L'arca olearia

Estratto a freddo? 27 gradi centigradi? Un falso mito

Due recenti studi scientifici dimostrano che oli prodotti a temperature superiori ai 30 gradi posseggono una migliore stabilità ossidativa. Sveliamo la verità

31 gennaio 2009 | Alberto Grimelli

Le ricerche sono tate pubblicate su riviste scientifiche di livello internazionale a distanza di poche settimane.
I risultati non sono sorprendenti, certe dinamiche chimiche sono ben note, ma l’evidenza di dati e conclusioni scientifiche è comunque in qualche modo inaspettata.

Le dizioni “prima spremitura a freddo”, pur con il suo anacronistico riferimento alla prima spremitura che ricorda un lontano passato in cui l’olio veniva macinato e pressato più volte, e l’espressione “estratto a freddo” sono divenute di frequente e comune uso nel mondo oliandolo.

Forse è tutto da rivedere? Abbiamo chiesto un parere a Lorenzo Cerretani, ricercatore dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze degli Alimenti.
“Vorrei prima di tutto sottolineare come le ricerche, pur pubblicate quasi contemporaneamente, siano state condotte da due staff diversi, l’uno in Italia l’altro in Spagna. Gli studi ci dicono che passando da 25 gradi centigradi a 35-40 la stabilità ossidativi degli oli prodotti aumenta. Quindi oli ottenuti a temperature più elevate hanno una resistenza maggiore all’ossidazione. Tengo a sottolineare che le sperimentazioni sono state condotte in frantoi industriali. Altre ricerche, di qualche tempo addietro, sulla stessa materia, invece, erano state effettuate con frantoi da laboratorio.”

Nel lavoro condotto da Antonio M. Inarejos-García, Aurora Gómez-Rico, M. Desamparados Salvador e Giuseppe Fregatane, con olive della varietà Cornicabra a un indice di maturazione di 4,5 (I) -4,7 (II) basato su scala Coi (0-10), si evidenzia come il contenuto di fenoli totali e ortodifenoli aumenta con l’aumentare della temperatura di gramolazione. Nelle prove effettuate il tempo di gramolazione è stato il medesimo, 60 minuti.



Con l’aumentare del contenuto in fenoli nell’olio aumenta anche la stabilità ossidativa dello stesso. Interessante anche notare come con l’aumentare della temperatura aumenta anche il contenuto di beta carotene.
Per quanto riguarda i più comuni parametri chimici non risulta minimamente influenzata l’acidità mentre il numero di perossidi si alza leggermente passando da 5,9 per la tesi a 25 gradi fino a 6,8 per la tesi a 40 gradi. Nessuna differenza per i valori di K232 e K270, aumenta invece il tenore in cere nella tesi gramolata a 40 gradi.

A risultati molto simili sono giunti Emanuele Boselli, Giuseppe Di Lecce e Rosanna Strabbioli dell’Università delle Marche che hanno anche osato gramolare fino a 45 gradi centigradi.



Non deve stupire che l’olio ottenuto a 45 gradi sia stato rifiutato per il caratteristico flavour di cotto, mentre il team di ricerca ha rilevato che tra un olio ottenuto a meno di 27 gradi e uno a 35 gradi non vi sono apprezzabili differenza chimiche o sensoriali.
Contenuto in fenoli totali e stabilità ossidativi sono direttamente correlati con la temperatura di gramolatura.

Le evidenze scientifiche confermano quindi la teoria chimica che afferma che un aumento della temperatura porta ad aumentare la solubilità dei fenoli nell’olio.
La stessa teoria, come peraltro confermato da altri studi effettuati negli anni passati, però evidenzia che, con l’aumentare della temperatura di gramolazione diminuisce il tenore in composti volatili, responsabili degli aromi dell’olio.

La temperatura di 27 gradi centigradi, come valore assoluto di riferimento, rappresenta un falso mito.
La temperatura di gramolazione, infatti, andrebbe decisa, insieme con gli altri parametri di lavorazione delle olive, in funzione della cultivar di olive, dell’epoca di raccolta e del tipo di olio che si vuole ottenere. In altri termini la temperatura di gramolazione rappresenta un parametro variabile in funzione di differenti condizioni ed è scientificamente scorretto indicare nei 27 gradi centigradi la temperatura ideale di gramolazione.

“Esiste una ossessione per la temperatura di gramolazione – conclude Lorenzo Cerretani – che, in quanto tale, è bene sfatare e riportare tale fattore ad essere, come gli altri (tempo di gramolazione, diluizione della pasta…), un parametro da considerare attentamente, e da settare, in funzione delle diverse partite d’olive e del momento della campagna olearia.”

Bibliografia

- Antonio M. Inarejos-García et al, Infuence of malaxation conditions on virgin olive oil yield overall quality and composition, Eur Food Res Technol (2009) 228:671–677
- Emanuele Boselli et al, Are virgin olive oils obtained below 27C better than those produced at higher temperatures?, Food Science and Technology (2009) 42; 748–757

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta

Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate

25 agosto 2026 | 13:00

L'arca olearia

Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura

L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema

24 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olio extravergine d'oliva denocciolato: un tesoro di antiossidanti per la salute e la bellezza

La rimozione del nocciolo prima dell'estrazione dell'olio dalle olive Cerasuola aumenta significativamente la concentrazione di composti fenolici e flavonoidi, potenziando le proprietà antiossidanti dell'olio extravergine e aprendo nuove prospettive per l'industria cosmetica e alimentare

24 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Ftalati nell’olio extravergine d'oliva, arriva un nuovo metodo rapido per individuarli

Un sistema basato sulla fluorescenza riesce a distinguere sette diversi ftalati presenti nell’olio extravergine di oliva con un’accuratezza fino al 97,2%. La tecnica potrebbe diventare uno strumento di screening per controllare più rapidamente la sicurezza degli oli alimentari

24 agosto 2026 | 13:00

L'arca olearia

Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile

Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti

22 agosto 2026 | 09:00

L'arca olearia

Olio d'oliva e clima: quando il caldo fa bene (e quando no)

Uno studio svela che non è la temperatura media della stagione a determinare la qualità dell'olio, ma il momento preciso in cui il caldo si fa sentire. I risultati, però, vanno valutati con attenzione

21 agosto 2026 | 12:00