Mondo Enoico

Vini bio più buoni di quelli convenzionali. E' bagarre per una ricerca californiana

Secondo uno studio dell'Università di Los Angeles, effettuata sui soli vini californiani, quelli ottenuti da agricoltura biologica o biodinamica ottengono punteggi mediamente più elevati, in degustazioni alla cieca, rispetto a quelli ottenuti in agricoltura convenzionale

03 agosto 2016 | T N

Il vino biologico e biodinamico piace di più anche ai palati più esigenti, come quelli dei degustatori professionisti.

E' quanto emerge da una ricerca della California sui risultati delle recensioni e dei punteggi assegnati da Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator su oltre 74 mila vini.

Va precisato che la ricerca ha preso in considerazione solo i vini ottenuti da certificazioni di processo ben consolidate, come appunto viticoltura convenzionale, biologica e biodinamica. Non sono invece stati presi in considerazione i vini "naturali" ovvero quelli che dichiarano bassi tenori di solfiti o di non utilizzare determinati additivi in cantina.

In base alle informazioni ricevute dai gruppi editoriali, le degustazioni analizzate dai ricercatori sono state tutte rigorosamente cieche, quindi senza sapere nè il nome del vino nè informazioni riguardo al processo produttivo.

Ebbene, i degustatori professionali hanno assegnato ai vini ottenuti da uve bio dei punteggi più elevati rispetto agli altri. Su una scala di 100 punti, i vini "eco-certificati" hanno registrato una media di 4,1 punti più alta.

"Rileviamo che l'agricoltura biologica e biodinamica ha dei piccoli ma significativi effetti sulla qualità del vino", ha spiegato Magali Delmas, ricercatrice che ha guidato lo studio.

Gli scienziati sono convinti che i risultati della loro indagine si possano estendere anche a vini provenienti da altre aree geografiche. Ad esempio i risultati preliminari di uno studio sui vini francesi stanno mostrando esiti simili, aggiunge Delmas.

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