Legislazione

Tra divieti e nuova burocrazia, fitofarmaci al bando dal 2013

Il progetto di legge, presentato dal Partito Democratico, vuole vietare l’uso di pesticidi vicino a parchi, giardini, strutture sanitarie, coltivazioni biologiche e su piante in fioritura

06 febbraio 2010 | T N

Il progetto è nato dopo la presentazione degli annuali rapporti “Italia a tavola” di Movimento a Difesa del Cittadino e “Pesticidi nel piatto” di Legambiente.
Entrambi i documenti, basati su analisi di laboratori pubblici regionali e provinciali, evidenziano su 8.764 campioni 109 sono risultati irregolari (1,2% del totale), in leggero aumento rispetto al 2008 (1%), mentre su 2.410 campioni, pari al 27,5%, è stata rilevata la presenza di uno o più residui.
Sempre secondo i rapporti sui residui di pesticidi nel cibo che arriva sulle tavole dei consumatori di Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente, nel 2009 è aumentata, rispetto al 2008, anche la percentuale di campioni con uno o più residui tra i prodotti derivati (19,5%) e nelle verdure (16,3%). Nella frutta, su 3.507 campioni, 81 (il 2,3%) sono irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge (+0,7% rispetto al 2008). I campioni di frutta regolari con uno o più di un residuo chimico risultano pari al 43,9%.

Primo firmatario del disegno di legge è il senatore del Partito democratico e responsabile agricoltura di Legambiente, Francesco Ferrante.

Con il provvedimento, che non è ancora stato assegnato alla commissione di merito, si vuole introdurre nella normativa nazionale il principio di “precauzione” nell’uso dei pesticidi in agricoltura.

Il testo, composto di tre articoli, delega il governo ad adottare, entro 18 mesi, decreti legislativi di attuazione delle seguenti misure:
- disincentivare progressivamente l’uso della fitosanitaria in agricoltura
- introdurre il principio di precauzione a tutela della salute dell’uomo, delle biodiversità e dell’ambiente;
- introdurre il concetto di valutazione del rischio nell’autorizzazione di nuovi fitofarmaci e nella verifica degli effetti che i residui chimici possono avere sulla salute;
- vietare l’uso di pesticidi in aree specifiche, come parchi, giardini pubblici, aree ricreative e in prossimità di strutture sanitarie; eliminare il rischio d’inquinamento conseguente dall’uso di pesticidi.

Il disegno di legge prevede poi il divieto assoluto di usare prodotti fitosanitari in prossimità di colture biologiche (entro trecento metri), su piante in fioritura per la tutela degli insetti impollinatori, e l’avvio di campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi per la salute umana.

Infine, è prevista l’elaborazione di un elenco che individui sostanze altamente tossiche (tra queste, quelle cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) e quelle valutate come persistenti, bioaccumulanti e molto bioaccumulabili (mPmB, che rimangono nell’ambiente e si accumulano nell’organismo di animali selvatici e dell’uomo), che non potranno essere autorizzate.

Altri firmatari del progetto di legge sono i senatori del Pd Emanuela Baio, Filippo Bubbico, Silvia Della Monica, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo, Mauro Maria Marino, Alberto Maritati, Paolo Nerozzi, Gian Piero Scanu, Gian Carlo Sangalli, Vincenzo Maria Vita, e i senatori del Svp Manfred Pinzger e Helga Thaler.

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