Legislazione

Approvato in via definitiva il disegno di legge sui reati agroalimentari

Approvato in via definitiva il disegno di legge sui reati agroalimentari

Il cuore della riforma è l’introduzione nel codice penale di un nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Sanzioni più severe per chi viola le norme su etichettatura, indicazione dell’origine, elenco degli ingredienti e uso improprio delle denominazioni

15 aprile 2026 | 14:15 | R. T.

La Camera dei deputati ha approvato, nella Giornata del Made in Italy, la conversione in legge del disegno di legge sui reati agroalimentari, segnando un passaggio ritenuto decisivo per la tutela di uno dei comparti chiave dell’economia nazionale.

Il cuore della riforma è l’introduzione nel codice penale di un nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Una novità che punta a rendere più efficace il contrasto alle frodi lungo tutta la filiera, con particolare attenzione alla tutela delle produzioni a denominazione di origine Dop e Igp, simbolo del Made in Italy nel mondo.

Tra gli aspetti più rilevanti, viene riconosciuto il ruolo della criminalità organizzata come aggravante specifica nei reati di frode e commercio con segni mendaci. Un elemento che, secondo Coldiretti, consente finalmente di inquadrare queste attività non più come semplici illeciti economici, ma come fenomeni criminali strutturati e reiterati.

La legge interviene anche sul fronte amministrativo, introducendo sanzioni più severe per chi viola le norme su etichettatura, indicazione dell’origine, elenco degli ingredienti e uso improprio delle denominazioni. Un passo che si inserisce nella battaglia storica per la trasparenza e contro il fenomeno dell’Italian sounding, che consente di presentare come italiani prodotti esteri attraverso lavorazioni minime e meccanismi legati ai codici doganali.

Con questo intervento normativo, il legislatore punta a rafforzare la difesa delle eccellenze agroalimentari italiane, tutelando produttori e consumatori e contrastando un fenomeno criminale sempre più rilevante per dimensioni economiche e impatto sul mercato.

Coldiretti esprime soddisfazione e ringrazia il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per aver sostenuto il provvedimento, ispirato alle proposte della cosiddetta “Legge Caselli”. Un impianto normativo costruito anche grazie al lavoro della Fondazione Osservatorio Agromafie, presieduta nel comitato scientifico dal magistrato Gian Carlo Caselli.

Reati agroalimentari, ecco cosa cambia: pene più severe, nuovi delitti e stretta su controlli e tracciabilità

La riforma sui reati agroalimentari si articola in 21 articoli suddivisi in tre pilastri – sanzioni penali, sanzioni amministrative e disposizioni finali – e introduce un sistema organico di tutela che rafforza in modo significativo il contrasto alle frodi nella filiera alimentare.

Nuovi reati e codice penale aggiornato

Il cuore del provvedimento è la modifica del codice penale, con l’introduzione di un nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Una novità che segna un cambio di passo: il settore entra esplicitamente tra quelli protetti in modo sistematico dall’ordinamento.

Tra le principali innovazioni spicca il rafforzamento del reato di contraffazione delle indicazioni Dop e Igp, con pene più severe e un’estensione anche alle attività preparatorie alla commercializzazione.

Accanto a questo, vengono introdotti due nuovi delitti:

  • la frode alimentare, che punisce la vendita di prodotti non conformi per origine, qualità o quantità rispetto a quanto dichiarato;
  • il commercio di alimenti con segni mendaci, che colpisce chi utilizza etichette o indicazioni ingannevoli con l’obiettivo di trarre in inganno il consumatore.

Prevista anche una circostanza attenuante per chi collabora con le autorità, mentre tra le sanzioni accessorie compare la chiusura temporanea o definitiva degli stabilimenti nei casi più gravi o di recidiva.

Aggravanti, confisca e responsabilità delle imprese

La riforma introduce aggravanti specifiche, ad esempio quando le frodi riguardano prodotti Dop e Igp, quando vengono utilizzati documenti falsi o quando le condotte assumono carattere organizzato e continuativo.

Viene inoltre resa obbligatoria la confisca dei beni utilizzati o derivanti dal reato, anche per equivalente, e si estende la responsabilità amministrativa delle imprese: le società coinvolte potranno essere sanzionate con multe rilevanti.

Non solo: tra le pene accessorie viene prevista anche l’interdizione dall’attività imprenditoriale e l’esclusione da finanziamenti pubblici.

Più poteri agli inquirenti

Sul fronte delle indagini, il provvedimento rafforza gli strumenti a disposizione della magistratura:

  • possibilità di effettuare ispezioni senza preavviso in caso di rischio di alterazione delle prove;
  • utilizzo delle intercettazioni per i nuovi reati;
  • estensione dell’incidente probatorio alle analisi su alimenti deperibili.

Prevista anche la destinazione solidale dei prodotti sequestrati e idonei al consumo, che potranno essere distribuiti a fini benefici.

Stretta su etichette, latte e filiere sensibili

La riforma interviene in modo incisivo anche sulle sanzioni amministrative:

  • aumentano le multe per violazioni su etichettatura, origine e ingredienti;
  • vengono introdotte nuove sanzioni per l’uso improprio delle denominazioni dei prodotti lattiero-caseari;
  • rafforzata la tracciabilità, con particolare attenzione al settore del latte di bufala, per cui nasce un registro unico nazionale.

Previsto anche un piano straordinario di controlli per i prodotti a denominazione protetta e un sistema più severo per chi viola le regole nella filiera vitivinicola e nella pesca.

Nuovi strumenti di controllo

Tra le novità organizzative:

  • nasce una cabina di regia nazionale presso il Ministero dell’Agricoltura per coordinare i controlli;
  • viene introdotto un contrassegno ufficiale, su base volontaria, per i prodotti Dop e Igp;
  • si rafforza il ruolo degli organismi di vigilanza e degli ispettori, con maggiori poteri e responsabilità.

Obiettivo: più trasparenza e meno frodi

Nel complesso, il provvedimento punta a costruire un sistema più efficace di prevenzione e repressione delle frodi alimentari, intervenendo su tutta la filiera: dalla produzione alla commercializzazione.

Un intervento ampio che mira non solo a tutelare i consumatori, ma anche a difendere la competitività delle imprese oneste e il valore delle eccellenze agroalimentari italiane.

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