L'arca olearia

Stop alla dicitura olio extravergine di oliva per le miscele con olio vergine

Stop alla dicitura olio extravergine di oliva per le miscele con olio vergine

Una nuova circolare del Ministero dell'Agricoltura chiarisce che le miscele di olio extravergine e olio vergine non potranno più essere commercializzate come "olio extravergine di oliva". Il provvedimento supera il precedente orientamento amministrativo che consentiva tale possibilità

16 luglio 2026 | 17:55 | T N

Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) ha pubblicato una nuova circolare che introduce un cambio di rotta in materia di etichettatura degli oli di oliva: d'ora in avanti, un prodotto ottenuto dalla miscelazione di olio extravergine di oliva con olio vergine non potrà più riportare in etichetta la denominazione di "olio extra vergine di oliva".

La circolare, firmata dai capi dipartimento competenti del ministero, interviene su un tema che negli anni aveva generato interpretazioni differenti. In particolare, supera il precedente indirizzo amministrativo del Masaf, che aveva ammesso la possibilità di commercializzare come extravergine alcune miscele di oli appartenenti alle categorie "extra vergine" e "vergine", purché il prodotto finale rispettasse i parametri chimici e organolettici previsti per la categoria superiore.

Con il nuovo orientamento, il ministero stabilisce invece che la semplice presenza di olio vergine nella miscela impedisce l'utilizzo della denominazione "olio extra vergine di oliva", indipendentemente dalle caratteristiche qualitative del prodotto finale. La miscela dovrà quindi essere commercializzata con la denominazione corrispondente alla categoria inferiore.

«L'olio è alla base della nostra dieta ed è usato quotidianamente da tutte le famiglie italiane. Per questo c'è bisogno di regole certe per chi produce e imbottiglia e di informazioni chiare per chi acquista e consuma», ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, sottolineando come l'obiettivo sia quello di «assicurarsi che ciò che viene chiamato olio extravergine di oliva italiano lo sia davvero».

Il ministero evidenzia che il provvedimento punta a rafforzare la trasparenza del mercato, tutelare i consumatori e valorizzare il comparto olivicolo nazionale, che interessa oltre un milione di ettari coltivati.

La nuova circolare non vieta invece la pratica, ampiamente diffusa, di miscelare diversi oli extravergini, provenienti da cultivar, territori o Paesi differenti. Resta consentita la produzione di blend composti esclusivamente da oli classificati come extravergini, mentre viene esclusa la possibilità di utilizzare la denominazione "EVO" quando nella miscela è presente anche olio di oliva vergine.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Aggiungere acqua durante la frangitura peggiora resa e qualità dell’olio d'oliva

Uno studio sperimentale mette in discussione una pratica utilizzata nei frantoi per gestire paste particolarmente asciutte: l’aggiunta di acqua durante la frangitura. L’intervento non migliora l’estrazione e può ridurre significativamente polifenoli e pigmenti dell’olio extravergine di oliva

10 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Olio d'oliva: arriva il primo standard certificato per misure più accurate

L'Istituto Nazionale di Tecnologia Industriale argentino (INTI) ha sviluppato un Materiale di Riferimento Certificato (CRM) per l'olio d'oliva vergine. Obiettivo: garantire l'affidabilità dei test 

10 ottobre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Oli monovarietali italiani: dalla chimica ai cluster sensoriali, un nuovo modello per riconoscere e valorizzare le cultivar

Ecco un approccio "olistico" che integra analisi sensoriale, composti fenolici, volatili e terpeni per distinguere gli oli monovarietali italiani. I risultati dello studio mostrano che nessun modello riesce a identificare la singola cultivar, ma è possibile raggruppare le cultivar in tre cluster sensoriali stabili

09 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

La mosca dell’olivo non vive solo nell’oliveto, si trova anche nei boschi

Monitorata la presenza di Bactrocera oleae lungo un gradiente uliveto-bosco: catture fino a 100 metri tra i pini, sporadiche a 300. Il microclima del bosco, più fresco dell’uliveto, sembra favorire la presenza del fitofago. Un’ipotesi di lavoro che apre scenari nuovi per la difesa integrata in un clima che cambia

09 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Oliveto superintensivo: nessuna cultivar è perfetta, la scelta dipende dalla strategia aziendale

Uno studio decennale condotto in Spagna su sei varietà mette in luce come composizione dell'olio e stabilità ossidativa siano guidate dal genotipo, ma fortemente modulate dall'andamento climatico annuale. Per gli olivicoltori la lezione è chiara: servono prove di lungo periodo prima di decidere cosa piantare

09 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Meteo, acqua e aroma dell’olio: come temperatura e piogge orientano il profilo volatile delle olive

La componente aromatica dell’olio extravergine non nasce soltanto in frantoio. Temperatura, disponibilità idrica, piogge durante la maturazione, stato di idratazione della drupa, cultivar e grado di maturazione condizionano il metabolismo che porta alla formazione di aldeidi, alcoli ed esteri responsabili delle note verdi, erbacee e fruttate

09 ottobre 2026 | 12:00