Mondo Enoico
Il gusto del vino si vede e si sente
Vista e udito esercitano un enorme effetto sul gusto. Vedere una bottiglia tappata col sugero e sentire il classico rumore quando viene stappata aumenta la piacevolezza della sua successiva degustazione
12 ottobre 2017 | T N
Il sughero ha mille difetti come tappo per il vino ma ha anche un fascino intramontabile per esperti e appassionati, secondo una ricerca inglese.
I ricercatori della Oxford University hanno cercato di determinare quanto vista e udito, legati al sistema di chiusura della bottiglia possano influenzare poi la percezione degustativa successiva.
Lo studio si è valso di 140 partecipanti, invitati a degustare vini identici e a valutarli in momenti diversi, ovvero dopo aver sentito il suono di un tappo di sughero e dopo aver sentito aprire un tappo a vite.
Dopo aver aperto entrambe le bottiglie e aver gustato ripetutamente i vini, i partecipanti hanno giudicato il vino servito in bottiglia con un tappo di sughero migliore rispetto a quello con un tappo a vite, con un 15% in più di preferenze, nonostante si trattasse dello stesso vino.
Inoltre i partecipanti hanno aggiunto che il tappo di sughero è migliore nel caso di feste e celebrazioni.
L’autore principale dello studio, il professor Charles Spence, ha evidenziato quanto i nostri sensi siano intrinsecamente legati fra di loro. Tanto che vista e udito esercitano un enorme effetto sul gusto e ha spiegato che i sensi producono delle aspettative circa il gusto del vino.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Il successo del vino italiano non è solo questione di singole cantine, ma di ecosistemi territoriali
Uno studio su 1.091 aziende vitivinicole dimostra che l'intensità export di una cantina è positivamente influenzata dalla performance delle vicine di casa. La geografia del successo non è scritta solo nel suolo, ma nelle reti di prossimità
29 settembre 2026 | 14:00
Mondo Enoico
Vitigni dimenticati, la risposta del territorio al clima che cambia
Uno studio durato sei anni sui Colli Piacentini rivaluta 28 varietà autoctone sottoutilizzate: acidità, tolleranza alle malattie e aromi rari le rendono preziose per la viticoltura biologica del futuro
25 settembre 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Vitigni più sani con inerbimento e microrganismi indigeni: ecco come ridisegnare la nutrizione della vite
L'inoculazione con comunità microbiche complesse estratte dal suolo viticolo e l'inerbimento controllato migliorano l'assorbimento di nutrienti essenziali e riducono gli elementi potenzialmente tossici. Nessuna sinergia tra le due pratiche, ma effetti indipendenti significativi
23 settembre 2026 | 12:00
Mondo Enoico
L'atlante chimico dell'uva: la FEM mappa per la prima volta il metaboloma di 126 vitigni
Uno studio pubblicato sul Journal of Agriculture and Food Chemistry ricostruisce le parentele tra le varietà di vite non più solo attraverso il DNA, ma sulla base della loro composizione chimica. Aromatici come Moscati e Gewürztraminer formano un gruppo a sé, mentre Teroldego, Lagrein e Marzemino si scoprono "fratelli" chimici
22 settembre 2026 | 11:30
Mondo Enoico
Vitigni resistenti alle malattie: una risposta sostenibile anche nel clima caldo del Mediterraneo
Uno studio condotto in Salento su Merlot Kanthus e Merlot Khorus, due varietà resistenti alle malattie fungine, dimostra che è possibile produrre vini di alta qualità anche in ambienti caldi e siccitosi. I vini delle varietà resistenti sono risultati più graditi al pubblico, più colorati e con acidità più equilibrata rispetto al Merlot tradizionale
21 settembre 2026 | 16:00
Mondo Enoico
Vino dealcolato: perché l'etichetta conta più del gusto
Uno studio italiano condotto su 187 consumatori durante un festival scientifico in Puglia dimostra che, davanti a un Primitivo parzialmente dealcolato, la disponibilità a pagare sale soprattutto grazie alle informazioni sul prodotto, più che all'assaggio. Ecco cosa dice la ricerca e come orientarsi all'acquisto
17 settembre 2026 | 15:00