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Quante cisterne di vino viaggiano per il mondo? Sempre di più, nonostante la crisi

Le vendite di vino sfuso hanno raggiunto ormai il 39% degli scambi internazionali del settore, crescendo del 61% nel periodo 2005-2012. Lieve battuta d'arresto solo per il calo produttivo in Europa ma si attende una ripresa in coincidenza con le buone performance della vendemmia 2013

20 dicembre 2013 | R. T.

Le esportazioni di vino sfuso, in cisterna, nel 2012 hanno raggiunto i 37 milioni di ettolitri secondo i dati dell'Organizzazione internazionale della vite e del vino (Oiv).
Un volume di poco inferiore all'intera produzione viticola italiana e il 14% della produzione mondiale di vino.
Ormai lo sfuso rappresenta il 39% degli scambi internazionali, con una crescita dal 2005 al 2012 del 61%.

Lieve battuta d'arresto solo nel 2012 con un calo del 3% rispetto al 2011. Tale diminuzione non è effetto di un trend o di una diminuzione dell'appeal di questo commercio ma solo per la riduzione della produzione mondiale di vino, comunque concentrata soprattutto in Europa.

Non esiste un'unica strategia nell'export di vino sfuso. Due, comunque, gli approcci. Ci sono un certo numero di paesi, soprattutto quelli emergenti, che mantengono prezzi bassi mentre altri, come quelli europei, che propongono prezzi più levati in ragione di una maggiore attrattività verso questi territori.

Nel 2012 la dinamica delle importazioni è servita sia per completare la produzione interna, in Italia e Francia, ma anche per soddisfare la crescente domanda di vini stranieri in giro per il mondo. E' il caso della Germania che ha sofferto l'incremento dei prezzi che, invece, non ha suscitato problemi negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Nonostante il prezzo medio del vino sfuso stia salendo, in alcuni paesi il trend è comunque in crescita, grazie all'aumento di consumo di vino a prezzi più elevati.

Ma cosa è previsto per il 2013 e il 2014? Con l'incremento significativo, +9%, della produzione mondiale è probabile che anche il commercio di vino sfuso sia destinato a aumentare significativamente. Infatti l'alta produzione, 245 milioni di ettolitri, potrebbe spingere al ribasso i listini così riaprendo occasioni e spazi di mercato in quei paesi che hanno bisogno di vini economici.

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