Mondo Enoico

Il vino? Ora inizia ad avere il codice quick response

La tecnologia al servizio di una bevanda alcolica di grande fascino. In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici e 4.296 alfanumerici. L'esperienza in Toscana dell'azienda vinicola Carpineto

26 marzo 2011 | Anna Goffi



Sapere di più sulle caratteristiche e le proprietà dei prodotti alimentari che si acquistano è il desiderio del consumatore attento. E da oggi, in alcuni casi, si può grazie alle tecnologia. Per esempio, applicando il codice QR (quick response).

Il QR è un codice a barre bidimensionale a matrice, inventato in Giappone, composto da moduli neri disposti all'interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette rapidamente tramite un telefono cellulare o uno smartphone, come la scheda tecnica di un vino. Basti pensare che in un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici e 4.296 alfanumerici.

Così Antonio Mario Zaccheo e Giovanni Carlo Sacchet, fondatori dell'azienda vinicola Carpineto, hanno pensato bene di mettere sui loro prodotti di punta proprio questo codice a barre.
Attualmente sono il Chianti classico Docg e il Dogaiolo Rosso Igt, a essere stati selezionati per sperimentare il gradimento del codice. Ma, entro il 2011, tutti i prodotti della casa, inclusi i Cru degli Appodiati di vino ed olio, avranno questo codice.

Da sinistra Antonio Zaccheo junior; Margherita Sacchet, enologa; e Zaccheo senior

"Questa tecnologia - ha osservato Antonio Zaccheo junior - permette al consumatore di conoscere meglio il vino che sta bevendo mentre è a casa o seduto al ristorante, ma anche di entrare in enoteca e poter usufruire di un mezzo rapido che lo guidi nella scelta e nell'acquisto di una bottiglia". E poiché la distribuzione di questa azienda conta 70 Paesi nel mondo le informazioni che arriveranno sullo smartphone del consumatore saranno direttamente nella sua lingua oppure in inglese.

La storia della Carpineto, una delle più importanti realtà vitivinicole della Toscana, inizia nel 1967 quando i due soci fondatori si conoscono sul territorio, entrambi innamorati di questa terra che ha sempre avuto un forte richiamo mondiale per l'arte, i monumenti, i borghi medioevali, le dolci colline e i vigneti dalla grandissima potenzialità, disseminati un po' in tutta la regione.

È soprattutto la passione per il vino che li accomuna e che fa scattare la scintilla di dire “abbiamo esperienze diverse, ma affini tra loro, ce la possiamo fare” .
Sacchet, originario della provincia di Belluno, enologo per vocazione e con studi alla scuola di enologia a Conegliano, si forma professionalmente in Toscana.
Zaccheo, pugliese, nell'azienda di famiglia si è sempre occupato di vino, della coltivazione della vite, della produzione e commercializzazione del vino.
Così decidono di dar vita ad un ambizioso progetto per la produzione di un Chianti Classico di livello internazionale, rivisitando in chiave moderna tutta la filiera produttiva del Chianti.

Un impegno che ha dato ottimi frutti perché oggi, dalle loro quattro Aziende Agricole situate a Dudda (Greve in Chianti), Gaville (vicino al Villaggio Etrusco), Montepulciano/Chianciano e Gavorrano (Maremma), escono vini rossi importanti, di alta qualità come il già citato Chianti Classico, il Super Tuscans, il Rosso e il Nobile di Montepulciano, vini varietali di grande struttura e vini bianchi come il Dogaiolo Bianco, per una produzione complessiva di circa 2 milioni bottiglie, di cui l'80% vendute all'estero.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Viticoltura biologica, un punto tecnico su gestione e difesa

Dalle sperimentazioni della Fondazione Edmund Mach arrivano nuove indicazioni per rendere più resilienti i vigneti biologici: sovescio, inerbimento controllato e curetage contro il mal dell’esca al centro delle prove sul campo

22 agosto 2026 | 10:00

Mondo Enoico

Quando la grandine colpisce la vite: il LiDAR svela il ruolo protettivo della chioma

Un recente studio condotto dall'Università di Udine ha utilizzato un robot mobile equipaggiato con sensore LiDAR per monitorare in tempo reale gli effetti di una violenta grandinata su un vigneto di Merlot. I risultati mostrano che la chioma nella zona basale, quella che ospita i grappoli, svolge un'azione protettiva fondamentale, riducendo significativamente il danno

20 agosto 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Enoturismo in Italia: nasce il viaggiatore Eno-Slow che unisce vino, lentezza e sostenibilità

Un'indagine dell'Università di Palermo rivela il volto inedito del turista del vino: non più solo un appassionato in cerca di degustazioni, ma un viaggiatore consapevole che unisce la passione enologica alla filosofia dello slow tourism, desideroso di autenticità, natura e connessioni profonde con il territorio

14 agosto 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Vitigni sostenibili e innovativi, ecco il mondo PIWI

Circa 40 varietà di vite tolleranti alle principali malattie fungine, una trentina delle quali frutto del miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach. Al centro della ricerca anche l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’impiego delle uve resistenti nella spumantizzazione

10 agosto 2026 | 15:30

Mondo Enoico

Agrivoltaico in vigneto: quando l’ombra dei pannelli solari migliora l’uva

L’integrazione tra fotovoltaico e viticoltura nel progetto pugliese della “Vigna Agrivoltaica di Comunità” dimostra che la tecnologia può proteggere le vigne dal caldo estremo, migliorare la qualità del vino e generare energia pulita. I risultati delle sperimentazioni universitarie confermano un aumento della resa e un profilo aromatico più complesso

04 agosto 2026 | 15:00

Mondo Enoico

Endofiti della vite: una promettente alternativa sostenibile ai prodotti fitosanitari

Il potenziale di batteri e lieviti endofiti come agenti di biocontrollo contro Botrytis cinerea, esplorando la loro interazione con la pianta ospite e la compatibilità con i trattamenti convenzionali

31 luglio 2026 | 12:00