Legislazione
Bruxelles propone di aggiornare le norme sulla commercializzazione dei prodotti agroalimentari
Le revisioni proposte dalla Commissione europea dovrebbero aiutare i consumatori a operare scelte informate per una dieta più sana e prevenire gli sprechi alimentari
12 maggio 2023 | Marcello Ortenzi
Il 21 Aprile la Commissione Europea ha proposto di rivedere le norme che riguardano la commercializzazione di una serie di prodotti agroalimentari, quali frutta e verdura, succhi e confetture di frutta, miele, pollame o uova. Le revisioni proposte dovrebbero aiutare i consumatori a operare scelte informate per una dieta più sana e contribuire a prevenire gli sprechi alimentari.
Tra le scelte proposte dalla Commissione:
- etichettatura di origine - norme più chiare e obbligatorie per miele, frutta a guscio e frutta secca, banane mature, nonché frutta e verdura rifilate, trasformate e tagliate . In caso di miscele, occorrerà riportare sull'etichetta il o i paesi di origine. Il fatto di elencare i paesi di origine consentirà di aumentare la trasparenza per i consumatori, oltre a promuovere la produzione di questi prodotti nell'UE;
- sprechi alimentari - le revisioni proposte riguardano sia i rifiuti alimentari che quelli di imballaggio. Ad esempio, per gli ortofrutticoli esteticamente meno attraenti (con difetti esterni, ma comunque adatti al consumo locale/diretto) venduti a livello locale e direttamente dai produttori ai consumatori è prevista una deroga dalle norme di commercializzazione. Valorizzarne la freschezza potrebbe offrire ai consumatori maggiori opportunità di acquistare frutta e verdura fresca a prezzi più accessibili e andare a vantaggio dei produttori attivi nelle filiere corte. Lo stesso vale per alcuni prodotti colpiti da calamità naturali o da altre circostanze eccezionali, se il loro consumo è sicuro;
- imballaggio - i prodotti destinati alla donazione potrebbero essere esentati dai principali requisiti di etichettatura. Ciò potrà ridurre gli adempimenti burocratici e le esigenze di etichettatura, facilitando il lavoro degli operatori;
- succhi di frutta - potranno recare la menzione "senza zuccheri aggiunti" per chiarire che, contrariamente ai nettari di frutta, i succhi non possono per definizione contenere zuccheri aggiunti, una caratteristica di cui la maggior parte dei consumatori non è a conoscenza. Inoltre, per rispondere alla crescente domanda di prodotti con meno zuccheri, un succo riformulato potrebbe indicare sull'etichetta "succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri". Per semplificare ulteriormente e adattarsi ai gusti dei consumatori, il termine "acqua di cocco" potrebbe essere utilizzato accanto a "succo di cocco";
- confetture e marmellate - il contenuto di frutta sarà portato da 350 a 450 grammi minimi (550 per i prodotti di alta qualità) per chilogrammo di prodotto finito. Con l'aumento generalizzato del contenuto di frutta, ai consumatori verrebbe offerto un prodotto con meno zuccheri liberi e una quantità di frutta superiore a quella attuale. Il termine "marmellata", finora autorizzato soltanto per le confetture di agrumi, si applicherebbe a tutte le confetture, in modo da adeguare il nome del prodotto a quello più utilizzato a livello locale;
- uova - i pannelli solari potrebbero essere introdotti nei sistemi di produzione all'aperto per stimolare l'approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. Anche la stampigliatura delle uova verrebbe effettuata direttamente in azienda per migliorare la tracciabilità.
Successivamente, gli atti delegati saranno adottati e sottoposti all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio per un periodo di due mesi. La Commissione li pubblicherà al termine di questa procedura. Le proposte riguardanti confetture, marmellate, succhi di frutta e miele sono incluse in direttive e seguiranno il processo legislativo ordinario del Parlamento europeo e del Consiglio prima della loro pubblicazione ed entrata in vigore.
Le norme di commercializzazione dell'UE hanno la funzione di garantire la qualità dei prodotti, la tutela dei consumatori e la coerenza delle regole all'interno del mercato europeo. Facilitano inoltre gli scambi con i paesi terzi, essendo conformi alle norme in vigore a livello internazionale dagli anni '50 dello scorso secolo. Nell'ultimo decennio i mercati dei prodotti agricoli hanno subito una profonda evoluzione, spinti dall'innovazione, ma anche dal mutare delle preoccupazioni della società e della domanda dei consumatori. Per essere immessi sui mercati europei e venduti ai consumatori, la maggior parte dei prodotti agroalimentari deve rispettare le norme di commercializzazione dell'UE oppure quelle stabilite a livello internazionale. Le norme di commercializzazione riguardano le qualità esterne dei prodotti e le qualità non visibili derivanti da particolari processi di produzione, come il tenore di frutta nelle confetture. Si applicano allo stesso modo sia ai prodotti europei che a quelli importati.
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