Mondo Enoico

Ocratossina nel vino dei paesi mediterranei. Un ostacolo alle vendite

Questa micotossina è cancerogena, nefrotossica e immunodepressiva. Limiti sempre più stringenti a livello mondiale. Occorre agire in campo, per ridurre le contaminazioni, ma anche in cantina con agenti assorbenti e ceppi selezionati

09 febbraio 2013 | Ernesto Vania

Per la prima volta uno studio integrato dell'Università spagnola di Navarra ha messi in evidenza come i vini dei paesi mediterranei siano tutti contaminati con ocratossina, o meglio ocratossine.

L'ocratossina A, quella su cui oggi si stanno concentrando la maggior parte delle ricerche, è stata riscontrata nel 99% dei 96 campioni esaminati. Insieme all'ocratossina A sono stati anche trovati i suoi omologhi (OTB, OTC, MeOTA, MeOTB e EtOTB).

L'ocratossina A è stata trovata a livelli medi di 455 ng/l accompagnata però da livelli di OTB, nel 90% dei casi, con concentrazioni tra i 2,05 e i 119 ng/l. Trovata anche la presenza di OTC a concentrazioni di 31,5 ng/l.

Nel complesso è stata riscontrata una forte associazione statistica tra le concentrazioni di OTA-OTB e OTA-OTC. Meno stringente l'associazione con MeOTA, MeOTB e EtOTB. Nel 44,8% dei vini, le sei ocratossine sono apparse contemporaneamente.

Al contrario di quanto ci si può aspettare non sono stati riscontrati livelli di ocraossine statisticamente più elevati tra i vini del sud e del nord Europa. Livelli sempre più alti sono invece stati riscontrati per i campioni provenienti dal Nord Africa.

Sempre più insistente l'attenzione mondiale verso questo composto. La Commissione europea ha varato un limite per la ocratossina A in 2 mg/l e molte altre nazioni, anche emergenti, starebbero interessandosi al tema.

Nel commercio mondiale del vino, la presenza di OTA potrebbe rappresentare un fattore di rischio che potrebbe persino indurre un cambio di costumi da parte dei consumatori, specie quelli nuovi

Da qui la necessità di tenere sotto stretto controllo i contenuti di ocratossina nei vini. E' noto, sulla base di vari studi condotti a livello internazionale, che le concentrazioni più elevate si hanno nei vini rossi, a seguire i rosati e infine i bianchi.

Andrà quindi prestata particolare attenzione in campo alla lotta antifungina specie per i vitigni a bacca rossa. Ideale sarebbe la possibilità, prima di giungere in cantina e andare in vinificaizone, di procedere a una vagliatura delle uve per eliminare quelle che presentano sintomi di attacco fungino e quindi contaminazioni da Aspergillus carbonarius.

In caso tale pratica sia impossibile è anche possibile intervenire in cantina, anche se con poche risorse e risultati non sempre all'altezza delle aspettative.

Alcuni agenti chiarificanti hanno mostrato una buona efficacia nell'abbattere il tenore in OTA. In particolare avrebbero mostrato i maggiori benefici i chitoni adsorbenti biodegradabili e non allegenici.

La nuova frontiera, però, secondo tutti i ricercatori, è l'utilizzo di metodi microbiologici. E' infatti noto, a livello di ricerca in vitro, che alcuni ceppi di lieviti e di batteri sono in gradi di assorbire le ocratossine.

A questo proposito sono interessanti i risultati di uno dei primi studi applicati, da parte dell'Università ungherese di Eszterhazy Karoly.

La ricerca ha cercato di verificare l'attitudine di alcuni ceppi selezionati di Saccharomyces cerevisiae di assorbire o comunque demolire l'ocratossina A durante i processi di fermentazione.

Interessante notare come, secondo lo studio, l'aggiunta di lieviti ha fatto diminuire la concentrazione di Ota del 73-90% nella fase liquida, mentre il tenore di ocratossina è aumentato continuativamente, durante la fermentazione malolattica, nelle fece.

Questi risultati spiegano perchè l'utilizzo di chiarificanti portino a una diminuzione del contenuto di OTA ma forniscono anche indicazioni operative in cantina, in particolare riguardo alla movimentazione, con batonage o rimontaggi, delle fece che potrebbe causare, specie nell'imminenza dell'imbottigliamento, a un incremento delle concentrazioni di ocratossina A nel vino.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Autolisi dei lieviti enologici per vini bianchi e spumanti

Basi biochimiche, implicazioni tecnologiche e prospettive innovative dell'autolisi dei lieviti, con il rilascio di composti organici capaci di modificare profondamente il profilo chimico e sensoriale del vino

20 aprile 2026 | 14:00

Mondo Enoico

Troppo vino nelle cantine italiane: 55,9 milioni di ettolitri

Il 56,5% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord. Il 53,9% del vino in giacenza è a DOP, di cui il 48,7% vini bianchi e il 48,4% vini rossi. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,3% del totale delle giacenze di vini a IG

14 aprile 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Vino italiano, la sfida è salire di fascia: i Premium reggono la crisi e guidano la crescita globale

Nonostante il calo delle importazioni, i vini tra 8 e 50 euro crescono più del resto del mercato. Per l’Italia la chiave è aumentare il peso del segmento alto e puntare su nuovi mercati emergenti

13 aprile 2026 | 08:30

Mondo Enoico

Il tasso annuale di crescita del mercato del vino frmo al 3%

Il mercato globale del vino è stimato avere un valore di circa $360 miliardi nel 2025 che dovrebbe diventare circa $370 miliardi a fine anno. Stati Uniti, Germania e Regno Unito, primi tre mercati di destinazione, rappresentano quasi il 50% dell’export italiano di vini

11 aprile 2026 | 13:00

Mondo Enoico

La qualità sensoriale dei vitigni PIWI: prospettive per una viticoltura sostenibile

Merlot Kanthus ha evidenziato il contenuto zuccherino più elevato, mentre Merlot Khorus ha mostrato valori inferiori di zuccheri ma anche un pH più basso, cioè una maggiore acidità potenziale. I vini da Merlot Kanthus e Merlot Khorus sono risultati mediamente più graditi rispetto al Merlot classico

31 marzo 2026 | 14:00

Mondo Enoico

Uso di composti naturali come alternative ai fungicidi sintetici per il controllo delle malattie della vite

Chitosano, siero di latte, olio essenziale di arancia dolce, Equisetum arvense, Urtica spp., e Ampelomyces quisqualis sono stati confrontati con rame e zolfo nel controllo della peronospora e dell'oidio della vita

24 marzo 2026 | 15:00