Mondo Enoico
Dai diritti alle autorizzazione. Non c'è pace per i vignaioli
Il Gruppo di Alto Livello avrebbe deciso per una soluzione di compromesso. Tutti i vigneti saranno interessati dalla riforma
15 dicembre 2012 | R. T.
Nel mentre scriviamo l'ultima riunione del Gruppo di Alto Livello è in corso ma le prime indiscrezioni sui risultati del vertice sono deludenti, almeno per chi sperava in un ritorno ai diritti d'impianto.
Per il commissario Ciolos "é fondamentale avere un inquadramento della situazione dei vigneti per mantenere la specificità dei territori ed evitare una crisi grave". Allo stesso tempo è importante "dare la possibilità all'Italia e agli altri Stati membri produttori dell'Ue, di sviluppare i vigneti in modo responsabile in stretta collaborazione con i professionisti del settore".
E' proprio su queste linee che si è mosso il Gruppo introducendo un nuovo sistema di autorizzazione sull'estensione massima dei vigneti che intereserà tutti i tipi di vini e non solo le denominazioni d'origine.
I veri nodi, però, sarebbero sulle modalità di gestione di questo nuovo schema autorizzativo che sarebbe stato affidato alle organizzazioni professionali. Ma quali organizzazioni? Quelle dei produttori o degli imbottigliatori, dei viticoltori o degli industriali. E' chiaro che sul punto ci sarà bagarre non solo a Bruxelles.
“Ci attendiamo orientamenti chiari e non vaghi – ha affermato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che stasera peraltro incontrerà il Commissario Dacian Ciolos in Sicilia – ed un netto no a liberalizzazioni generalizzate del sistema. In questo senso le prime anticipazioni sulle riflessioni della Commissione europea presentate solo ieri, a ridosso della riunione, non ci soddisfano – ha proseguito Guidi – visto che prevedrebbero un sistema di autorizzazioni senza delimitazioni, né criteri di autorizzazione. Siamo evidentemente lontani – ha concluso il presidente di Confagricoltura - da un compromesso che tuteli gli interessi reali dei nostri vitivinicoltori. Ma anche da quel quadro di orientamenti chiari e precisi che potrebbero indirizzare in maniera positiva i prossimi lavori del Consiglio Ue”.
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