Mondo Enoico

In fermentazione è necessario tenere sotto controllo l'azoto assimilabile

E' importante conoscere i livelli di azoto prontamente assimilabile. Solo così l’enologo può apportare le dovute correzioni, garantendo un’ottimale nutrizione del lievito

01 settembre 2012 | Simone Bellassai

La fermentazione alcolica è un’importante processo biologico, che trasforma glucosio e fruttosio in alcool etilico ed anidride carbonica. Il regolare svolgimento di questo processo nel mosto d’uva, è fortemente legato alla composizione chimica del mosto stesso.

Fonti di carbonio, fattori di crescita e di sopravvivenza, ed azoto sono costituenti fondamentali che assicurano una corretta evoluzione della fermentazione alcolica.

L’azoto, è utilizzato dai lieviti per la sintesi sia delle proteine strutturali sia di quelle enzimatiche che intervengono a vario grado nel metabolismo cellulare; è presente nel mosto in forma inorganica, come ione ammonio, ed in forma organica come azoto α-amminico. La forma peptidica dell’azoto presente anche in concentrazione elevata nel mosto, non viene utilizzata dai lieviti perché essi sono privi di attività proteasica.

La conoscenza dell’APA prima dell’avvio della fermentazione è un dato analitico di elevata importanza. Con questo parametro, infatti, l’enologo può apportare le dovute correzioni in azoto garantendo un’ottimale nutrizione del lievito durante tutta la fermentazione alcolica, limitando notevolmente la produzione di acidità volatile e la comparsa di difetti di riduzione nel vino.

Specie come i solfati e soprattutto i solfiti, entrano nel lievito in una via di riduzione che porta alla formazione di amminoacidi solforati come la cisteina la metionina ed il triptofano. Se l’azoto è carente viene quindi a mancare l’accettore finale del solfuro il quale viene smaltito come acido solfidrico apportando al vino il caratteristico odore di uova marce.

 

Il metodo CDR WineLab per la determinazione dell’APA permette di conoscere separatamente i due contributi di azoto inorganico ed organico. Con questo doppio dato analitico l’enologo ha quindi la possibilità di correggere in modo ottimale i due contributi separatamente, gestendo l’azoto assimilabile durante la fermentazione, nel modo ottimale.

Le eventuali correzioni devono essere apportate nella fase iniziale, in quanto a fine fermentazione alcolica i lieviti non sono più in grado di assimilare azoto a causa dell’elevata concentrazione dell’etanolo.

La misura dell’APA in fase di prefermentazione è quindi fondamentale per la qualità e le caratteristiche organolettiche del futuro vino. In conclusione, la determinazione analitica dell’azoto prontamente assimilabile risulta essere fondamentale per l’ottenimento di un ottimale processo fermentativo che porti a completo esaurimento gli zuccheri senza un’eccessiva produzione di acidità volatile e di difetti organolettici del vino.

Simone Bellassai è CDR Winelab specialist

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Dalla resistenza al gelo al germogliamento: un nuovo modello prevede i rischi della primavera nella vite

Il modello, testato su Cabernet Sauvignon, Riesling e Concord in otto località europee e nordamericane, prevede con buona accuratezza la data del germogliamento e i danni da gelate tardive

11 giugno 2026 | 14:00

Mondo Enoico

Il caolino nel vigneto, uno scudo riflettente contro lo stress termico, ma non per tutti i terreni

Uno studio biennale condotto nelle Marche su Verdicchio in due vigneti a diverso vigore rivela però che la sua efficacia non è universale: funziona bene in contesti asciutti e poco vigorosi, mentre in situazioni di alto vigore o umidità i benefici si riducono drasticamente, limitandosi spesso al solo abbassamento della temperatura fogliare

08 giugno 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Pacciamatura naturale con rullo: così il vigneto risparmia acqua e mantiene qualità

Confronto tra gestione del terreno con sovescio lavorato e con rullo-crimper. La tecnica che lascia i residui in superficie migliora lo stato idrico della vite, non altera il mosto e favorisce le micorrize, offrendo una valida alternativa sostenibile per i vigneti mediterranei

04 giugno 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Il biochar in vigneto è un alleato contro lo stress idrico, ma non per tutti i terreni

Un anno dopo l’applicazione di biochar da potature in tre vigneti biologici del Chianti Classico, i ricercatori del CNR hanno misurato un miglioramento della coesione del suolo, un aumento della sostanza organica e una riduzione dello stress idrico della vite

01 giugno 2026 | 16:00

Mondo Enoico

Vendite in calo e mercato più selettivo: il vino italiano chiude un 2025 difficile

Export in frenata, consumi nazionali in contrazione. Meglio resistono spumanti e vini premium, mentre le piccole imprese soffrono di più. Il settore guarda al futuro con diversificazione e nuovi mercati

22 maggio 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Vino globale in crisi: consumi in calo del 2,7%, superficie vitata in contrazione per il sesto anno

A pesare sono l’evoluzione degli stili di vita, il cambiamento delle abitudini sociali e i mutamenti generazionali, insieme a tensioni geopolitiche, interruzioni commerciali e spinte inflazionistiche. Calo dei vigneti legato ai sussidi per l’estirpazione in Francia e Spagna

18 maggio 2026 | 16:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati