Mondo Enoico

Vendemmia meccanica e trattamenti post raccolta

Occorre impostare bene la vendemmiatrice per migliorare la qualità delle uve riducendo i costi di raccolta. Anche in cantina si può intervenire

23 luglio 2011 | Ernesto Vania

Vendemmiare a macchina consente un notevole risparmio dei costi ma occorre prestare molta attenzione a impostare bene i parametri della macchina, con particolare riferimento al numero di battiti al minuto, per ottenere non solo la migliore performance quantitativa ma anche qualitativa.

In bibliografia è infatti noto che i vini ottenuti dalle uve raccolte a macchina hanno di solito un contenuto di composti fenolici inferiore rispetto ai vini prodotti da uve raccolte a mano, indicando l’intervento di fenomeni ossidativi. Allo stesso modo nelle uve raccolta a mano si osserva una minore quantità di alcoli superiori rispetto alle uve vendemmiate a macchina. Tale diversità può essere spiegata da un minor quantitativo dei loro precursori e di ossigeno nel mosto. Le differenze non si esplicano solo a livello chimico ma anche sensoriale.

Se settare correttamente la vendemmiatrice porta già ad ottimi risultati è anche evidente che saranno necessari interventi in post raccolta atti a prevenire l'insorgenza di patologie, in primis la muffa grigia, ma anche per preservare il carico polifenolico e antocianico.

Considerando la sensibilità del consumatore rispetto al tema solfiti, è chiaro che sarà necessario indirizzarsi soprattutto verso trattamenti post raccolta che riducano o eliminino i solfiti dal processo.

La tecnologia attuale ci può fornire valide alternative.

Una possibilità è rappresentata dall'ozono. Un brevetto della PC Engineering comprova le potenzialità dell'impiego dell'ozono a sostituzione degli attuali trattamenti post-raccolta di sanitizzazione e di stabilizzazione, durante tutto il processo di vinificazione. L’ozono, è stato utilizzato per la disinfezione delle uve in fase di post-raccolta e di tutti gli strumenti utilizzati nella manipolazione della stessa e nella conversione del mosto in prodotto finale. I vantaggi di tale sistema sono così riassumibili: riduzione della carica microbica totale sulle uve utilizzate per la vinificazione, controllo dello stato microbico ed ossidativo del mosto-vino senza l’aggiunta di agenti chimici; stabilizzazione del prodotto finale senza l’aggiunta di metabiosolfiti.

Un'altra possibilità per sanificare le uve è l'utilizzo di sorbato di potassio in combinazione con etanolo. In particolare l'utilizzo di una soluzione, in cui immergere le uve, al 10% di etanolo e altrettanto sorbato di potassio permette di ridurre l'insorgenza di patogeni al pari dell'uso di solfiti senza controindicazioni.

Si può inoltre pensare all'utilizzo, dimostratosi efficace soprattutto sulle uve da tavola, di chitosano in aggiunta a raggi ultravioletti C. Il trattamento con chitosano può anche essere effettuato in campo, 2 giorni prima della vendemmia, per poi sottoporre le uve, a raccolta avvenuta, per 5 min con UV-C (0,36 J/cm2).

Interessanti sono anche le ricerche relative alla possibilità di utilizzo dell'etilene in post raccolta. E' infatti stato dimostrato che l'etilene fa incrementare il carico fenolico, così pure terpenoli, esteri, alcoli e composti C6. Purtroppo, tuttavia, il trattamento a base di etilene fa aumentare la possibilità di attacchi di muffa grigia e ha un impatto sul carico aromatico globale, che diminuisce.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Venduti solo 3 milioni di ettolitri di vino italiano ad aprile

Sono ancora 52,5 milioni gli ettolitri di vino in giacenza, inferiori del 6,0% rispetto allo scorso 31 marzo 2026 e superiori del 5,6% rispetto al 30 aprile 2025. Il 54,4% del vino in giacenza è a DOP, in prevalenza rosso

14 maggio 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Siccità e caldo influenzano la peronospora della vite: gli scenari per il viticoltore

Sebbene gli stress abiotici e biotici siano spesso studiati separatamente, in vigneto si verificano simultaneamente. Una recente ricerca ha analizzato l’effetto combinato di siccità, ondate di calore e infezione da peronospora, rivelando interazioni complesse tra meccanismi fisici e biochimici

11 maggio 2026 | 14:00

Mondo Enoico

Risposte fenologiche della vite al riscaldamento invernale nel Sud Italia

L’aumento delle temperature invernali sta alterando i cicli dormienti della vite, esponendola a rischi crescenti di gelate primaverili. Correlazione significativa tra l’anticipo di germogliamento, l’idratazione del fusto e il consumo delle riserve amilacee

06 maggio 2026 | 15:00

Mondo Enoico

Vini bianchi italiani, ecco la mappa sensoriale delle varietà autoctone

Un nuovo studio scientifico definisce il primo lessico condiviso per 18 vini monovarietali italiani: uno strumento destinato a cambiare produzione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo nazionale

01 maggio 2026 | 12:00

Mondo Enoico

Autolisi dei lieviti enologici per vini bianchi e spumanti

Basi biochimiche, implicazioni tecnologiche e prospettive innovative dell'autolisi dei lieviti, con il rilascio di composti organici capaci di modificare profondamente il profilo chimico e sensoriale del vino

20 aprile 2026 | 14:00

Mondo Enoico

Troppo vino nelle cantine italiane: 55,9 milioni di ettolitri

Il 56,5% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord. Il 53,9% del vino in giacenza è a DOP, di cui il 48,7% vini bianchi e il 48,4% vini rossi. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,3% del totale delle giacenze di vini a IG

14 aprile 2026 | 11:00