L'arca olearia
Aromi insoliti negli oli extra vergini di oliva. E se fosse un'illusione percettiva?
Ci troviamo di fronte a nuovi descrittori sensoriali o a una frode? Il punto di vista di Lorenzo Cerretani apre ad altre ipotesi: viene da pensare a qualcuno che voglia mettere alla prova un Panel o addirittura a una ricerca scientifica che abbia il medesimo scopo
24 aprile 2010 | Lorenzo Cerretani
Lâarticolo di Ettore Franca, presidente di Olea, pubblicato lo scorso numero (Extra vergine o condimento al basilico? Perplessità sulla giuria dell'Ercole Olivario: link esterno) ha dato luogo a diverse reazioni. Ecco quella, autorevole, di Lorenzo Cerretani.

Quando per la prima volta (durante le selezioni dei finalisti del concorso Olio Capitale link esterno) mi sono trovato insieme al Panel di fronte a questo campione ho potuto registrare la meraviglia-perplessità di tutti i giudici. Lâolio in questione, presentava infatti un odore netto di basilico che anche per i più esperti assaggiatori è alquanto insolito.
Se, infatti, si fa riferimento ai documenti COI T.20/Doc. n. 15 del Settembre 2007 e n. 22 del Novembre 2005 che sono il frutto di un lavoro pluriennale condotto da diversi esperti e ricercatori non esiste il descrittore di âbasilicoâ, mentre invece esiste quello di âpomodoroâ, e al posto del primo esiste un più generico descrittore di âerbe aromaticheâ che richiama alla memoria queste sensazioni (dalla mia esperienza è difficile che il Panel fornisca un giudizio unanime di fronte a questo sentore).
Lâapprofondimento dellâargomento risulta a mio avviso interessante in quanto questâolio potrebbe da un lato arricchire le conoscenze sensoriali con un futuro aggiornamento del vocabolario o dallâaltro potrebbe rivelarsi un olio prodotto con lâaggiunta di basilico (e quindi non più extravergine) come ipotizzato da Ettore Franca la scorsa settimana (link esterno).
Infatti, mi risulta che alcuni ricercatori abbiano trovato in alcuni casi del linalolo (il marker ipotizzato nellâarticolo di Ettore Franca) in altri oli presentati a concorsi. Allora per capire se si tratta di un nuovo descrittore sensoriale o di una frode lo strumento a disposizione potrebbe essere rappresentato da una âprova di campoâ svolta a partire dalle olive delle cultivar nelle quali è stato riscontrato e verificare se in condizioni controllate si ottiene un olio con le stesse caratteristiche sensoriale e lo stesso profilo in composti volatili.
Nel caso in cui ci trovassimo nellâipotesi del prodotto ottenuto con aggiunta di basilico mi verrebbe da pensare a qualcuno che voglia mettere alla prova un Panel o addirittura ad una ricerca scientifica che abbia lo stesso scopo, in qualche modo simile a quella condotta qualche anno fa da alcuni ricercatori dâOltralpe. Infatti, nel 2001, tre ricercatori Francesi (Morrot, Brochet e Dubourdieu) avevano somministrato a 54 assaggiatori un vino bianco artificialmente colorato in rosso (aggiungendo 2 g/L di antocianine estratte da uva e purificate) e il risultato è stato di ottenere una descrizione sensoriale corrispondente a quella di un vino rosso (nonostante dei test sensoriali condotti ad hoc avessero verificato che le antocianine non rilasciavano alcun odore).
Il fenomeno verificato in questo caso è stato definito dagli autori âillusione percettivaâ.
Tornando al nostro olio, penso che anche in questo caso si potrebbe parlare di âillusione percettivaâ nel caso in cui fosse verificato che sia stato prodotto con aggiunta di basilico.
Da capo-Panel, mi stupisce che lo stesso olio che ha partecipato a numerose competizioni (Olio Capitale, LâOro dâItalia, Monti Ferru, Sol, Biol) nelle quali è stato subito eliminato (secondo quanto mi hanno riferito gli organizzatori e capi-Panel dei concorsi) perché ritenuto sospetto di commistione sia stato invece premiato in altri 2 casi.
Al di là di tutto, la mia opinione è che troppo spesso si vada alla ricerca e quindi a premiare odori e sensazioni che sovrastano quella del fruttato di olive che al contrario dovrebbe essere la prima caratteristica ad essere valutata; il rischio, sempre a mio avviso, e che se ci si scosti troppo dai descrittori previsti dai documenti COI T.20/Doc. n. 15 del Settembre 2007 e n. 22 del Novembre 2005. Qualora si confermasse il sospetto di anomalia di questâolio si correrebbe il pericolo di screditare lâanalisi sensoriale degli oli da olive che rappresenta un valido strumento per valutare lâappartenenza ad una specifica classe merceologica o ad una specifica denominazione di origine protetta.
Bibliografia
- Morrot, G., Brochet, F., Dubourdieu, D. The color of odors. Brain and Language 79 (2), pp. 309-320, 2001.
- Consiglio Oleicolo Internazionale. Metodo per la valutazione organolettica dell'olio di oliva extra vergine a denominazione d’origine. COI/T.20/Doc. n. 22 Novembre 2005.
- Consiglio Oleicolo Internazionale. Sensory analysis of olive oil method for the organoleptic assessment of virgin olive oil. COI/T.20/Doc. n. 15/Rev. 2 September 2007.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Acido jasmonico e acido salicilico nella difesa dell’olivo: induzione di resistenza contro la mosca delle olive
L’applicazione combinata di acido jasmonico e acido salicilico è in grado di incrementare le difese biochimiche della pianta, riducendo significativamente l’infestazione del fitofago e migliorando alcuni parametri qualitativi dell’olio
08 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Tolleranza ai raggi UV-B nel polline di olivo: un meccanismo cultivar-dipendente
La radiazione ultravioletta B (UV-B) rappresenta una minaccia significativa. La tolleranza a questo stress non è legata a un singolo fattore, ma a una complessa orchestrazione di risposte biochimiche e molecolari.
08 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Olio extravergine d’oliva, quattro cucchiai al giorno per invecchiare meglio
Il ruolo protettivo dell’extravergine sulla qualità della vita fisica negli adulti maturi e anziani. Tra riduzione del dolore, mantenimento della funzionalità e proprietà antinfiammatorie, l’olio si conferma asset strategico della dieta mediterranea
07 maggio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olivo convenzionale vs. biologico: produttività, redditività, resilienza e dipendenza dai sussidi PAC
La strategia “Farm to Fork” dell’UE punta al 25% di superficie agricola in biologico entro il 2030. Ma fare olivicoltura biologica conviene davvero? I sussidi del secondo pilastro compensano il minor ricavo da vendite, annullando le differenze di redditività
07 maggio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Spettrofotometria e stabilità ossidativa dell’olio extravergine di oliva: effetti della temperatura sui processi di degradazione
Il ruolo di temperatura e tempo nella formazione di prodotti di degradazione lipidica nell'olio di oliva e l’efficacia dell’analisi spettrofotometrica come tecnica rapida e non distruttiva per il controllo qualità
07 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Il cotonello dell'olivo può compromettere la fioritura
Favorito da primavere miti, umidità elevata e crescita vegetativa intensa, Euphyllura olivina può compromettere germogli e fioritura. Occorre una gestione integrata basata su prevenzione agronomica e tutela degli insetti utili
07 maggio 2026 | 09:00