Legislazione

Lotta integrata obbligatoria per tutti dal 2014. Quali linee guida occorrerà rispettare?

In attesa del decreto interministeriale e dell'allegato piano di azione nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ci si può cominciare ad attrezzare, tenendo conto degli otto punti fondamentali indicati dal Decreto Legislativo n. 150 del 14 agosto 2012. Nuovi obblighi per le aziende agricole ma anche per le pubbliche amministrazioni

17 gennaio 2014 | Francesco Presti

Dal 1 gennaio 2014 è obbligatoria la lotta integrata per gli agricoltori italiani. La normativa è di riferimento è il Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento Europeo, in Italia è il Decreto Legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 che contiene riferimenti e le linee di attuazione di una normativa che punta a ridurre i rischi e gli impatti sulla salute umana, sull’ambiente, sulla biodiversità e promuovere l’applicazione della difesa integrata nonché di approcci alternativi o metodi non chimici in agricoltura.

Secondo i contenuti dell’allegato III del DL n. 150 si possono individuare 8 punti fondamentali che definiscono i principi generali di difesa integrata:
1. Adeguate scelte agronomiche mezzi genetici, igienici, impiego di organismi utili);
2. Monitoraggio, previsione e allertamenti;
3. Soglie di intervento stabilite in base ai monitoraggi eseguite sul territorio;
4. Priorità a mezzi biologici, fisici quando è possibile;
5. Prodotti Fitosanitari selettivi e a minor rischio possibile per l’uomo e l’ambiente;
6. Dosi ridotte, ridotto n° di trattamenti, trattamenti localizzati per non aumentare il rischio di sviluppo di meccanismi di resistenza;
7. Attuare strategie antiresistenza a organismi nocivi per mantenere l'efficacia dei prodotti. (diversi prodotti fitosanitari con diversi modi di azione);
8. verificare il grado di successo delle strategie di difesa applicate.;

La legge affronta l’argomento nella sua completezza, agli agricoltori in particolare interessano gli articoli 1, 3, 8, 9, 12, 14, 17, 18, 19, 20 e 21 dove vengono definiti gli obblighi riguardo la formazione di base per gli utilizzatori professionali, i distributori e i consulenti, i controlli delle attrezzature per l'applicazione dei prodotti fitosanitari, la manipolazione, lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari e il trattamento dei relativi imballaggi, e difesa integrata obbligatoria.

In particolare i punti più importanti sono i seguenti:

1) Controlli delle attrezzature per l’applicazione dei prodotti fitosanitari (art 12);

A) macchine irroratrici per i trattamenti alle colture arboree.
B) macchine irroratrici per il diserbo e i trattamenti alle colture erbacee.
C) macchine irroratrici e attrezzature per i trattamenti alle colture protette.
L’utilizzatore inoltre deve obbligatoriamente eseguire una regolazione periodica dell’attrezzatura in base a coltura, fase fenologica, trattrice, irroratrice, volume di irrorazione ed effettuare una manutenzione periodica.

2) Manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze (art.18);

L’art 18 definisce alcuni requisiti minimi che devono essere rispettati dagli utilizzatori professionali dei PF e dai distributori:
• Adeguato stoccaggio dei PF.
• Manipolazione, diluizione e miscelazione dei PF prima dell’ applicazione.
• Manipolazione degli imballaggi e delle rimanenze di prodotti fitosanitari.
• Recupero o riutilizzo della miscela fitoiatrica residua nell’irroratrice al termine del trattamento.
• Pulizia dell’irroratrice al termine della distribuzione.
• Recupero o smaltimento delle rimanenze di prodotti fitosanitari e dei relativi imballaggi.

Queste azioni hanno lo scopo di ridurre il rischio nelle fasi di manipolazione, distribuzione e stoccaggio dei PF per la salute dell’uomo e per l’ambiente. Attraverso una corretta gestione dei prodotti fitosanitari si cerca di migliorare la sicurezza generale dall’acquisto del prodotto fino alla distribuzione e allo stoccaggio.

3) Strategie fitosanitarie sostenibili (art.18, 19, 20 e 21);
Come già scritto la legge definisce nell’allegato III della normativa i principi generali per l’attuazione della difesa integrata, si individuano poi vari obiettivi su vari livelli:

- Obiettivo complessivo

Riduzione impiego dell’impiego di PF a base di sostanze attive individuate come candidate alla sostituzione, secondo quanto riportato ai punti 3.6, 3.7, 3.8 e 4 dell’Allegato II del Reg. CE1107/09.

- Obiettivo qualitativo

Riduzione del rischio derivante dall’impiego dei prodotti fitosanitari per l’ambiente, gli operatori e i consumatori attraverso: un complessivo miglioramento qualitativo delle strategie di intervento, delle tecniche utilizzate e delle sostanze attive impiegate; l’attuazione di misure di prevenzione basate su metodi agro-ecologici, l’applicazione di sistemi di lotta biologica e controllo biologico delle avversità con prodotti fitosanitari a base di sostanze attive a basso rischio (definite tali ai sensi dell’articolo 22 del regolamento (CE) n.1107/2009)

- Obiettivo quantitativo

Promozione di una graduale riduzione delle quantità di prodotti fitosanitari impiegati attraverso un progressivo incremento dell’impiego di prodotti fitosanitari di origine naturale e a basso impatto.

GLI OBBLIGHI PER LE AZIENDE AGRICOLE

Per l’attuazione della difesa integrata le aziende dovranno conoscere, disporre direttamente o avere accesso a:
1. collegamento per dati meteo;
2. bollettini territoriali;
3. soglie d’intervento delle avversità monitorate;
4. materiale informativo e manuali;
5. strategie antiresistenza;
6. risultati della rete di monitoraggio;

Dal punto di vista operativo le aziende dovranno:
1. rispettare volumi massimi di irrorazione stabiliti dalle Regioni.
2. riportare le fasi fenologiche di fioritura e raccolta sul registro dei trattamenti.
3. rispettare i vincoli dei disciplinari e tenere un registro di carico e scarico del magazzino dei PF.
4. effettuare la regolazione (taratura) delle irroratici presso Centri prova autorizzati.

IL RUOLO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
È facile intuire l’importanza della Pubblica Amministrazione per il successo di questo importante cambiamento che porta a una visione più sostenibile dell’agricoltura. In particolare dal Mipaaf e dalle Regioni è necessario un sostegno attento ai territori e ai suoi attori per seguire a livello locale i singoli agricoltori e fornire gli strumenti adeguati per poter concretizzare i principi contenuti nella normativa.
Gli impegni delle Regioni e del Ministero vertono su ricerca, realizzazione di manuali, aggiornamento banca dati PF, monitoraggio e realizzazione di sistemi di previsione e di avvertimento, gestire reti di monitoraggio territoriale per specifiche avversità, emanare bollettini tecnici periodici, organizzare e coordinare l’assistenza tecnica a favore delle aziende.

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