 milioni di bottiglie di spumante
Il Franciacorta, il Valdobbiadene, il Trento sono i vini più richiesti, di fascia alta, per le grandi cene. Con i dolci c’è il dualismo Cartizze sia brut che dry, e il tradizionale Asti. In crescita le bottiglie stappate di Champagne
20 dicembre 2019 | C. S.
Nei fatidici 30 giorni che oramai dal 1991, anno su anno, l’osservatorio economico internazionale prende a riferimento (dal primo ponte feste dicembre alla chiusura della settimana di Epifania), gli italiani berranno qualche bottiglia in più rispetto alle festività del 2018-2019. Una media di poco più di 2,5 milioni di bottiglie al giorno. Per la sola serata di fine anno voleranno 44-48milioni di bottiglie, altre due concentrazioni per Natale e per Epifania. In termini di tipologia di consumo grandi differenze: tradizione per Natale con più vini dolci e dry, per Epifania più vini Rosè anche ancora molto pochi rispetto ad altri paese, mentre una festa di capodanno con più vini secchi e brut. In totale circa 77 milioni le bottiglie made in Italy stappate per un valore alla produzione di circa 280 milioni di euro a fronte di una spesa degli italiani di 630 milioni di euro. Saranno solo 3,7-3,9 milioni le bottiglie straniere, stappate soprattutto in ristoranti delle metropoli e in veglioni di locali notturni e in località di vacanza, per una spesa al consumo di altri 240 milioni. In crescita le bottiglie stappate di Champagne. Oltre 870 milioni di euro verranno spesi in bollicine per le festività 2019-2020. “Segnale di speranza e di voglia di vivere si direbbe…per dimenticare e guardare oltre una crisi politica perenne, un lavoro precario e latitante, vertenze industriali, vendite lente nei negozi ”è il commento di Giampietro Comolli, economista, più grande esperto di vini spumanti e presidente dell’Osservatorio Economico fondato nel 1991 con Fregoni e Niederbacher. Rispetto all’anno precedente Ovse rileva una crescita dei consumi nazionali del 3,3% (2,4 mio/bott in più), secondo anno consecutivo, dopo un lustro ad andamento piatto. A fronte di un quasi stazionare valore unitario in cantina all’origine si riscontra un incremento di prezzo medio sul mercato del 4,4% (+0,40 cent a bottiglia): incremento dovuto esclusivamente alle etichette nazionali più conosciute. Valori al consumo stazionari, se non in calo, per le etichette top di Champagne. <Forse c’è un eccesso di ricarico in horeca, rispetto al prezzo sulla scaffale e online! > dichiara Comolli.
Dalla raccolta dati di Ovse (bolle, fatture, ordini, prenotazioni a tavola, spazi e locali…) emerge che il Franciacorta, il Valdobbiadene, il Trento sono i vini più richiesti, di fascia alta, per le grandi cene. Con i dolci c’è il dualismo Cartizze sia brut che dry, e il tradizionale Asti. Crollo delle etichette poco note e non chiare nell’origine e nella marca, anche se copie di note. Quello che caratterizza le festività 2019-2020 è sicuramente la biodiversità delle etichette offerte al consumatore in tutti i punti vendita: si è ampliata la gamma dell’offerta, e il consumatore differenzia e diventa più infedele. L’Universo Prosecco catalizza l’attenzione di 7 consumatori su 10. <Azzardando la stima – dice Comolli – si stapperanno circa 48-50 milioni di bottiglie Prosecco docg-doc, 10-11 milioni di metodo tradizionale classico fra Franciacorta, Trento, Alta Langa, Alto Adige, Oltrepo’, poi 6 milioni di Asti, 1 milione di autoctoni regionali e circa 8-10 milioni di altre tipologie compreso Durello, Nebbiolo, Lambrusco>. Sulle bottiglie di spumante si concentrano anche i pacchi regalo degli auguri: quest’anno interessanti confezioni non bottiglie dalle storie particolari favoleggianti. Come il tipo di etichetta top reclama.
Diminuisce leggermente il consumo nella fascia dei giovani (16-24 anni), volano invece più tappi fra gli ultra sessantenni che avevano rinunciato alle bollicine qualche anno fa. Circa 20-22 milioni di italiani consumatori di vino, arriveranno a consumare durante le feste circa 1,9 bottiglie a testa.
Novità 2019 assoluta per questo fine anno, il gran numero di nuove etichette di vini spumanti da territori e vitigni autoctoni. Una realtà nuova e unica al mondo: la biodiversità italiana a tavola –ancor più nel vino e nei vini spumanti – raggiunge il massimo con le 120-140 etichette delle aziende vitivinicole a sud di Bologna, fino a Pantelleria. Hanno “covato” per anni in cantina, l’horeca provinciale e regionale ne ha apprezzato qualità, identità, forza e differenza dalle oramai solide e considerate bollicine tricolori. Soprattutto vini ottenuti con lunga fermentazione in bottiglia, ma ottime esperienze anche con elaborazioni nelle grandi botti, meno affinamento, ma più freschi vini profumati, fruttati, di vitigno. E’ così che Zibibbo, Ortrugo, Fiano, Catarratto, Bombino, Susumaniello, Monica Sarda, Nerello Mascalese, Bellone, Biancolella, Pecorino, Frappato, Passerina ma anche i più noti e già sperimentati Vermentino, Nebbiolo, Pigato, Malvasia di Candia, Aglianico, Inzolia, Erbaluce, Falanghina….oggi sono vini spumantizzati con ottimi risultati.
"E’ evidente – chiosa Comolli – che c’è voglia di bollicine. Il consumo regionale chiede anche una produzione locale. E’ la sostanziale differenza dell’Italia con Spagna che ha 1 sola DocSpumante nazionale, la Francia che ne ha 6, quasi tutte metodo tradizionale classico. Questa orizzontalità produttiva è un patrimonio eccezionale, ma ha anche forti difficoltà di penetrazione, di conoscenza, di destinazione ampia. Sono produzioni di nicchia che restano tali, ma valorizzano ospitalità, accoglienza. Gli spumanti d’Italia sempre più attrazione, buongusto e bellezza per i turisti stranieri. Non solo vino da bere!"
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