L'arca olearia
IRRIGARE L’OLIVO? SI', SE IN MODO RAZIONALE SI OTTERRANNO OTTIMI RISULTATI
È una pianta tollerante anche a elevati livelli di stress idrico. I volumi irrigui vanno comunque attentamente calcolati non solo in funzione dell’andamento stagionale ma anche delle varietà. Carenze quanto eccessi d’acqua possono ripercuotersi negativamente sulla coltura e sull'olio
05 giugno 2004 | Alberto Grimelli
Numerose sono le caratteristiche che consentono all'olivo di tollerare condizioni di deficit idrico nel suolo.
A livello anatomico e morfologico le foglie di piccole dimensioni consentono di disperdere efficacemente il calore nel periodo estivo. Esse sono ricoperte da una spessa cuticola e cere epicuticolari che rendono la resistenza cuticolare molto elevata. Gli stomi sono piccoli e numerosi e presenti solo sulla pagina inferiore della foglia. I vasi xilematici del legno hanno un diametro molto piccolo, il che determina elevate resistenze idrauliche al trasporto della linfa, ma al tempo stesso riduce il rischio di embolismo.
A livello fisiologico il contenuto idrico relativo fogliare può diminuire anche molto, fino al 75-80%, pur mantenendo la foglia il suo turgore, così come lâelasticità della parete cellulare permette una notevole riduzione di volume mantenendo comunque attivo il metabolismo. Il potenziale osmotico fogliare si riduce in condizioni di stress sia a causa di disidratazione che per aggiustamento osmotico attivo. In quest'ultimo caso, lâaccumulo di alcuni carboidrati solubili, ed in particolare del mannitolo, determina un aumento della concentrazione dei soluti ed una diminuzione del potenziale osmotico. Il mannitolo sembra agire da soluto compatibile preservando la struttura dei siti attivi delle proteine e conferendo tolleranza a diversi tipi di stress abiotico.
Lâirrigazione è una pratica indispensabile e consolidata nellâolivicoltura da tavola e la sua introduzione nella coltura da olio ha consentito di migliorare sia la qualità che la quantità della produzione e si dimostra spesso necessaria negli impianti intensivi.
I vantaggi quantitativi sono stati messi in evidenza in diversi studi sia italiani che stranieri (Pannelli et al., 1995, Silvestri et al., 1999, Motilva et al., 1999, dâAndria et al., 2000), che hanno mostrato come una elevata disponibilità idrica nel terreno aumenti la produttività dellâolivo. Effetti della carenza idrica sono una riduzione della percentuale di allegagione e di un aumento della cascola fisiologica dellâolivo. Apporti irrigui concorrono ad aumentare e migliorare la produzione, in particolare se lâolivo viene irrigato durante le fasi più critiche per la produzione: fioritura, allegazione, sviluppo iniziale e fase di maturazione dei frutti (Orgaz e Fereres, 1999). Aumenti fin del 40% sono stati ottenuti introducendo lâirrigazione sulla varietà Frantoio in prove effettuate nella Maremma Toscana (Silvestri et al., 1999).
Lâirrigazione ha effetti benefici anche sulla qualità delle olive. Se, da un lato, rallenta il processo di maturazione, dallâaltro esercita unâazione positiva sulla composizione aromatica, non influisce però su valori analitici quali acidità , numero di perossidi e indici spettrofotometrici a parità di stadio di maturazione, modo di conservazione e lavorazione delle olive. Solo in ambienti realmente aridi pare che anche solo limitati apporti dâacqua possano determinare variazioni nella composizione acidica dellâolio.
Tra i più recenti studi, degni di nota quelli condotti in collaborazione fra il Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie legnose di Pisa (Prof. Gucci) e il Dipartimento di Scienze degli alimenti (Prof. Servili), dai quali emerge che la disponibilità idrica aumenta la concentrazione di alcuni composti volatili a impatto sensoriale, come aldeidi C6 legati al fruttato erbaceo ed alcuni esteri legati alle sensazioni floreali. Sembra invece certa la correlazione negativa fra irrigazione e concentrazione di fenoli totali nellâolio.
Di conseguenza, nella necessità di perseguire contemporaneamente i massimi livelli quali-quantitativi, risulta necessario determinare il punto di ottimo dei volumi irrigui per la massima espressione quali-quantitativa della produzione.
Un eccesso dâirrigazione, oltre a causare sprechi ingiustificati, può infatti provocare effetti indesiderati, quali un inopportuno rigoglio vegetativo durante il periodo di ingrossamento delle drupe, una forte emissione di succhioni e una minore resistenza alle basse temperature invernali. Alcuni lavori, volti a razionalizzare l'uso dell'irrigazione sono stati fatti in California su olive da tavola (Goldhamer, 1999) e in Catalogna. I risultati di queste sperimentazioni indicano che livelli irrigui inferiori allâevapotraspirato dalla pianta non pregiudicano necessariamente la qualità e la qualità della produzione, consentendo un risparmio idrico ed economico.
Particolarmente importante una oculata gestione dellâirrigazione non solo in funzione di parametri climatici ma anche del diverso comportamento e risposta varietale.
à noto, ad esempio, che esiste una significativa differenza tra la conduttanza stomatica della Frantoio e della Leccino a diversi livelli di deficit idrico. La Leccino, in particolare, è meno sensibile della Frantoio a stress idrici moderati.
Purtroppo le ricerche sulle diversità di consumi idrici tra le cultivar, che tengano anche conto di specifici dati climatici territoriali, sono solamente allâinizio e queste sperimentazioni richiedono anni prima di fornire dati attendibili in quanto la variabilità annuale può influire in maniera molto rilevante sulle rilevazioni e sui dati ottenuti.
Bibliografia
- d’Andria R., G. Morelli, G. Sorrentino, P. Giorio, G. Fontanazza, M. Patumi – 2000 – Effetti del regime idrico sulla produzione e sulla qualità dell’olio della cultivar “Kalamata” in un’ambiente dell’Italia centro-meridionale – Olivo & Olio, 1/2, 30-41
- Goldhamer D. – 1999 – Regulated deficit irrigation for California canning olives – 3th Int. ISHS Symposium on Olive Growing – Acta Horticulturae, 474, 369-372
- Motilva M., M.P. Romero, S. Alegre, J. Girona – 1999 – Effect of regulated deficit irrigation in olive oil production and quality – 3th Int. Symposium on Olive Growing – Acta Horticulturae, 474, 377-380
- Orgaz F., E. Fereres – 1999 – Riego – p. 269-288. In: D. Barranco, R. Ferdinandez-Escobar, L. Rallo – El cultivo del olivo – Junta De Andalucia, Ediciones Mundi Prensa, 3a edizione
- Pannelli G., R. Selvaggini, M. Servili, M. Baldioli, G.F. Montedoro – 1995 – La produzione e la composizione dell’olio in relazione alla fisiologia dello stress idrico in olivo (Olea Europea L.) cv. Leccino – Atti del convegno: L’olivicoltura mediterranea, stato e prospettive della coltura e della ricerca, Rende (CS), p. 701-721
- Silvestri E., N. Bazzanti, M. Toma, C. Cantini – 1999 – Effect of training system, irrigation and round cover on olive crop performance – Acta Horticulturae, 474, 173-175
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Lavoro, salute e clima di chi lavora in olivicoltura
La siccità, il caldo estremo e una prevenzione che non arriva a tutti: una ricerca sull’olivicoltura di Jaén fotografa una condizione lavorativa a rischio psicosociale medio. Un quadro che interroga da vicino anche il Mediterraneo e l’Italia
11 luglio 2026 | 11:00
L'arca olearia
Intelligenza artificiale e satelliti per prevedere il raccolto dell'olivo
Uno studio dell’Università Politecnica di Madrid combina immagini satellitari, dati climatici e caratteristiche del suolo per stimare in anticipo la produzione di olive e olio, offrendo un nuovo strumento a supporto di agricoltori e cooperative
11 luglio 2026 | 10:00
L'arca olearia
Ecco come le alte temperature minacciano l'olivo, la qualità e quantità dell'olio
Temperature in aumento, qualità in calo. Quando le temperature superano stabilmente i 25°C durante la fase in cui l'olio si accumula, il peso secco delle olive diminuisce, la fase di crescita si accorcia e il tasso di crescita giornaliero cala. Ecco cosa possono fare gli olivicoltori per difendere le proprie produzioni
10 luglio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Zeolite naturale contro la mosca delle olive: una barriera fisica per una difesa sostenibile
La crescente riduzione dei principi attivi chimici disponibili e lo sviluppo di resistenze rendono urgente la ricerca di soluzioni alternative contro la mosca delle olive. L'efficacia della zeolite è paragonabile a quella di un insetticida piretroide di riferimento, offrendo spunti concreti per una gestione eco-compatibile dell'oliveto
10 luglio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Olivi e stress idrico: gestire il suolo e l'inerbimento per salvare qualità e produzione
La ricerca spagnola dimostra che la gestione del cotico erboso negli oliveti può fare la differenza. I dati parlano chiaro: le lavorazioni tradizionali aggravano gli effetti della carenza idrica, mentre la copertura vegetale spontanea, se ben gestita, protegge il suolo e migliora la produzione
10 luglio 2026 | 14:00
L'arca olearia
L'equilibrio tra risparmio idrico e produttività in un oliveto superintensivo
Uno studio su giovani piante di Arbosana ha valutato diverse strategie di irrigazione deficitaria, evidenziando come un deficit continuo moderato al 70% dell'evapotraspirazione possa rappresentare il giusto compromesso tra risparmio idrico e produttività sostenibile nel tempo
10 luglio 2026 | 13:00