Mondo Enoico

Il quarto di nobiltà sull'etichetta del vino cattura sempre l'attenzione

Non è solo il nome, più o meno famoso, a influenzare la scelta. L'occhio spesso cade sugli stemmi della famiglia o della tenuta. Più dei punteggi sulle guide, un'immagine che rievoca una lunga storia rassicura. Ecco i dieci vini con gli stemmi più accattivanti secondo una ricerca di Spot and Web

21 aprile 2017 | T N

Non solo la qualità determina l’acquisto del vino, ma anche la presenza di uno stemma simbolo della tenuta in etichetta favorisce la preferenza. A rilevare il comportamento del consumatore nel momento della scelta è una ricerca pubblicata dal portale di marketing e advertising Spot and Web e realizzata attraverso un monitoraggio dei più importanti social network, su un campione di 500 individui tra i 25 e i 60 anni, in collaborazione con un pool di psicologi. Dall'indagine emerge in particolare che, al di là didenominazioni famose e diciture chiare (che senz'altro incidono nella scelta), al momento di scegliere la bottiglia da prendere sullo scaffale il nostro occhio sia attratto dagli stemmi che appunto lusingano più di tante recensioni allettanti o di nomi roboanti.

La ricerca prende in considerazione anche come si decide quale vino acquistare: al primo posto si leggono guide e recensioni (online o cartacee) per il 23% degli intervistati; il 19% si consulta presso l’enoteca di fiducia; il 16% preferisce rivolgersi ad amici appassionati che ne sanno di vino; il 14% visita siti specializzati o blog settoriali di fiducia; infine, l’11% va sul sicuro scegliendo un vino che aveva già bevuto e gli era piaciuto.

Per quel che riguarda, invece, le caratteristiche più ricercate in una bottiglia, al di là del vino contenuto, quando ci si trova davanti allo scaffale la prima cosa che risalta agli occhi del consumatore, come detto, è lo stemma o il logo, che dev’essere il più riconoscibile e il più originale possibile (26%); in seconda posizione naturalmente il nome, che non deve avere troppi orpelli ed è meglio che sia diretto (22%); chiude questo speciale podio l’immagine stilizzata del luogo di provenienza, molto ricercata, forse anche perché riporta alla mente i blasonati vini francesi dai nomi altisonanti (17%); segue poi l’etichetta vera e propria, che sia chiara e spieghi bene il contenuto (14%); quinta piazza per la forma della bottiglia, che non è sempre per forza quella tradizionale (11%).

Ecco di seguito la classifica, sempre a cura di Spot and Web, dei 10 stemmi / loghi di tenute vinicole più accattivanti:

Barolo Francia Giacomo Conterno: primo posto per questo maestoso vino, premiato col massimo di Tre Bicchieri dal Gambero Rosso, arricchito dal prezioso stemma che racchiude la storia della produzione delle Langhe piemontesi. Il castello dorato su sfondo blu è l’insegna più bella secondo il 21% del campione;

Ornellaia: seconda piazza (19%) per l’ormai celebre O sovrastata dalla corona, che “incorona” la tenuta di Bolgheri tra gli stemmi in assoluto preferiti e più in vista nel panorama vinicolo non solo italiano, ma mondiale; sarà anche per questo che è il vino più amato da divi di Hollywood come Brad Pitt e George Clooney e da capi di stato del calibro di Angela Merkel e l’ex presidente Barack Obama;

Amarone Classico Calcarole di Guerrieri Rizzardi: altro prodotto strapremiato, vino italiano dell’anno 2014, occupa l’ultimo gradino del podio anche per il simbolo famigliare di questa storica famiglia vinicola del vicentino. Lo scudo araldico sovrastato dalla corona piace al 17% degli appassionati;

Barolo Monprivato di Mascarello: primo nella “Best italian wine awards (Biwa)” 2015, è il fiore all’occhiello di questa casa di grande tradizione dall’emblema che ne riassume l’importante storia vinicola, con le due M di Michele Mascarello e la F dei figli che sintetizzano la forza della famiglia piemontese. Ottiene il 15% delle preferenze;

Sassicaia: per il 12% delle preferenze, questo vino e la celeberrima stella a otto punte su sfondo blu, con attorno il nome dei fondatori Marchesi Incisa della Rocchetta, si fondono a meraviglia diventando il simbolo di questa ennesima eccellenza del nostro Made in Italy;

Barolo Riserva Collina Rionda di Bruono Giacosa: questo Barolo immenso e pluridecorato a livello internazionale è decisamente impreziosito dallo stemma araldico dorato di questa importantissima casa vinicola piemontese e dalla suggestiva serigrafia del castello sull’etichetta, che gli consentono di non passare inosservato sugli scaffali per il 9% degli estimatori;

Serego Alighieri Vaio Armaron Amarone Classico: la cantina dei discendenti del sommo poeta Dante, ora controllata da Masi, l'inventore dell'Amarone, delizia i nostri palati con questo vino opulento e prelibato, reso ancor più fenomenale dal blasone della famiglia, rappresentato dall’aquila bicipite su fondo oro, tre spade su sfondo rosso e un'ala d'oro su sfondo blu (7%);

Brunello di Montalcino di Poggio di Sotto: non poteva mancare una delle aziende più rinomate di Montalcino che, con questo Brunello d’eccellenza, abbinato allo storico stemma del casato, ottiene il 5% dei favori;

Franciacorta Pas Operè di Bellavista: siamo alla rappresentazione più classica ed elegante dei vini della casa più celebre della Franciacorta, il cui stemma (3%) si differenza dai tradizionali marchi delle altre case vinicole, tuttavia la sua B in corsivo maiuscolo è ormai entrata nell’immaginario collettivo di tantissimi fan;

Rosso del Conte-Contea di Sclafani di Tasca d'Almerita: chiude questa top ten uno dei pezzi da novanta di questa nobile azienda siciliana, nota per i suoi rossi ma anche per il suo scudo col leone baciato dal sole, sovrastato da una corona, che affascina e ammalia il 2% degli intervistati.

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