L'arca olearia
Dalla Casa dell’Olivo all’Olivoteca, l’Italia tenta di rialzare la testa
Il complesso mondo dell’olivo e dell’olio sotto la lente di ingrandimento. A Leverano, nel Salento, l'inaugurazione della “Casa dell’olivo – Oleoteca d’Italia”, con i rappresentanti istituzionali e professionali, i ricercatori e i cultori del comparto intenti a trovare soluzioni per la svolta. Il resoconto di Pasquale Di Lena
10 luglio 2010 | Pasquale Di Lena

Un convegno, la mattina, e, nel pomeriggio, una tavola rotonda per rimarcare gli intenti, culturali e promozionali, con cui la professoressa Trono, presidente, e il direttore Francesco Caricato, hanno pensato la âCasa dellâolivoâ, la prima Oleoteca a carattere nazionale (link esterno).
Una struttura molto bella e significativa, grazie al perfetto recupero degli ambienti di un trappeto ipogeo del â600, che affianca la bella Chiesa Matrice dedicata alla SS. Annunziata , nel cuore di Leverano, la cittadina virtuosa, al centro del Salento, che si incontra sulla strada che da Lecce arriva a Porto Cesareo, nella incantevole terra della taranta; degli olivi secolari e dellâolio extravergine di oliva âTerra di Otrantoâ Dop; del âNegroamaroâ, delle âMalvasieâ, bianca e nera, le uve dei grandi vini bianchi, rosati e rossi, raccolti nella Doc âLeveranoâ , una delle 25 riconosciute in Puglia.
Unâidea bella, la bella âCasa dellâolivoâ link esterno, e, stante alla sua prima iniziativa, sicuramente vincente, proprio perché rappresenta una novità importante nel campo della comunicazione dellâolio, e, più in generale, del marketing, di un prodotto, che ha bisogno di recuperare pesanti limiti se vuole rendere vincente la sua immagine.
Una struttura, a carattere permanente, che risponde perfettamente alla necessità di un coinvolgimento del consumatore e, ancor più, di dare ad esso quanto serve per comprendere i pregi e le virtù di un mondo complesso, qual è quello dellâolivo e dellâolio.
Un tipo di struttura che il mondo del vino si è dato dallâinizio degli anni â60, con la apertura, a Siena, della Enoteca Italica, poi Enoteca italiana, che al mondo del vino ha dato, e continua a dare, un contributo notevole di immagine, partecipando da protagonista al Rinascimento del vino italiano nella metà degli anni â80.
La Casa dellâOlivo link esterno, lâoleoteca, ha tutto â a vedere e sentire le premesse - per far vivere allâolio italiano il suo rinascimento, una nuova, straordinaria avventura, capace di fare uscire il comparto dalla pesante crisi che lo attanaglia e di dare ad esso prospettive nuove, quelle di cui lâagricoltura ha bisogno per riaffermare la sua centralità allâinterno di un nuovo modello di sviluppo economico, sociale e politico.
Essa si va ad aggiungere a quella rete di strutture permanenti che nessun Paese al mondo possiede e che, se attivata, è una base alta del turismo enogastronomico, che da anni sopperisce alle carenze di programmazione del turismo in Italia e di comunicazione dei nostri prodotti basilari, quali sono il vino e lâolio, e i loro territori di origine.
Per quanto riguarda lâolio, i territori prevalenti e di riferimento, come si sa, riguardano il Mezzogiorno del nostro Paese e, in particolare la Puglia, con il suo 35% e più, in quanto a superficie e produzione. Cioè un prodotto strategico per il rilancio dellâagricoltura e dellâintero Mezzogiorno, che resta una questione sempre aperta, mai risolta.
E dellâagricoltura e della sua crisi se ne è parlato molto, grazie agli interventi dei rappresentanti istituzionali, coordinati dal nostro direttore Luigi Caricato, sia al momento dei saluti allâapertura del convegno della mattina, âValori culturali dellâolivo e proprietà nutrizionali e salutistiche dellâolio di olivaâ, che nel corso della Tavola rotonda, âIl Risorgimento dellâolio italianoâ, animata da una lunga serie di interessanti interventi, come quello del Presidente della Cia, Giuseppe Politi, figlio di San Pietro in Lama, a pochi chilometri da Leveranno, seguito da quello dellâAssessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefà no, del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone e del suo Assessore al Turismo; Francesco Pacella, e del sindaco, Cosimo Durante, nonché presidente del Gal âTerra dâArneoâ, il territorio del fiume omonimo.

Unâintera giornata di lavoro, necessaria per sviluppare, con illustri relatori come il prof. Natale Frega dellâUniversità di Ancona; il prof. Giuseppe Caramia, primario emerito di pediatria; il dr. Lorenzo Cerretani dellâUniversità di Bologna, i temi più cogenti riguardanti il comparto, e lâolio in particolare, come quelli della tecnologia e qualità ; le proprietà salutistiche, a partire dalla nascita dellâindividuo; lâimportanza della ricerca; i valori paesaggistico â ambientali; lâanalisi sensoriale essenziale per fare capire, ai produttori lâimportanza della produzione della qualità dellâolio extravergine di oliva ed ai consumatori le sue peculiarità fondamentali per la salute e il benessere dellâuomo; il valore ed il significato della biodiversità , con lâItalia che detiene il primato delle varietà autoctone, con oltre 500 sparse in tutte le Regioni olivicole del Paese, un patrimonio che raddoppia quello che il resto del mondo ha.
Senza trascurare il tema della promozione, di grande attualità con lâinaugurazione della Casa dellâOlivo link esterno, che ha visto la partecipazione della dottoressa Magdalini Rappou, responsabile dellâufficio promozione e attività fieristiche del COI (Consiglio Olivicolo Internazionale), dare un importante contributo con la presentazione del programma delle iniziative della importante istituzione, sui mercati emergenti e importanti per il futuro dellâolio che, una volta attivati, dovrebbero dare allâolio quelle risposte che lâolivicoltore oggi non ha, nelle mani, comâè, di lobby degli oli e delle sostanze grasse, di leggi che confondono il consumatore che cerca la qualità e, non per ultimo, per quanto strettamente riferito al nostro Paese, il vuoto di una programmazione, con un piano olivicolo che si attende da oltre ventâanni, tanto da diventare una chimera che punisce fortemente lâolivicoltura e i territori da essa interessati.

Ci saranno risultati e saranno importanti per la comunicazione di un prodotto che ha forte bisogno di recuperare vuoti e limiti in un campo che è sempre più strategico per il successo dellâolio, e, con esso, dei territori olivicoli.
Prima del convegno, moderato dal direttore di Telepuglia, nonché conduttore e autore della trasmissione "Agri7" per Tele Norba, è intervenuto lâon. Gino Lazzari, segretario della Commissione ministero Attività Produttive, che ha parlato di una strategia dellâolio per tutta lâarea del Mediterraneo.
Un incontro che è stato anche lâoccasione per presentare un interessante libro, scritto da dieci illustri esperti dellâolivo e dellâolio, che hanno voluto rendere omaggio a Olea, a dieci anni dalla sua costituzione in quel di Pesaro, oggi la più attiva delle associazioni del settore sul fronte della degustazione professionale degli oli extra vergini di oliva.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Quanto costa produrre un chilo di olio extravergine di oliva nel 2026? Dalla frangitura al prezzo delle olive, i conti che non tornano
Un'analisi per la campagna 2026/27, con diversi scenari di resa e prezzi delle olive permette di stimare quanto può costare ottenere un chilogrammo di extravergine d'oliva prima di imbottigliamento, commercializzazione e margine aziendale
30 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Fosforo e potassio nell'oliveto: la differenza a seconda del regime di agricoltura
I bilanci annuali di fosforo e potassio lungo un gradiente di gestione, dal convenzionale all'agroecologico. I sistemi nature-based riciclano fino al 72% del fosforo e al 59% del potassio, ma l'erosione del suolo può ribaltare i bilanci, soprattutto per il potassio. Ecco i numeri e le indicazioni pratiche per gli olivicoltori
30 ottobre 2026 | 15:00 | R. T.
L'arca olearia
Quando l'olio d'oliva racconta il suo territorio: elementi in traccia e fenoli per la tracciabilità geografica
La combinazione di profili elementari ICP-MS e indici spettrofotometrici classifica correttamente l'origine geografica di 117 oli extravergine italiani con un'accuratezza del 90% in validazione esterna. Indagato il legame tra suolo e olio, e scoperto che la trasformazione industriale pesa più di quanto si pensi sulla firma chimica del prodotto finale
30 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Estratto di foglie contro il cotonello dell'olivo, un biopesticida naturale da economia circolare
Gli estratti di foglie di olivo, in particolare quelli metanolici al 25%, raggiungono una mortalità del 96% contro Euphyllura olivina, avvicinandosi all'efficacia dei prodotti chimici. Una soluzione sostenibile che valorizza gli scarti di potatura e apre nuove prospettive per la difesa fitosanitaria
30 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Monocultivar o IGP: ecco come scommettere sull’oliva Taggiasca
La Liguria entra in una nuova campagna olearia con la promessa di una buona produzione di olive da tavola. Ma quali? In attesa di parlarne il 3 ottobre a Imperia ecco le valutazioni di Roberto De Andreis, uno dei maggiori esperti italiani nel settore dell’analisi sensoriale delle olive da tavola
30 ottobre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Quando l'extravergine d'oliva perde i suoi "claim": la shelf-life nutraceutica dell'olio
Stimato il tempo entro cui un olio mantiene i requisiti EFSA per legge. I claim sui grassi insaturi e sulla vitamina E sono molto robusti, mentre quello sui polifenoli - 5 mg di idrossitirosolo e derivati per 20 g - è il più fragile
30 ottobre 2026 | 09:00