Mondo Enoico
L'utilizzo dei gas inerti o del ghiaccio secco per preservare gli aromi del vino bianco
La vinificazione in riduzione è molto utile per controllare i processi fermentativi e abbassare in maniera drastica l'ossidazione delle componenti volatili. Attenzione però, anche un minimo errore e il risultato sarà una reazione a catena con risultati catastrofici
30 marzo 2013 | Ernesto Vania
I vini bianchi di oggi devono essere molto aromatici e profumati. Sono infatti proprio gli aromi a colpire maggiormente il consumatore ed a indirizzare le sue scelte.
Al bando dunque i vini più strutturati, alcolici e tannici, per creare invece bianchi con un bouquet molto ricco e variegato, intenso e complesso.
Ottenere questi risultati in climi aridi o semi-aridi è però molto difficile. E' noto infatti che, in queste condizioni, le elevate temperature, unite all'eventuale stress idrico, possono comportare una forte riduzione delle componenti volatili con un arricchimento invece dei polifenoli e in generale dei composti antiossidanti.
E' quindi necessario intervenire tanto in vigna, riducendo sfogliature e diradamenti, ma anche in cantina. E' noto che a un abbassamento delle temperature di fermentazione corrisponde un più elevato carico aromatico. La temperatura è notoriamente un fattore di ossidazione ma il più comune e noto è ovviamente l'ossigeno.
In Australia e Nuova Zelanda, paesi noti proprio per climi aridi e vini fruttati, la soluzione individuata è la vinificazione in riduzione, una tecnica che evita il contatto del mosto e del vino con l’ossigeno in ogni fase del processo produttivo dalla raccolta all’imbottigliamento.
Tuttavia, coloro che vogliono sperimentare la vinificazione in riduzione devono tener presente un importante avvertimento: i vini ottenuti con questa tecnologia sono molto più sensibili all’ossidazione di quelli prodotti con il sistema tradizionale, e la strategia di protezione dal contatto con l’ossigeno deve essere strettamente controllata fino alla fine del processo di vinificazione. Infatti, l’intero patrimonio dei composti sensibili all’ossigeno rimane in soluzione nel vino, e un successivo contatto accidentale del vino con l’aria può provocare reazioni a catena che portano ad un’improvvisa e forte ossidazione del prodotto.
Un’attenta protezione dall’ossigeno può ridurre di molto anche il bisogno di anidride solforosa. L’applicazione della vinificazione in riduzione, eliminando o riducendo l’impiego dell’SO2 dovrebbe essere considerata una tecnologia ad alto rischio, da prendere in considerazione solo quando il produttore ha un controllo perfetto e assoluto di ogni fase del processo.
Più frequentemente, i produttori traggono profitto dalle pratiche di protezione dell’ossigeno in alcune fasi critiche del processo produttivo, per limitare il contatto con l’ossigeno e ridurre la quantità di sostanze antiossidanti che è necessario aggiungere.
Tra le più comuni sostanze antiossidanti c'è l’acido ascorbico (vitamina C) che deve sempre essere aggiunto nei mosti e nei vini in combinazione con l’SO2 o altri antiossidanti in grado di bloccare i suoi prodotti di ossidazione (perossido di idrogeno ed altri) che sono dei potenti ossidanti.
Un'altra tecnica ampiamente utilizzata è l'utilizzo dei gas inerti. Una tecnica che, però, non sempre fa ottenere i risultati sperati a causa di un equivoco di fondo. I vitivinicoltori ritengono infatti erroneamente che un liquido o uno spazio saturato di CO2 sia protetto dall’ingresso di ossigeno: in realtà, in base alla legge dei gas, ogni gas è indipendente e l’ossigeno può entrare liberamente in un sistema saturato con un altro gas. La protezione nei confronti dell’ossigeno da parte dei gas inerti (CO2, N2 o Argon) è legata ad un altro fenomeno. Il rilascio dei gas inerti crea un flusso dalla superficie del liquido verso l’esterno, che ripulisce l’aria circostante e quindi l’ossigeno in essa contenuto. Quando non si ha movimento del gas, la diffusione di ogni singolo gas prosegue con una velocità che è proporzionale al suo gradiente di concentrazione tra le fasi.
Il più comune mezzo per il controllo dell'ossigeno e della temperatura di fermetazione è il ghiaccio secco. Il ghiaccio secco (CO2 solida) alla pressione atmosferica ha una temperatura di –78°C e rapidamente passa dallo stato solido a quello gassoso. Approssimativamente, 6 kg di ghiaccio secco abbasso di 10°C la temperatura di 100 kg d’uva. Questi valori possono cambiare in funzione delle diverse condizioni di utilizzo ed in particolare in funzione del materiale con cui è costruito il contenitore e quindi il suo grado di isolamento termico.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Vitivinicoltura, la sfida climatica si gioca in vigneto e in cantina
Nuove tecniche agronomiche ed enologiche per aiutare la viticoltura emiliano-romagnola a resistere a caldo estremo, siccità e maturazioni sempre più difficili
21 luglio 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Vini italiani, giacenze in aumento: 46,5 milioni di ettolitri nei magazzini al 30 giugno 2026
Nonostante un leggero calo rispetto al mese precedente, le scorte di vino registrano un incremento tendenziale del 6,7% su base annua. Mosti in forte crescita, mentre calano i vini nuovi ancora in fermentazione. Il Nord Italia detiene il 56,1% del totale, con il Veneto in testa
15 luglio 2026 | 15:00
Mondo Enoico
Spettroscopia iperspettrale, un nuovo alleato per la diagnosi precoce della flavescenza dorata della vite
Una ricerca condotta in Toscana dimostra come la spettroscopia iperspettrale possa individuare la flavescenza dorata della vite già nelle fasi pre-sintomatiche, offrendo uno strumento innovativo per il monitoraggio in campo e il supporto alle strategie di gestione della malattia
07 luglio 2026 | 16:00
Mondo Enoico
Giovani e vino, il ricambio generazionale diventa la sfida decisiva per il settore
Gli under 30 rappresentano oggi una quota marginale dei consumatori, ma stanno cambiando profondamente linguaggi, occasioni di consumo e preferenze. Il futuro del comparto passa dalla capacità delle imprese di rendere il vino più accessibile, innovativo e vicino alle nuove generazioni
30 giugno 2026 | 12:00
Mondo Enoico
L’efficacia del tappo corona durante l’invecchiamento del vino spumante
Uno studio ha permesso di comprendere meglio come la capsule de tirage influenzi il potenziale di maturazione dei vini spumanti elaborati secondo il metodo classico. L'effetto combinato della temperatura di invecchiamento e della permeabilità della chiusura
27 giugno 2026 | 10:00
Mondo Enoico
Ripensare la gestione della peronospora della vite interrompendo il ciclo sessuale del patogeno
Ecco sette interventi mirati a diversi stadi del ciclo sessuale del patogeno, dalla formazione delle oospore alla loro germinazione e dispersione. Dagli interventi classici fino alle applicazioni post raccolta
26 giugno 2026 | 09:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati