Mondo Enoico

Gli incendi boschivi possono compromettere il bouquet aromatico di un vino

I composti volatili che si sprigionano a seguito degli incendi possono essere assorbiti dalle foglie di vite e dagli acini d'uva, poi andandosi a legare agli zuccheri. Con la fermentazione alcolica vengono liberati, dando il caratteristico odore di fumo o cenere al vino

03 novembre 2017 | R. T.

Nelle aree dove grandi incendi boschivi hanno imperversato per giorni, in coincidenza con la maturazione dell'uva, il vino che si otterrà potrà avere il sentore di cenere o di fumo.

Si tratta di un odore sgradevole, che ricalca quello di un posacenere, che inevitabilmente deprezza il vino, quando non provoca l'invendibilità dell'intera partita.

Un problema che sta diventando sempre più sensibile per interi territori dove gli incendi boschivi estivi stanno diventando la norma, aumentando i rischi di avere un vino difettato.

L'Università di Monaco ha scoperto il meccanismo attraverso il quale, questi sentori si trasferiscono dall'uva al vino.

Innanzitutto le molecole volatili degli incendi sono assorbite dalle foglie di vite e dagli acini d'uva, poi andandosi a legare agli zuccheri. Sono proprio gli zuccheri a stabilizzare gli aromi, ma il composto volatile può nuovamente rilasciarsi, slegandosi dallo zucchero. Il processo attraverso cui i carboidrati si legano a piccoli composti idrofobi come gli aromi si chiama glicosilazione.

Nella vite i sentori di fumo sono legate con molecole di zucchero da una glicosiltrasferasi, ovvero una proteina che agisce come un biocatalizzatore. Questo enzima servirebbe per legare il resveratrolo alle molecole di zucchero ma resveratrolo e i composti volatili che danno odore di fumo hanno una composizione chimica molto simile al fenolo caratteristico del'uva.

Questo legame con le molecole di zucchero rende i sentori di fumo più solubili in acqua, immagazzinandoli e facendo perdere la naturale volatilità.

E' questa la ragione per cui, assaporando un acino di uva, non si avverte la sensazione di cenere e fumo: la molecola è legata a uno zucchero che ne “neutralizza” le proprietà odorose, facendola però diventare molto idrosolubile.

Questo significa che il complesso carboidrato+composto volatile si trasferisce nel mosto. Qui, come accadrebbe per il resveratrolo, i lieviti “liberano” lo zucchero dal composto volatile responsabile del sentore di fumo e cenere. Lo zucchero viene trasformato in alcol e l'odore indesiderabile permane nel vino.

"Ora sappiamo come questo sentore può svilupparsi – ha affermato il Prof. Wilfried Schwab, autore dello studio – Per ovviare al problema possiamo cercare di coltivare vitigni con meno glicosilasferasi. Oppure possiamo aggiungere un secondo zucchero per evitare il rilascio dei cattivi aromi".
In alternativa, possono essere sviluppati lieviti che non possono aggredire i carboidrati legati con i composti volatili legati al sentore di fumo durante la fermentazione.

Lo studio del meccanismo molecolare che porta alla formazione di aromi indesiderabili nel vino permette ora di adottare varie contromisure per garantire la qualità del vino.

Bibliografia

Katja Härtl, Fong-Chin Huang, Ashok P. Giri, Katrin Franz-Oberdorf, Johanna Frotscher, Yang Shao, Thomas Hoffmann, Wilfried Schwab. Glucosylation of Smoke-Derived Volatiles in Grapevine (Vitis vinifera) is Catalyzed by a Promiscuous Resveratrol/Guaiacol Glucosyltransferase. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2017; 65 (28): 5681

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Le cantine sono piene: quasi 61 milioni di ettolitri di vino in giacenza

Forte aumento delle giacenze dei vini rispetto a un anno fa. Il 56,8% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord ed è in prevalenza rosso con i vini varietali detenuti costituiscono appena l’1,5% del totale

13 febbraio 2026 | 09:00

Mondo Enoico

Nasce la Glera del futuro: sette nuove varietà resistenti per sostenere il Prosecco Doc e Docg

Quattro delle sette varietà resistenti nascono dal programma di miglioramento genetico autonomo di VCR e sono in fase avanzata di iscrizione al Registro varietale nazionale, con disponibilità prevista tra febbraio 2026 e fine 2027

02 febbraio 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Aumentano le giacenze di vino nelle cantine italiane

Rispetto alla vendemmia 2024 in forte aumento sia la gicenza di vini che di mosti. Nel solo Veneto è presente il 27,1% del vino nazionale. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,4% del totale delle giacenze di vini a indicazione geografica

07 gennaio 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Vino per le Feste natalizie: si beve meno e solo alta qualità

In crescita le bollicine italiane premium, come Franciacorta, Trento e Alta Langa, in calo gli Champagne medio-bassi.  Nei fatidici 35 giorni di fine anno in Italia,  non supereremo i 90-92 milioni di bottiglie di bollicine stappate. 240 milioni di tappi Made in Italy nel mondo

10 dicembre 2025 | 15:00

Mondo Enoico

Trattamenti fogliari per migliorare le risposte della vite alla siccità, alle alte temperature e alla salinità

Le applicazioni fogliari possono migliorare la tolleranza della vite alla salinità, alla siccità e allo stress termico modulando le risposte fisiologiche e il metabolismo secondario, sostenendo così la stabilità della produzione e la qualità dell'uva

08 dicembre 2025 | 13:00

Mondo Enoico

L'Italia è il più grande produttore mondiale di vino nel 2025

Il mercato mondiale del vino dovrebbe rimanere sostanzialmente equilibrato, poiché la crescita limitata della produzione contribuirà a stabilizzare le scorte in un contesto di indebolimento della domanda e di continue incertezze commerciali

14 novembre 2025 | 10:00